Agalloch

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Agalloch
i componenti della band in una foto promozionale
i componenti della band in una foto promozionale
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Black metal
Folk metal
Doom metal
Post-metal
Periodo di attività 1996in attività
Album pubblicati 9 + 2 demo
Studio 4 + 4 EPs e 1 split
Live 0
Raccolte 1
Sito web

Gli Agalloch sono una band statunitense creata a Portland, Oregon, nel 1996. Il loro genere è difficile da definire, poiché gli Agalloch mischiano molti generi diversi fra loro in maniera molto originale. Tra i vari stili che compongono il loro sound ci sono doom metal[1], neofolk, black metal[2], post-rock, progressive metal e ambient.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Gli Agalloch nascono nel 1995 grazie a John Haughm (cantante, chitarrista e inizialmente anche batterista e bassista) e Shane Breyer (tastierista), e prendono il loro nome dall'Aquilaria Agallocha, un tipo di legno resinoso molto profumato. All'inizio del 1996 vennero composti alcuni brani, e durante l'estate si unì il chitarrista Don Anderson per rifinire il materiale prodotto. Queste canzoni vennero successivamente pubblicate nella demo From Which of This Oak nell'autunno dello stesso anno. La pubblicazione mostrava una certa influenza black metal, mischiato con elementi che sarebbero stati utilizzati negli album successivi in differenti forme. Poco dopo aver registrato la demo, al gruppo si unì Jason William Walton come bassista.

Pale Folklore[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998, il gruppo registrò una demo promozionale per sole etichette discografiche. Questa demo catturò l'attenzione della The End Records, che gli offrì un contratto, dal quale scaturì l'album Pale Folklore. L'album presentava meno influenze black metal rispetto a prima, le canzoni della precedente demo furono rifinite e le canzoni inedite sono più vicine a folk e doom metal inseriti in un contesto molto malinconico e atmosferico. Per la sua originalità l'album incontrò il favore della critica . Finita la registrazione, Breyer lasciò il gruppo per dedicarsi agli studi.

Of Stone, Wind and Pillor[modifica | modifica sorgente]

Dopo un periodo di pausa, il gruppo pubblicò un EP di materiale inedito del periodo 1998-2001 intitolato Of Stone, Wind and Pillor, presentando elementi neofolk e ambient e una voce meno distorta. L'EP includeva inoltre una cover della band Sol Invictus, "Kneel To The Cross", che successivamente sarebbe anche stata pubblicata su Sol Lucet Omnibus, una compilation di tributo ai Sol Invictus organizzata dall'etichetta francese Cynerfierrd. Molti brani presenti nell'EP come la cover appena citata e "Haunting Birds" fanno tuttora parte del repertorio live della band.

The Mantle[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2001 e il 2002 gli Agalloch registrarono The Mantle, che presentava nel libretto fotografie di statue e fontane presenti nella downtown di Portland. Quest'album è molto più orientato verso il neofolk, la voce concede spesso passaggi in clean e la strumentazione è principalmente acustica. L'album segnò un cambiamento nell'attenzione della critica verso gli Agalloch, che fecero diverse interviste con magazine in vista.

In seguito alla pubblicazione di The Mantle, gli Agalloch fecero il loro primo concerto il 6 marzo 2003 a Portland, in Oregon. [1] A questo ne seguirono altri in marzo e un tour nella costa ovest degli Stati Uniti in maggio.

Nel 2003 fu pubblicato Tomorrow Will Never Come e nel 2004 fu pubblicato The Grey. Questi EP mostrano il lato più sperimentale degli Agalloch, che spaziano al di fuori del metal incontrano dimensioni post-rock, folk, ambient e addirittura drone e e industrial. Gli Agalloch suonarono una serie di concerti nella costa est durante il 2004, alcuni dei quali a Toronto, in Canada. Sempre nel 2004 fu pubblicato uno split con la band finlandese Nest, mettendo in luce il lato neofolk degli Agalloch.

Ashes Against the Grain[modifica | modifica sorgente]

L'8 agosto 2006 fu pubblicato Ashes Against the Grain sempre dalla The End Records, il disco è principalmente influenzato dal post-rock, dà meno peso alle chitarre acustiche rispetto a The Mantle e più importanza alle chitarre distorte, in modo da dare all'album un sound diverso rispetto a quello dei precedenti. Questa volta la band gioca infatti con l'effettistica per chitarra creando sul finale del disco anche muri sonori al limite del noise, il resto mantiene invece lo stile malinconico della band, ma in un contesto molto più progressivo ed elegante. Il disco in questione è stato tra le altre cose il primo senza John Haughm dietro le pelli, visto che in quel periodo la band aveva aggiunto il batterista Chris Greene come un quarto elemento della formazione.

The White[modifica | modifica sorgente]

Il 28 febbraio 2008 esce uscito l'ultimo EP degli Agalloch,The White, su etichetta Vendlus in sole 2000 copie, già quasi tutte esaurite nel periodo di pre-ordine.

Contiene sette tracce neofolk[3], caratterizzate da un'atmosfera intimista e malinconica, è considerato da molti il miglior EP rilasciato dalla band. Il disco è stato scritto e registrato tra il 2004 e il 2007 ed è la controparte ideale di The Grey (sempre edito dalla Vendlus).

Marrow of the Spirit[modifica | modifica sorgente]

Quarto album della band uscito il 23 novembre 2010 registrato interamente in analogico ed edito dalla Profound Lore Records. Marrow of the Spirit è il primo disco della band a contenere strutture totalmente black metal, in particolare il sound tipico della nuova ondata americana. Le atmosfere sono molto più cupe, come suggerito dalla copertina e i brani sono tutti molto lunghi dando spazio ad una maggiore presenza di elementi progressivi, post-rock e folk. La tendenza al black metal può essere probabilmente data dalla presenza nel disco del batterista Aesop Dekker dei Ludicra, parte integrante della band dal 2007. L'anno seguente la band parte per un tour europeo di grande successo insieme agli Alcest.

Faustian Echoes[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2012 la band fa uscire a sorpresa un nuovo EP di materiale inedito composto da un'unica lunghissima traccia di 20 minuti circa. Il disco prosegue sulla scia black metal dell'album precedente, concedendosi molte sperimentazioni senza però allontanarsi dal tipico marchio malinconico della band. L'unica traccia del disco verrà inoltre eseguito live in versione integrale durante il tour "Lucifer over Europe" del 2013 dove la band si esibisce per tutta Europa accompagnata dai londinesi Fen.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

La musica degli Agalloch presenta un'alternanza di tracce vocali e tracce strumentali. Nonostante gli Agalloch siano spesso catalogati nel genere black doom metal, la loro musica contiene diverse influenze, come dark ambient, post-industrial e post-rock. Temi comuni nei testi degli Agalloch sono la bellezza naturale e il paganesimo.

In un'intervista del 1999 fatta da Dan Tobin a Jason William Walton e a John Haughm [2], i membri della band hanno citato tra le loro influenze gruppi come Katatonia, Ulver, The 3rd and the Mortal, Swans, e Godspeed You! Black Emperor.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex membri[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.rockline.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1009
  2. ^ Album Review AGALLOCH-Of Stone, Wind, and Pillor :: Maelstrom :: Issue No 5
  3. ^ Agalloch - The White Ep :: Le recensioni di Onda Rock

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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