Uova Fabergé

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Uovo di Pietro il Grande (1903)

Le Uova Fabergé sono delle opere di gioielleria realizzate come uova di Pasqua e ideate presso la corte dello zar di tutte le Russie da Peter Carl Fabergé, della omonima compagnia, fra il 1885 e il 1917.

Nei 32 anni della loro produzione sono state realizzate fino a un massimo di tre uova all'anno, sia per la corte imperiale, sia per committenti privati, per un totale di 69 uova stimate, di cui 57 sono sopravvissute e 12 distrutte o disperse; di queste 69, 52 sono state realizzate per la corte e 46 sono ancora esistenti[1].

Le uova sono molto varie nelle caratteristiche tecniche e nell'aspetto: variano nelle dimensioni da quelle di un uovo di gallina a quelle di un uovo di struzzo, sono realizzate in una grande quantità di materiali pregiati e rivestite in smalti colorati, pietre o metalli oppure sono trasparenti, sono decorate in stile rococò o Art Nouveau o altri ancora, si aprono in maniera longitudinale, trasversale oppure ad ante, contengono come sorprese immagini, orologi, giocattoli o altro, posseggono coronazioni e piedistalli più o meno elaborati, e molte altre caratteristiche ancora. La maggior parte delle uova è esposta al pubblico in vari musei del mondo, ma alcune sono conservate in collezioni private.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Uovo della Transiberiana (1900).

Fabergé e i suoi orafi hanno progettato e costruito il primo uovo nel 1885 su commissione dello zar Alessandro III di Russia come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria Fëdorovna. L'uovo replica quello di una gallina in maniera verosimile per colore e dimensione: di colore bianco con smalto opaco, ha una struttura a matrioska e contiene un tuorlo tutto d'oro, contenente a sua volta una gallinella ricoperta d'oro e smalti con gli occhi di rubino, la quale ancora racchiude una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d'uovo. L'uovo è oggi noto come Gallina e la zarina ne fu così contenta che Fabergé fu nominato da Alessandro gioielliere di corte e incaricato di costruire ogni anno un uovo di Pasqua, con la condizione che ogni uovo doveva essere unico e doveva contenere una sorpresa.

A partire dal 1895, anno in cui morì Alessandro III e salì al trono il figlio Nicola II, vennero prodotte due uova ogni anno: uno per la nuova zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova e uno per l'imperatrice madre. In alcuni anni vennero inoltre realizzate altre uova per committenti privati. Nessun uovo venne fabbricato nel 1904 e nel 1905 per via delle restrizioni imposte dalla Guerra russo-giapponese.

La preparazione delle uova occupava un intero anno: una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per realizzare e montare l'uovo. I temi e l'aspetto delle uova variano ampiamente: per esempio l'uovo del 1900, dedicato alla costruzione della Ferrovia Transiberiana, è avvolto esternamente da una fascia d'argento con inciso il programma dell'itinerario della ferrovia e contiene all'interno un treno d'oro in miniatura.

Dopo la fine dell'impero russo, le uova sono andate disperse: alcune sono state acquisite dal nuovo governo, ma altre sono state vendute dentro e fuori la Russia, e altre perse o distrutte. Nel mese di febbraio del 2004 l'imprenditore russo Viktor Veksel'berg acquistò nove uova precedentemente possedute dall'editore americano Forbes, facendole ritornare così in Russia; nel 2006 si trovavano in Russia in totale 21 uova, per la maggior parte in esposizione nel Palazzo dell'Armeria del Cremlino di Mosca. Altre collezioni più piccole si trovano in vari musei negli Stati Uniti d'America, Regno Unito e Svizzera, mentre singole uova sono conservate anche in Germania, Lichtenstein, Principato di Monaco e Qatar.

Fra il 1989 e il 2009 sono state prodotte, su licenza, nuove uova Fabergé dalla fabbrica di gioielli Pforzheim di Victor Mayer.

La collezione imperiale (52 esemplari)[modifica | modifica wikitesto]

Uovo Memoria di Azov (1891).
Uova donate da Alessandro III a sua moglie Dagmar di Danimarca
1885 Uovo con gallina appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1886 Uovo con gallina e pendente di zaffiro disperso
1887 Uovo d'oro con orologio Collezione privata
1888 Uovo sul cocchio con cherubino disperso
1889 Uovo nécessaire disperso
1890 Uovo dei palazzi danesi Matilda Geddings Gray Foundation
1891 Uovo Memoria di Azov Palazzo dell'Armeria, Mosca
1892 Uovo rete di diamanti Collezione McFerrin - USA
1893 Uovo del Caucaso Matilda Geddings Gray Foundation
1894 Uovo rinascimentale appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
Uovo dei gigli (1899).
Uovo del Cremlino.
Uovo di Alessandro III a cavallo (1910).
Uova donate da Nicola II a sua moglie Alessandra d'Assia Uova donate da Nicola II a sua madre Dagmar di Danimarca
1895 Uovo del bocciolo di rosa appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo orologio blu con serpente appartenente ad Alberto II di Monaco
1896 Uovo di cristallo Museo di belle arti della Virginia, Richmond Uovo dei dodici monogrammi Hillwood Museum, Washington, DC (sorpresa dispersa[2])
1897 Uovo dell'incoronazione appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo malva Disperso. La sorpresa è esposta al Museo Fabergé di San Pietroburgo
1898 Uovo dei mughetti appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo del pellicano Museo delle belle arti della Virginia, Richmond
1899 Uovo dei gigli Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo delle viole Collezione Gray, New Orleans
1900 Uovo della Transiberiana Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo con galletto appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1901 Uovo cesto di fiori Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo del palazzo di Gatčina Walters Art Museum, Baltimora
1902 Uovo di trifoglio Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo di nefrite Collezione privata a New York, USA
1903 Uovo di Pietro il Grande Museo di belle arti della Virginia, Richmond Uovo reale danese disperso
1906 Uovo del Cremlino[3] Museo dell'Armeria del Cremlino, Mosca Uovo con cigno Fondazione E. & M. Sandoz, Losanna
1907 Uovo pergola di rose Walters Art Gallery, Baltimora Uovo dei trofei d'amore appartenente a Robert M. Lee, USA
1908 Uovo del palazzo di Alessandro Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo con pavone Fondazione E. & M. Sandoz, Losanna
1909 Uovo dello yacht Standart Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo in memoria di Alessandro III disperso
1910 Uovo delle colonne Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo di Alessandro III a cavallo Palazzo dell'Armeria, Mosca
1911 Uovo del XV anniversario appartenente a Viktor Vekselberg, Russia Uovo dell'alloro appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1912 Uovo dello zarevic Museo delle belle arti della Virginia, Richmond Uovo napoleonico Matilda Geddings Gray Foundation
1913 Uovo del tricentenario dei Romanov Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo dell'inverno Collezione privata, Qatar
1914 Uovo mosaico Royal Collection, Regina Elisabetta II, Regno Unito Uovo di Caterina la Grande Hillwood Museum, Washington, DC
1915 Uovo della Croce Rossa Cleveland Museum of Art, Cleveland Uovo della Croce Rossa con ritratti Museo delle belle arti della Virginia, Richmond
1916 Uovo d'acciaio Palazzo dell'Armeria, Mosca Uovo dell'Ordine di San Giorgio appartenente a Viktor Vekselberg, Russia
1917 Uovo della costellazione[4] Museo Mineralogico Fersman, Mosca Uovo di betulla della Carelia[4] Museo Fabergé, Baden-Baden

Uova Fabergè per Kelch[modifica | modifica wikitesto]

Il nobiluomo russo Alexander Kelch ha commissionato a Fabergé sette uova di Pasqua gioiello, una ogni anno dal 1898 al 1904, per regalarle alla moglie Barbara.

Furono realizzate sotto la supervisione di Michael Perkhin, all'epoca secondo mastro orafo della Fabergé, che si ispirò a quelle imperiali.[5]

Le sette uova Kelch sono altrettanto belle, se non addirittura più sontuose, di quelle della serie imperiale, hanno maggiori dimensioni e con tutta probabilità, costarono molto di più.[senza fonte]

Barbara vendette le uova nel 1920.[6]

Le uova di Fabergé nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Attorno alle uova Fabergé ruota la trama di numerose opere, in cui uova (realmente esistenti o ideate appositamente) sono spesso vittime di furti o trame criminose.

Fra i film, in Octopussy - Operazione piovra (1983) e Ocean's Twelve (2003) viene inscenato il furto dell'Uovo dell'incoronazione. Altri film con uova Fabergé sono Detective Conan - L'ultimo mago del secolo (1999), The Code (2009), Quasi amici - Intouchables (2011) e altri.

Le uova compaiono inoltre in varie serie TV, fra cui La signora in giallo (un ammiratore russo di Jessica Fletcher chiede il suo aiuto per scagionare il fratello, accusato di aver rubato un uovo, nell'episodio 11×11, 1994), I Simpson (episodio 17×7, 2005), la soap opera Il Segreto (Francisca Montenegro regala un uovo a Maria Castaneda, 2011), White Collar (episodio 6×4, 2014), Le avventure di Hooten & the Lady (episodio 1×6, 2016), Peaky Blinders (episodio 3×6, 2016), Brooklyn Nine-Nine (episodio 4×12, 2017), Riverdale (Veronica consegna quattro uova a Betty dal valore di $250'000 nell'episodio 4×3, 2019), Lupin (un uovo viene rubato in casa di una ricca donna nell'episodio 1×5, 2021) e altre ancora.

Uova Fabergé compaiono anche in alcuni videogiochi, fra cui Maize (2016) e nel terzo episodio di Batman: The Telltale Series (2016) in cui è possibile intravedere un uovo in casa di Selina Kyle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Faberge eggs, marble sausage go on display in Moscow, su Reuters, 7 aprile 2011. URL consultato il 30 agosto 2019 (archiviato il 30 agosto 2019).
  2. ^ Mieks Fabergé Eggs, su wintraecken.nl. URL consultato il 14 marzo 2019.
  3. ^ In realtà l'Uovo del Cremlino avrebbe dovuto essere regalato alla zarina nel 1904, ma la consegna fu posticipata, prima a causa della Guerra russo-giapponese del 1904-1905 e poi dall'omicidio del Granduca Sergio, zio di Nicola, nonché marito della sorella di Alessandra, Elisabetta, avvenuto proprio all'interno della cittadella moscovita, nel 1905.
  4. ^ a b Le ultime uova non furono mai consegnate a causa della Rivoluzione di Febbraio e della caduta della monarchia zarista.
  5. ^ (EN) review: Bling’s Big Three— Fabergé, Tiffany, Lalique—at 1900 World’s Fair, Legion of Honor, February 7- May 31, 2009, in ART hound, 16 maggio 2009. URL consultato il 2 marzo 2013.
  6. ^ (EN) Rita Reif, For the Fabulous Eggs, The Magic Only Grows, in The New York Times, 30 marzo 1997. URL consultato il 2 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Fabergè, su vmfa.museum, Virginia Museum of Fine Arts (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2016).