Tony Benn

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Tony Benn
Tony Benn2.jpg

Ministro della Tecnologia del Regno Unito
Durata mandato 4 luglio 1966 –
19 giugno 1970
Monarca Elisabetta II
Predecessore Frank Cousins
Successore Geoffrey Rippons

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei Comuni
Durata mandato 30 novembre 1950 –
17 novembre 1960
Predecessore Stafford Cripps
Successore Malcolm St Clair

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei Comuni
Durata mandato 20 agosto 1963 –
9 giugno 1983
Predecessore Malcolm St Clair
Successore collegio abolito

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei Comuni
Durata mandato 1º marzo 1984 –
7 giugno 2001
Predecessore Eric Varley
Successore Paul Holmes
Collegio Chesterfield

Dati generali
Prefisso onorifico The Right Honourable
Suffisso onorifico Visconte di Stansgate (rinuncia al titolo nel 1963)
Partito politico Laburista
Tendenza politica Socialismo democratico
Repubblicanesimo
Università Università di Oxford

Tony Benn, all'anagrafe Anthony Neil Wedgwood Benn, già secondo 2° Visconte di Stansgate[1] (Marylebone, 3 aprile 1925Londra, 14 marzo 2014[2]), è stato un politico, scrittore e attivista britannico, socialista democratico e repubblicano.

Ha avuto un ruolo centrale nell'atto di riforma della Camera dei Lords adottato nel 1963 ed è stato, tra gli anni settanta e gli anni ottanta, una figura centrale della corrente di sinistra interna, detta hard left, del Partito Laburista. Fu segretario di stato dell'Industria e "Postmaster General" nel secondo governo di Harold Wilson, segretario di stato nel governo di James Callaghan, segretario del Partito Laburista, e Ministro della tecnologia sempre con Harold Wilson. Dopo John Parker è stato il politico laburista più a lungo presente nella Camera dei Comuni.

Conosciuto come uno dei pochi politici usciti dall'esperienza di governo con posizioni più a sinistra che in precedenza, col passare degli anni Benn si è anche spostato progressivamente dall'attività politica parlamentare, orientandosi ad un sempre maggiore interesse per l'attivismo di base, fatto di dimostrazioni e dibattiti pubblici. Nel 1970, assieme alla moglie Caroline Middleton DeCamp, divenne un convinto vegetariano, e tale rimase fino alla morte[3][4][5]. Nel Regno Unito, la sua attività politica ha portato in uso il termine “Bennita” (in inglese: Bennite), indicante una posizione socio-economica di sinistra radicale, unita ad un atteggiamento democratico e rispettoso nei confronti delle diverse posizioni politiche[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Benn nacque a Marylebone[7], un distretto di Westminster (Londra), il 3 aprile del 1925 da un'agiata famiglia aristocratica dalle ben radicate tradizioni politiche. Il padre, Lord William Wedgwood Benn (1877-1960), fu un militare, air commodor pluridecorato della Royal Air Force, e politico inglese originario di Hackney (Londra), deputato del Partito Liberale dal 1906, di cui era esponente della corrente interna di sinistra, e, successivamente, deputato del Partito Laburista nel 1928, dapprima presso la Camera dei Comuni ed in seguito presso quella dei Lord, dopo aver ricevuto il titolo di 1° Visconte di Stansgate, figlio di Sir John Williams Benn (1850-1922), politico liberale mancuniano, asceso allo status baronettale nel 1914, e di Elizabeth Pickstone, detta Lily, imparentata alla lontana con la famiglia del celeberrimo ceramista ed imprenditore Josiah Wedgwood, tra i principali artefici della rivoluzione industriale inglese[8], mentre la madre, Margaret Holmes (1897-1991), fu una teologa e femminista militante scozzese, figlia a sua volta del politico liberale Daniel Turner Holmes (1863-1955)[9], membro presso la League of the Church Militant, che anticipò il successivo Movimento per l'Ordinazione delle Donne, richiamata nel 1925 dall'allora arcivescovo di Canterbury, Randall Thomas Davidson, per il suo incessante attivismo in sostegno dell'estesione dell'ordinazione sacerdotizia anche alle donne. Il pensiero religioso della madre eserciterà una profonda influenza sulla sua formazione politica[10][11][12][13][14][15]. La vicinanza con ambienti governativi consentì a Tony, fin dall'infanzia, di entrare in contatto con alcune delle grandi personalità del periodo, come il Primo ministro laburista Ramsay MacDonald, quello liberale David Lloyd George ed il Mahatma Gandhi, a cui strinse la mano, incontrato nel 1931, mentre suo padre era segretario di Stato per l'allora Raj britannico[16][17]

Benn si forma alla Westminster School e al New College di Oxford, dove viene anche eletto presidente della Oxford Union.

In seguito Benn tenterà di sminuire i titoli della propria formazione, dichiarando in pubblico, negli anni settanta, che la sua formazione accademica era "still in progress", ancora in corso. Nel 1949, incontra Caroline Middleton DeCamp, giovane americana nata a Cincinnati, Ohio, nel 1926, dopo nove anni di fidanzamento le chiederà di sposarlo nel 1958, su una panchina di un parco di Oxford, in seguito acquistata dallo stesso Benn e oggi sita nella sua casa di Holland Park (presso Kensington a Londra). Dal loro matrimonio nacquero quattro figli: Stephen, Hilary, Melissa e Joshua. Caroline Benn fu un'importante pedagogista e morì di cancro il 22 novembre 2000. Un punto importante della biografia di Benn va ricercato nella sua partecipazione alla seconda guerra mondiale; nel 1943 si arruola nella RAF dove già sono impiegati il padre e il fratello maggiore, Michael che verrà poi ucciso in combattimento.

Tony sarà pilota in Sudafrica e in Rhodesia, la morte prematura del fratello, oltre a segnarlo profondamente, avrà anche un ruolo importante nelle sue successive vicende politiche. Fra i dati interessanti relativi alla famiglia va segnalato l'impegno politico dei figli: Stephen è stato per più mandati nel Consiglio Municipale di Londra, Hilary, il secondogenito, è stato Ministro dell'Ambiente del governo di Gordon Brown, mentre la figlia di Stephen, Emily (nata nel 1989) venne candidata per un posto alla camera dei Comuni nelle elezioni generali nel Regno Unito del 2010 (selezionata dal Partito Laburista per il collegio di East Worthing e Storeham), con la sua inavvenuta elezione la famiglia Benn mancò il primato di cinque generazioni rappresentate nel parlamento britannico nel corso di meno di un secolo.

Finita la seconda guerra mondiale Benn viene assunto e lavora per breve tempo alla BBC salvo ricevere la proposta, nel 1950 di correre alle elezioni suppletive per un collegio della Camera reso vacante dalle dimissioni del laburista Stafford Cripps, malato. Nel 1951 Tony Benn entra così alla Camera in qualità di "Baby of the House" cioè come deputato più giovane in carica. Ha presentato proposte per l'abolizione della monarchia e l'istituzione della Repubblica (Commonwealth). È rimasto in carica, con interruzioni, fino al 2001. Dallo stesso anno è stato presidente dell'associazione pacifista Stop the War Coalition.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Titolo a cui rinunciò legalmente nel 1963, e con esso tutto ciò che ne comportava, compreso il diritto di siedere alla Camera dei lord. Re Parliamentary Election for Bristol South East [1964] 2 Q.B. 257, [1961] 3 W.L.R. 577
  2. ^ Labour stalwart Tony Benn dies at 88 (en) Bbc.com
  3. ^ "Tony Benn: making mistakes is part of life", The Daily Telegraph, 12 August 2009.
  4. ^ "Tony Benn: You Ask The Questions", The Independent, 5 June 2006.
  5. ^ Jeremy Corbyn and other famous vegetarian politicians, su bbc.co.uk.
  6. ^ Dave Renton, Does Labour's Left Have an Alternative?, in Socialist Review, February 1997. URL consultato il 2 May 2010.
  7. ^ Tony Benn – Official Website, tonybenn.com. URL consultato il 2 May 2010 (archiviato dall'url originale il 7 February 2003).
  8. ^ Spartacus biography
  9. ^ - Person Page 58289, in thepeerage.com.
  10. ^ Tony Benn, Free Radical, Continuum, 2003, p. 226, ISBN 0-8264-6596-X.
  11. ^ Tony Benn's banana diet, lapsed Christians and ignoring no smoking signs, in New Statesman, 27 March 2014. URL consultato il 29 January 2016.
  12. ^ Tony Benn, The Best of Benn, Cornerstone, 2 July 2015, p. 118, ISBN 978-1-78475-032-9.
  13. ^ Tony Benn: Peter Wilby reads the diaries, in The Guardian, 22 March 2014. URL consultato il 5 April 2016.
  14. ^ Template:Cite av media
  15. ^ Sydney Higgins, The Benn Inheritance: The Story of a Radical Family, Weidenfeld and Nicolson, 1984, ISBN 978-0-297-78524-8. Quoted in Vital key to the real Tony Benn, in The Glasgow Herald, 27 September 1984, p. 8. URL consultato il 4 May 2016.
  16. ^ The paradox of Tony Benn, in Financial Times, 14 March 2014. URL consultato l'8 April 2016.
  17. ^ (EN) Tony Benn obituary: Politician who embodied the soul of the Labour Party and came to be admired – even by his rivals, in The Independent, 14 March 2014. URL consultato il 10 April 2016.

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