Zona libera da armi nucleari

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     Zona libera da armi nucleari

     Stati con armi nucleari (Russia, USA, Francia, Cina, Regno Unito, Israele, Pakistan, India, Corea Nord)

     Condivisione nucleare (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia)

     Non condivisione, ma adesione al TNP

Trattati Regioni Superficie territoriale Stati In vigore
Antarctic Antartide 14,000,000 km² 23-06-1961
Spazio Outer Space 10-10-1967
Tlatelolco America Latina
Caraibi
21,069,501 km² 33 1969-04-25
Seabed Seabed 18-05-1972
Rarotonga Sud Pacifico 9,008,458 km² 13 [1] 11-12-1986
Bangkok ASEAN 4,465,501 km² 10 [2] 28-03-1997
MNWFS Mongolia 1,564,116 km² 1 28-02-2000
Semei Asia Centrale 4,003,451 km² 5 [3] 21-03-2009
Pelindaba Africa 30,221,532 km² 53 15-07-2009
Totale: 84,000,000 km² 116

Una Zona libera da armi nucleari, o NWFZ è definita[4] dalle Nazioni Unite come un accordo che un gruppo di Stati ha liberamente stabilito con un trattato o una convenzione, che vieta l'impiego, lo sviluppo, o la distribuzione di armi nucleari in una determinata area, che detiene meccanismi di difesa e di controllo per far rispettare i suoi obblighi ed è riconosciuta come tale dall' Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Le NWFZs non coprono le acque internazionali (dove vi è la libertà dei mari) o il transito dei missili nucleari attraverso lo spazio, a differenza delle stazioni nucleari nello spazio.

La definizione di NWFZ non tiene conto di paesi o regioni più piccole che hanno messo al bando le armi nucleari semplicemente le loro leggi, come l'Austria con l'Atomsperrgesetz nel 1999; inoltre, il Trattato 2+4 pose fine alla Guerra Fredda vietando le armi nucleari nell'ex Germania Est, ma fu un accordo fatto solamente fra i quattro Alleati e i due stati tedeschi.

Un cartello indicante una Zona libera da armi nucleari

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ South Pacific Nuclear Free Zone Treaty
  2. ^ SEANWFZ Enters Into Force; U.S. Considers Signing Protocol | Arms Control Association
  3. ^ Nuclear | The Earth Times | Encyclopaedia
  4. ^ http://www.opanal.org/Docs/UN/UNAG30res3472i.pdf

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]