Test di armi nucleari della Francia

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I test di armi nucleari della Francia sono stati portati avanti tra il 13 febbraio 1960 e il 27 gennaio 1996 come parte della corsa agli armamenti nucleari e dello sviluppo della forza di dissuasione nucleare francese, detta anche force de frappe.

Secondo i conteggi ufficiali, la Francia ha condotto un totale di 210 test nucleari, di cui 50 atmosferici.[1] I test sono stati condotti nelle aree di Reggane e In Ekker, in Algeria, e negli atolli di Mururoa e Fangataufa, nella Polinesia Francese.[2]

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Sommario delle serie di test nucleari della Francia
Serie o anni Anni di svolgimento Numero di test [Note 1] Ordigni utilizzati Ordigni di potenza sconosciuta Test nucleari non militari Test non-PTBT [Note 2] Spettro di potenza (chilotoni) [Note 3] Potenza totale (chilotoni) [Note 4] Note
Reggane 1960 0004 4 0004 4 0000  0000  0004 4 Da 1 a 65 0078 78 Il primo test nucleare francese.
In Ekker 1961—1966 0018 18 0018 18 0000  0004 4 0005 5 Da 0 a 127 0286 286
1966-1970 1966—1970 0022 22 0022 22 0000  0000  0022 22 Da 0 a 2.600 8044 8.044
1971-1974 1971—1974 0024 24 0024 24 0000  0000  0024 24 Da 0 a 955 2082 2.082
1975-1978 1975—1978 0029 29 0029 29 0000  0000  0002 2 Da 0 a 64 0259 259
1979-1980 1979—1980 0022 22 0022 22 0000  0000  0000  Da 0 a 112 0474 474
1981-1982 1981—1982 0022 22 0022 22 0000  0000  0000  Da 0 a 56 0195 195
1983-1985 1983—1985 0025 25 0025 25 0000  0000  0000  Da "bassa" a 80 0537 537
1986-1988 1986—1988 0024 24 0024 24 0000  0000  0000  Da 2 a 103 0625 625
1989-1991 1989—1991 0021 21 0021 21 0000  0000  0000  Da 0 a 118 0755 755
1995-1996 1995—1996 0006 6 0006 6 0000  0000  0000  Da 8 a 97 0231 231
Totale Dal 13 febbraio al 27 gennaio 1996 217 217 4 57 Da 0 a 2.600 13.567 La potenza totale è pari al 2,5% della potenza totale di tutti i test nucleari condotti nel mondo.
  1. ^ Sono inclusi tutti i test aventi il potenziale per generare un'esplosione da fissione o fusione nucleare, inclusi i test a salve, i test falliti e le bombe disarmate incidentalmente ma che erano programmate per essere utilizzate. Non sono invece inclusi i test idronucleari e quelli subcritici e i mancati scoppi di ordigni che sono poi stati successivamente fatti esplodere con successo.
  2. ^ Numero di test che sarebbero stati condotti in violazione del Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari del 1963, vale a dire gli atmosferici, gli spaziali e i subacquei. Alcuni test non militari o "a uso pacifico" sulla terraferma che sarebbero stati condotti in violazione del suddetto trattato furono contestati e infine cancellati.
  3. ^ Il termine bassa "bassa" indica valori maggiori di 0 ma inferiori a 0,5 kt.
  4. ^ Alcune potenze sono descritte come "< 20 kt"; si considera quindi nel calcolare totale la metà del valore numerico, nell'esempio sopraccitato si aggiungerebbe quindi al totale un valore di 10 kt. Il valore "potenza sconosciuta" non aggiunge nulla al totale della potenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert S. Norris, French and Chinese Nuclear Weapons Testing (PDF), in Security Dialog (Sage Publications), vol. 27, nº 1, 1996, pp. 39-54. URL consultato il 23 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2013). Incongruenze tra il totale dei test riportato in questa fonte e quanto riportato nella soprastante lista sono dovute a due test non documentati in altre fonti e a cinque test di sicurezza svolti nell'area vicina a In Ekker chiamata Adar Tickertane.
  2. ^ Xiaoping Yang, Robert North e Carl Romney, CMR Nuclear Explosion Database (Revision 3), SMDC Monitoring Research, agosto 2000.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • L.A. Andryushi, N.P. Voloshin, R.I. Ilkaev, A.M. Matushchenko, L.D. Ryabev, V.G. Strukov, A.K. Chernyshev e Yu.A. Yudin, Catalog of Worldwide Nuclear Testing, V.N. Mikhailov. URL consultato il 23 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
  • Robert Johnston, Johnston Archive of Nuclear Weapons, su johnstonsarchive.net. URL consultato il 23 febbraio 2018.