Surrealistic Pillow

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Surrealistic Pillow
JeffersonAirplaneSurrealistic.jpg
Foto di Herb Greene utilizzata per la copertina
ArtistaJefferson Airplane
Tipo albumStudio
Pubblicazionefebbraio 1967
pubblicato negli Stati Uniti
Durata33:40 (LP)
55:06 (CD del 2003)
Dischi1
Tracce11
GenereRock psichedelico[1][2]
Folk rock[2]
EtichettaRCA Victor Records (LPM/LSP 3766)
ProduttoreRick Jarrard
RegistrazioneHollywood presso RCA Victor's Music Center, 31 ottobre - 22 novembre 1966
FormatiLP (1967)
CD (1987, 2003)
Certificazioni
Dischi d'oroStati Uniti Stati Uniti (1)[3]
(vendite: 500 000)
Dischi di platinoStati Uniti Stati Uniti (1)[4]
(vendite: 1 000 000)
Jefferson Airplane - cronologia
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 5/5 stelle[5]
Robert Christgau B+[6]
The New Rolling Stone Album Guide 4/5 stelle[7]
Sputnikmusic 5.0 (Classic)[8]
Piero Scaruffi 7/10 stelle[9]
Ondarock 8/10 stelle (Disco consigliato)[10]
Dizionario del Pop-Rock 5/5 stelle[11]
24.000 dischi 5/5 stelle[12]
Storia della musica 9/10 stelle[13]

Surrealistic Pillow è il secondo album in studio dei Jefferson Airplane pubblicato dalla RCA Victor nel febbraio del 1967[14].

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il batterista Skip Spence lasciò il gruppo nel 1966 dopo la realizzazione del primo album Jefferson Airplane Takes Off e fu sostituito da Spencer Dryden, musicista di formazione jazz.[15] Nell'ottobre dello stesso anno anche la cantante Signe Toly Anderson fu sostituita da Grace Slick completando quella che è considerata la formazione classica dei Jefferson Airplane.[16][17][18]

La nuova formazione entrò in sala di incisione a Los Angeles per registrare in poche sessioni i brani del nuovo disco dalla fine dell'ottobre fino alla fine di novembre del 1966.[19] Surrealistic Pillow fu pubblicato nel febbraio del 1967.[20][21]

Grace Slick proveniva dai The Great Society, gruppo di San Francisco appena scioltosi che prendeva come modello proprio i primi Jefferson Airplane e che li aveva accompagnati in molti show durante il 1966.[16] Entrando negli Airplane, la cantante portò in dote due brani del vecchio gruppo. Somebody to Love era una canzone scritta da Darby Slick, leader dei The Great Society e cognato di Grace (che era sposata all'epoca con il batterista Jerry Slick). White Rabbit era invece una sua composizione ispirata al Bolero di Ravel e alla favola di Alice nel paese delle meraviglie.[16][17] Entrambe le canzoni sono collegate all'esperienza dell'uso di droga, in particolare LSD, che iniziava a circolare liberamente negli ambienti musicali di San Francisco.[18][19][22]

Fu proprio grazie a questi due brani che i Jefferson Airplane ottennero un grande successo commerciale. Somebody to Love raggiunse la posizione nº5 della classifica dei singoli, seguito poco dopo da White Rabbit che arrivò fino alla posizione nº8.[18][23][24] L'album, trascinato dalle due hit, conquistò in agosto il terzo posto della classifica degli LP più venduti secondo Billboard, aggiudicandosi il disco d'oro e rimanendo in classifica per più di un anno vendendo un milione e mezzo di copie, primo grande successo di una band della nascente scena musicale di San Francisco.[17][25][26]

Il disco combinava in maniera originale il folk rock degli inizi con la psichedelia, in linea con i tempi e con coloro che per primi avevano sperimentato tale commistione come i The Byrds e i The Mamas & The Papas e in parte Bob Dylan che rimaneva comunque l'ispiratore della maggioranza dei musicisti folk dell'epoca. Grazie a Surrelistic Pillow e al risalto ottenuto dai Jefferson Airplane, il movimento di stile bohémien nato dalla Beat Generation negli anni cinquanta e sviluppatosi poi durante gli anni sessanta nel fenomeno della controcultura hippie di Haight-Ashbury, fu maggiormente conosciuto fuori dei confini della città californiana.[18] Nel gennaio del 1967, subito prima della pubblicazione di Surrealistic Pillow, i Jefferson Airplane, insieme ad altri gruppi di San Francisco come i The Grateful Dead e i Quicksilver Messenger Service, parteciparono all'happening Human Be-In, preludio alla Summer of Love, il fenomeno che quell'anno fece diventare la città della baia la capitale mondiale del movimento hippie.[22]

Il leader dei Greateful Dead Jerry Garcia, forse il personaggio più influente della scena musicale di San Francisco, partecipò alla registrazione del disco e ne suggerì il titolo: ascoltando le canzoni in sala di incisione affermò che «suonava surreale come un cuscino».[16][19] Per problemi contrattuali non fu accreditato come musicista sulla copertina dove è invece indicato come «musical and spiritual adviser» cosa che comunque sottolinea la grande importanza che ebbe nella realizzazione dell'album. Il produttore del disco Rick Jarrard ha negato che Garcia abbia partecipato alle registrazioni.[27] La sua presenza è invece accreditata dalla casa discografica RCA e nelle note della compilation Flight Log e in quelle del cofanetto antologico Jefferson Airplane Loves You.[27][28][29]

La copertina del disco fu realizzata dal fotografo di San Francisco Herb Greene, autore di molte famose fotografie alle stelle del rock degli anni sessanta.[30]

Surrealistic Pillow fu mixato sia in versione stereo che mono e fu pubblicato e successivamente ristampato in entrambe le versioni. Il disco fu pubblicato su CD nel 1987. La RCA Records ha prodotto nel 1995 una riedizione dell'album contenente entrambe le versioni mono e stereo nella sua serie di dischi di prestigio realizzati con la tecnica Gold CD. Anche il cofanetto antologico Ignition del 2001 contiene l'album in entrambe le versioni.

Nel 2003 è stata pubblicata dalla BMG Heritage una edizione contenente alcune tracce aggiuntive provenienti dalle session del 1966 e le versioni monofoniche originali pubblicate su 45 giri di Somebody to Love e White Rabbit.[20]

Nel 2003 Surrealistic Pillow è stato inserito nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone alla posizione nº146.[31]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LP[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. She Has Funny Cars – 3:03 (Jorma Kaukonen, Marty Balin) – Registrato il 31 ottobre 1966
  2. Somebody to Love – 2:54 (Darby Slick) – Registrato il 3 novembre 1966
  3. My Best Friend – 2:59 (Skip Spence) – Registrato il 4 novembre 1966
  4. Today – 2:57 (Marty Balin, Paul Kantner) – Registrato il 2 novembre 1966
  5. Comin' Back to Me – 5:18 (Marty Balin) – Registrato il 1º novembre 1966
Lato B
  1. 3/5 of a Mile in 10 Seconds – 3:39 (Marty Balin) – Registrato il 4 novembre 1966
  2. D.C.B.A.-25 – 2:33 (Paul Kantner) – Registrato il 15 novembre 1966
  3. How Do You Feel – 3:26 (Tom Mastin) – Registrato il 1º novembre 1966
  4. Embryonic Journey – 1:51 (Jorma Kaukonen) – Registrato il 22 novembre 1966
  5. White Rabbit – 2:27 (Grace Slick) – Registrato il 3 novembre 1966
  6. Plastic Fantastic Lover – 2:33 (Marty Balin) – Registrato il 3 novembre 1966[32]

[33]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Edizione CD del 2003, pubblicato dalla RCA/BMG Heritage Records (82876 50351 2)
  1. She Has Funny Cars – 3:07 (Jorma Kaukonen, Marty Balin)
  2. Somebody to Love – 2:54 (Darby Slick)
  3. My Best Friend – 2:59 (Skip Spence)
  4. Today – 2:57 (Marty Balin, Paul Kantner)
  5. Comin' Back to Me – 5:14 (Marty Balin)
  6. 3/5 of a Mile in 10 Seconds – 3:39 (Marty Balin)
  7. D.C.B.A.-25 – 2:35 (Paul Kantner)
  8. How Do You Feel – 3:28 (Tom Mastin)
  9. Embryonic Journey – 1:51 (Jorma Kaukonen)
  10. White Rabbit – 2:30 (Grace Slick)
  11. Plastic Fantastic Lover – 2:33 (Marty Balin)
  12. In The Morning – 6:20 (Jorma Kaukonen) – Traccia bonus, registrazione del 21 novembre 1966
  13. J.P.P. McStep B. Blues – 2:36 (Alex Spence) – Traccia bonus, registrazione del 23 novembre 1966
  14. Go To Her (Version Two) – 4:01 (Paul Kantner, Irving Estes) – Traccia bonus, registrazione del 4 novembre 1966
  15. Come Back Baby (Arrangiamento di Jorma Kaukonen) – 2:55 (Tradizionale) – Traccia bonus, registrazione del 6 marzo 1967
  16. Somebody to Love – 2:57 (Darby Slick) – Traccia bonus, versione mono singolo, registrazione del 3 novembre 1966
  17. White Rabbit – 2:30 (Grace Slick) – Traccia bonus, versione mono singolo, registrazione del 3 novembre 1966

[34]

  • Subito dopo White Rabbit inizia un brano riconoscibile come una versione strumentale di D.C.B.A.-25 non accreditata nelle note di copertina

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Note aggiuntive[modifica | modifica wikitesto]

  • Rick Jarrard - produttore
  • Registrazioni effettuate presso RCA Victor's Music Center of the World di Hollywood, California (Stati Uniti)
  • Dave Hassinger - ingegnere delle registrazioni
  • Herb Green - fotografie copertina album originale
  • Marty Balin - design album[36]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1967 – LP, RCA Victor LPM/LSP-3766, USA
  • 1987 – CD, RCA ND 83738, Europa
  • 1995 – CD, RCA 07863 66598-2, USA, versione rimasterizzata digitalmente con tracce in versione stereo e mono
  • 2003 – CD, RCA BMG Heritage 82876 50351 2, riedizione rimasterizzata digitalmente con brani aggiuntivi

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Album

Anno Classifica Posizione
raggiunta
1967 Billboard 200 Stati Uniti 3[39]

Singoli

Anno Titolo del brano Classifica Posizione
raggiunta
1967 Somebody to Love Billboard Hot 100 Stati Uniti 5[40]
1967 White Rabbit Billboard Hot 100 Stati Uniti 8[41]
1989 Somebody to Love Adult Contemporary Stati Uniti 15[42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Penelope Fox, Daisy in a Gun Barrel: Peace & Freedom, Love & War, Rock & Roll, the 1960s, 2012, ISBN 978-1-4535-4260-6.
  2. ^ a b (EN) Bruce Elder, Surrealistic Pillow, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 2 marzo 2016. Modifica su Wikidata
  3. ^ https://www.riaa.com/gold-platinum/?tab_active=default-award&se=Jefferson+Airplane#search_section
  4. ^ https://www.riaa.com/gold-platinum/?tab_active=default-award&se=Jefferson+Airplane#search_section
  5. ^ (EN) Surrealistic Pillow, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 21 aprile 2018. Modifica su Wikidata
  6. ^ (EN) Robert Christgau: CG: Jefferson Airplane, su robertchristgau.com.
  7. ^ Nathan Brackett e David Hoard, The New Rolling Stone Album Guide, Fireside, 2004, p. 426.
  8. ^ (EN) Jefferson Airplane - Surrealistic Pillow, su sputnikmusic.com.
  9. ^ (EN) The History of Rock Music - Jefferson Airplane, su scaruffi.com.
  10. ^ Jefferson Airplane, su ondarock.it.
  11. ^ Enzo Gentile e Alberto Tonti, Dizionario del Pop-Rock, Baldini & Castoldi, 1999, p. 509.
  12. ^ Riccardo Bertoncelli e Chris Thellung, 24.000 dischi, Zelig, 2005, p. 491.
  13. ^ Jefferson Airplane - Surrealistic Pillow, su storiadellamusica.it.
  14. ^ (EN) Billboard, New York, Lee Zhito, Paul Ackerman e Aaron Sternfield, 11 febbraio 1967, p. 41, http://www.americanradiohistory.com/Archive-Billboard/60s/1967/Billboard%201967-02-11.pdf. URL consultato il 21 aprile 2018.
  15. ^ (EN) Jeremy Simmonds, The Encyclopedia of Dead Rock Stars: Heroin, Handguns, and Ham Sandwiches, Chicago, Chicago Review Press, 2008, p. 538, ISBN 978-1-55652-754-8.
  16. ^ a b c d Cesare Rizzi, Jefferson Airplane, in Psichedelia, Firenze, Giunti Editore, 2001, pp. 38-41, ISBN 978-88-09-02257-7.
  17. ^ a b c (EN) Micah L. Issitt, Hippies: a guide to an American subculture, Santa Barbara, ABC-CLIO, 2009, pp. 95-96, ISBN 978-0-313-36572-0.
  18. ^ a b c d Federico Guglielmi, C. Rizzi (a cura di), Grande enciclopedia rock, Firenze, Giunti Editore, 2002, pp. 352, ISBN 978-88-09-02852-4.
  19. ^ a b c (EN) Jim DeRogatis, Turn on your mind: four decades of great psychedelic rock, Milwaukee, Hal Leonard Corporation, 2003, p. 104, ISBN 978-0-634-05548-5.
  20. ^ a b Note di copertina di Surrealistic Pillow, Jefferson Airplane [booklet], RCA BMG Heritage 82876 50351 2, CD, 2003, riedizione rimasterizzata digitalmente con brani aggiuntivi.
  21. ^ (EN) Album Reviews, in Billboard, The Billboard Publishing Company, 18 febbraio 1967, p. 52.
  22. ^ (EN) Hot 100, in Billboard, The Billboard Publishing Company, 17 giugno 1967, p. 20.
  23. ^ (EN) Hot 100, in Billboard, The Billboard Publishing Company, 12 agosto 1967, p. 24.
  24. ^ (EN) Top LP's, in Billboard, The Billboard Publishing Company, 12 agosto 1967, p. 38.
  25. ^ (EN) Jefferson Airplane: Recording Studio, Sito ufficiale dei Jefferson Airplane. URL consultato il 24 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2004).
  26. ^ a b c d e f g Jeff Tamarakin, Got a Revolution: The Turbulent Flight of Jefferson Airplane, Atria Books, 2005, ISBN 978-0-671-03404-7.
  27. ^ a b Note di copertina di Flight Log, Jefferson Airplane [inserto], Grunt Records RCA CYL2-1255, 1977.
  28. ^ a b Note di copertina di Jefferson Airplane Loves You, Jefferson Airplane [libretto], RCA RDJ 66113-2, 1992.
  29. ^ (EN) Sito ufficiale di Herb Greene, su herbgreenefoto.com. URL consultato il 22 settembre 2010.
  30. ^ (EN) 500 greatest album of all time, Rolling Stone. URL consultato il 22 settembre 2010.
  31. ^ Note di copertina di Surrealistic Pillow, Jefferson Airplane, RCA/BMG Heritage Records 82876 50351 2, 2003.
  32. ^ Note di copertina di Surrealistic Pillow, Jefferson Airplane, RCA Victor Records LSP 3766, 1967.
  33. ^ Note di copertina di Surrealistic Pillow, Jefferson Airplane, RCA/BMG Heritage Records 82876 50351 2, 2003.
  34. ^ a b Note di copertina di Early Flight, Jefferson Airplane [booklet], RCA CYL1-0437, CD, 1974, riedizione del 1997.
  35. ^ Note di copertina di Surrealistic Pillow, Jefferson Airplane, RCA Victor Records LSP 3766, 1967.
  36. ^ (EN) Jefferson Airplane "My Best Friend", in Billboard, The Billboard Publishing Company, 7 gennaio 1967, p. 2.
  37. ^ (EN) Craig Fenton, Take Me to a Circus Tent: The Jefferson Airplane Flight Manual, Buy Books on the web, 2006, p. 267, ISBN 978-0-7414-3656-6.
  38. ^ Jefferson Airplane Surrealistic Pillow Chart History - Billboard, su billboard.com. URL consultato il 21 aprile 2018.
  39. ^ Jefferson Airplane Somebody to Love Chart History - Billboard, su billboard.com. URL consultato il 21 aprile 2018.
  40. ^ Jefferson Airplane White Rabbit Chart History - Billboard, su billboard.com. URL consultato il 21 aprile 2018.
  41. ^ Jefferson Airplane Somebody to Love Chart History - Billboard, su billboard.com. URL consultato il 21 aprile 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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