Abraham Bloemaert

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Ritratto di Johannes Meyssens

Abraham Bloemaert (Gorinchem, 25 dicembre 1564Utrecht, 27 gennaio 1651) è stato un pittore olandese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Bloemaert fu figlio dell'architetto e dello scultore Cornelis, dal quale ricevette le prime lezioni prima di recarsi ad Utrecht nel 1575, dove, dopo un breve periodo di studio autodidatta sui manieristi di Anversa, divenne allievo di Gerrit Splinter e di Joos de Beer. Presso quest'ultimo venne a contatto con la pittura fiamminga di Blocklandt formatasi su una base Romana-parmigiana.

Nel 1580 si trasferì a Parigi per sottoporsi ad un affinamento artistico sotto la guida di vari maestri, tra i quali Hieronymus Francken I. Durante il triennio di formazione francese si rivelò fondamentale anche la permanenza presso la scuola di manieristica di Fontainebleau.

Dopo il suo rientro in patria ed una breve parentesi ad Amsterdam, la sua carriera subì una impennata sia dal punto di vista del successo sia dell'apprezzamento grazie anche alla sua duttilità che lo condusse ad un percorso artistico variegato, che dal manierismo passando per l'accademismo lo portò ad accogliere elementi caravaggeschi. Non mancarono anche accenti idealistici a influenzare le sue tematiche preferite, mitologiche e bibliche, oltre a quelle a sfondo storico e allegorico.[1]

La sua prima opera riconosciuta è il Nobe del 1591 a cui seguì la Predica di Giovanni Battista ed il Battesimo di Cristo del 1595.

Nel 1595 entrò a far parte della Gilda di San Luca.

Parabola del grano, 1624

Tra le sue opere si ricordano ritratti e nature morte e vari paesaggi oltre il Flautista del 1621 e il Banchetto degli Dei del 1638.

I suoi allievi più apprezzati furono i suoi quattro figli, Hendrick (scene mitologiche e di genere), Frederick, Cornelis e Adriaan (paesaggi romanizzanti), i due Honthorsts, Ferdinand Bol e Jacob Gerritsz Cuyp.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.297

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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