Tupolev Tu-95LAL

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tupolev Tu-95LAL
Descrizione
TipoAereo sperimentale
Equipaggio8
CostruttoreUnione Sovietica
Industrie di Stato URSS
Data primo volomaggio 1961
Utilizzatore principaleUnione Sovietica Sovetskie Voenno-vozdušnye sily
Esemplari1
Dimensioni e pesi
Lunghezza46,17 m
Apertura alare50,04 m
Freccia alare35°
Altezza12,50 m
Superficie alare283,70
Peso a vuoto90 000 kg
Peso max al decollo172 000 kg
Propulsione
Motore4 turboeliche Samara/Kuznetsov NK-12MV
Potenza15 000 shp
Prestazioni
Velocità max820 km/h
Autonomia11 800 km
Tangenza12 000 m
Impieghi sperimentali e di ricerca
Prima fase del programma sovietico per la costruzione di un aereo a propulsione nucleare, con motori convenzionali; il reattore era funzionante ma non in funzione propulsiva.

Dati tratti da www.airwar.ru[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Tupolev Tu-95LAL (Leteči Atomski Laboratorij, laboratorio atomico volante) fu un velivolo sperimentale con il quale, tra il maggio e l'agosto del 1961, le autorità aeronautiche sovietiche testarono la possibilità di produrre un velivolo a propulsione nucleare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base di teorie sviluppate dal fisico Igor' Vasil'evič Kurčatov (uno dei padri della bomba atomica sovietica), nell'agosto del 1955 il Consiglio dei ministri dell'URSS diede disposizioni in merito alla sperimentazione della propulsione nucleare in ambito aeronautico.

Gli OKB-23 e 156 (diretti rispettivamente da Vladimir Michajlovič Mjasiščev e Andrej Nikolaevič Tupolev) vennero incaricati dello sviluppo della cellula, mentre la progettazione dei motori alimentati dal reattore venne affidata agli uffici tecnici di Nikolaj Dmitrievič Kuznecov (OKB-276) e di Archip Michajlovič Ljul'ka (OKB-165)[2].

Mentre i responsabili della Tupolev avevano stimato di poter arrivare alla fase operativa tra la fine degli anni settanta e l'inizio del decennio successivo, già nel marzo del 1956 si videro affidare l'incarico della realizzazione di un velivolo sperimentale nel più breve tempo possibile. Questo velivolo avrebbe dovuto servire come banco di prova per i test in volo del reattore, finalizzati alla valutazione dell'impatto che le radiazioni potevano avere sull'equipaggio e sulla struttura del velivolo stesso e sulla validità dei relativi sistemi di schermatura protettiva. In questa prima fase il velivolo avrebbe comunque mantenuto i propri sistemi di propulsione convenzionale[2].

Tupolev optò per l'utilizzo della cellula del Tu-95 ed il velivolo destinato a tale sperimentazione assunse la denominazione di Tu-95LAL. La realizzazione pratica del velivolo comportò diverse modifiche al progetto originale: oltre agli ovvi interventi necessari per l'installazione del reattore (collocato nello spazio occupato dal vano bombe nel Tu-95 di serie), dal punto di vista strutturale fu necessario fare ricorso a materiali completamente sconosciuti all'industria aeronautica, per cui si attinsero esperienze da OKB dei settori chimico e nucleare[1].

Nel 1958 venne completata la realizzazione del reattore di dimensioni adatte ad essere alloggiato nella fusoliera del Tu-95. Trasportato presso la base aeronautica di Semej venne installato sulla piattaforma che, mediante un ascensore, lo avrebbe collocato direttamente nel ventre del velivolo. Nei primi mesi del 1959 il reattore venne attivato e testato a lungo in condizioni di normale funzionamento: la potenza sviluppata raggiunse con facilità i livelli richiesti. I dati raccolti nei due anni di prova statica a terra sarebbero serviti per lo sviluppo dei sistemi di controllo e la valutazione della congruità dei sistemi protettivi[1].

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

L'esemplare modificato per i test in volo del reattore nucleare fu il Tu-95 con numero di serie 7.800.408[1]: effettuò un totale di 34 voli fra il maggio e l'agosto del 1961: questi voli furono eseguiti sia con il reattore spento che con il reattore in funzione e servirono prevalentemente, come previsto, per testare l'efficacia delle protezioni contro le radiazioni e gli effetti di queste sull'equipaggio.

Tra i nomi dei fisici che parteciparono alla realizzazione del progetto figura anche quello di Sergej Pavlovič Korolëv[1], forse il più famoso progettista sovietico di razzi.

La fase successiva del progetto inerente alla propulsione nucleare su un velivolo avrebbe dovuto essere svolta con la realizzazione del Tupolev Tu-119, ma il progetto rimase sulla carta.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aspetto esteriore non vi erano differenze sostanziali con il Tu-95. Il Tu-95LAL era riconoscibile solo per la presenza di una gibbosità sul dorso della fusoliera in corrispondenza del bordo d'uscita delle ali.

All'interno, al contrario, le differenze erano ovviamente sostanziali: la cabina di pilotaggio era separata dal resto della fusoliera da una spessa protezione di piombo, di sodio liquido, di ossido di berillio, cadmio, cera di paraffina e piastre in acciaio[2], mentre il reattore (raffreddato a liquido) era disposto centralmente nella fusoliera (la sua posizione era evidenziata, appunto, dalla sporgenza superiore di cui si faceva cenno poc'anzi).

La motorizzazione del velivolo era di tipo convenzionale: vennero infatti mantenute le quattro turboelica Kuznetsov NK-12 che costituivano la dotazione di serie del Tu-95 e che sviluppavano, ciascuna, circa 15 000 shp.

Trattandosi di un velivolo puramente sperimentale, non venne installato nessun tipo di armamento.

Sviluppi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Paesi utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Unione Sovietica Unione Sovietica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (RU) Ту-119, in Уголок неба, http://www.airwar.ru. URL consultato il 1º nov 2009.
  2. ^ a b c (EN) Raul Colon, Flying on Nuclear: The Superpowers Quest for a Nuclear Powered Bomber, in The History of Flight, http://www.century-of-flight.net, Data di pubblicazione luglio 2007. URL consultato il 6 nov 2009 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2009).

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]