Corporazione di San Luca

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San Luca ritrae la Madonna, Rogier van der Weyden, 1440, Boston, Museum of Fine Arts

La Corporazione di San Luca (o Gilda di San Luca[1]) era una delle corporazioni di artisti ed artigiani attive soprattutto durante il periodo barocco (la cosiddetta età d'oro) nelle Fiandre e nei Paesi Bassi. La corporazione deve il suo nome a Luca evangelista, il santo patrono degli artisti che secondo la tradizione cristiana dipinse la figura della Madonna e quadri dei santi Pietro e Paolo.[2]

Le sue sedi più importanti furono istituite ad Anversa, Utrecht, Delft[3] e Leida. La sede di Anversa in particolare continuò ad esistere fino al 1795, anche se a quel punto aveva già perso gran parte del suo potere. In molti centri amministrativi, tra cui Anversa, il governo locale aveva donato alle Gilde il potere di controllare e regolare particolari tipi di traffici commerciali tra le città. L'appartenenza ad una corporazione fu perciò richiesta obbligatoriamente per la vendita di opere d'arte o per l'assunzione di apprendisti nelle botteghe; regole simili sono attestate anche a Delft.[4] Le prime gilde ad Anversa e Bruges, crearono la base per il modello che fu poi seguito in altre città; possedevano un proprio centro di vendita ed esposizione nel quale i membri potevano distribuire i lor dipinti direttamente al pubblico.[5] La corporazione di San Luca non rappresentò soltanto pittori e scultori ma anche[6] commercianti, artisti dilettanti e amanti dell'arte.[7] Confezionando recensioni su artisti contemporanei ed emettendo giudizi su dispute tra questi,[7] le gilde acquisirono un forte potere ed influirono attivamente sulla carriera di un qualsiasi autore.

Tra i membri più illustri della corporazione troviamo i pittori Johannes Vermeer, Rubens, Frans Hals, Jacob Jordaens, Rembrandt, Antoon van Dyck e Pieter Bruegel.

Alcune Gilde di San Luca e i loro membri[modifica | modifica sorgente]

Anversa[modifica | modifica sorgente]

La sede della corporazione ad Anversa.

Anche se non divenne un grande centro d'arte fino al XVI secolo, Anversa fu una delle prima città, se non la prima, a fondare la propria corporazione di San Luca. La gilda viene menzionata per la prima volta addirittura nel 1382, mentre riceve dalla città particolari poteri e privilegi nel 1442.[8]

Delft[modifica | modifica sorgente]

Gilda di San Luca di Delft, 1730, incisione di anonimo.

La Corporazione di San Luca di Delft fu istituita in un periodo successivo, ed ebbe vita breve; nonostante ciò ebbe grande importanza, e nel XV secolo rimase sotto l'influenza di Veermer.

Haarlem[modifica | modifica sorgente]

Bruxelles[modifica | modifica sorgente]

Tournai[modifica | modifica sorgente]

Utrecht[modifica | modifica sorgente]

La Corporazione di San Luca di Utrecht fu fondata nel 1611. Gli artisti membri facevano parte precedentemente della Gilda dei sellai.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sint-Lucasgilde in olandese.
  2. ^ Howe.
  3. ^ La città di Vermeer.
  4. ^ Montias (1977): 98.
  5. ^ Prak (2003): 248.
  6. ^ Specialmente nel XVII secolo.
  7. ^ a b Prak (2003): 249.
  8. ^ Baudouin (1973): 23–27.
  9. ^ Van Baburen è segnalato tra gli archivi della corporazione di Utrecht del 1611.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bartrum, Giulia. Albrecht Dürer and his Legacy. British Museum Press, 2002. ISBN 0714126330
  • Baudouin, Frans. "Metropolis of the Arts." In: Antwerp's Golden Age: the metropolis of the West in the 16th and 17th centuries, Anversa, 1973, pagg.23–33.
  • Belkin, Kristin Lohse. Rubens. Phaidon Press, 1998. ISBN 0-7148-3412-2.
  • Campbell, Lorne. "The Art Market in the Southern Netherlands in the Fifteenth Century." In: The Burlington Magazine, Vol. 118, N.877, 1976, pagg.188–198.
  • Farquhar, J.D. "Identity in an Anonymous Age: Bruges Manuscript Illuminators and their Signs." Viator, Vol. 11, 1980, pagg.371–383.
  • Ford-Wille, Clare. "Antwerp, guild of S. Luke." The Oxford Companion to Western Art. Ed. Hugh Brigstocke. Oxford University Press, 2001. Grove Art Online. Oxford University Press, 2005.
  • Franits, Wayne, Dutch Seventeenth-Century Genre Painting, Yale UP, 2004, ISBN 0300102372
  • Gibson,Walter S. "Artists and Rederijkers in the Age of Bruegel." In: The Art Bulletin, Vol. 63, N.3, 1981, pagg.426–446.
  • Heppner, Albert. "The Popular Theatre of the Rederijkers in the Work of Jan Steen and His Contemporaries." In: Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, Vol. 3, N.1/2, 1939 pagg.22–48.
  • Howe, Eunice D. "Luke, St" Grove Art Online. Oxford University Press, [accessed May 18, 2007]
  • Hughes, Anthony."'An Academy for Doing'. I: The Accademia del Disegno, the Guilds and the Principate in Sixteenth-Century Florence." Oxford Art Journal, Vol. 9, N. 1, 1986, pagg.3–10.
  • Jack, Mary Ann. "The Accademia del Disegno in Late Renaissance Florence." In: Sixteenth Century Journal, Vol. 7, N.2, 1976, pagg.3–20.
  • King, Catherine. "National Gallery 3902 and the Theme of Luke the Evangelist as Artist and Physician." In: Zeitschrift für Kunstgeschichte, Vol. 48., N.2, 1985, pagg.249–255.
  • Mather, Rufus Graves. "Documents Mostly New Relating to Florentine Painters and Sculptors of the Fifteenth Century." In: The Art Bulletin, Vol. 30, N.1, 1948, pagg.20–65.
  • Montias, John Michael. "The Guild of St. Luke in 17th-Century Delft and the Economic Status of Artists and Artisans." In: Simiolus: Netherlands Quarterly for the History of Art, Vol. 9, N.2, 1977, pagg.93–105.
  • Olds, Clifton. "Jan Gossaert's "St. Luke Painting the Virgin": A Renaissance Artist's Cultural Literacy." In: Journal of Aesthetic Education, Vol. 24, N.1, Special Issue: Cultural Literacy and Arts Education, 1990, pagg. 89-96.
  • Prak, Maarten. "Guilds and the Development of the Art Market during the Dutch Golden Age." In: Simiolus: Netherlands Quarterly for the History of Art, Vol. 30, N.3/4, 2003, pagg.236–251.
  • Slive, Seymour, Dutch Painting, 1600–1800, Yale UP, 1995, ISBN 0300074514
  • Smith, Pamela H. "Science and Taste: Painting, Passions, and the New Philosophy in Seventeenth-Century Leiden." In: Isis, Vol. 90, N.3, 1999, pagg.421–461.

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