Studi postcoloniali

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Studi postcoloniali è un'espressione usata per descrivere una vasta gamma di fenomeni sociali, politici e culturali che si sviluppano a partire dal declino e dal crollo del colonialismo europeo che si verificò fin dalla metà del XX secolo in poi.

Il discorso post-coloniale è un movimento intellettuale e accademico che va oltre la divisione tra il “noi” e “loro”. Decostruisce temi centrali come il potere e l’identità e scrive la storia delle minoranze.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

La teoria postcoloniale (Post-colonial theory), un insieme aperto di teorie filosofiche, letterarie e legate agli area studies anglosassoni, hanno a che fare con diversi temi di grande rilevanza per quelle società che sono o erano colonie di altri paesi. A partire dai tardi anni sessanta e dai primi anni settanta, con le opere di studiosi quali Frantz Fanon ed Edward Said, il settore ha avuto un considerevole sviluppo[1] grazie all'opera di altri critici: Homi K. Bhabha, Kwame Nkrumah, Albert Memmi, Aimé Césaire, Declan Kiberd, Gayatri Spivak, Bill Ashcroft.

Filosofia, etica, politica[modifica | modifica wikitesto]

Come teoria filosofica, etica e politica, gli studi postcoloniali si occupano di argomenti quali l'identità sociale, la sociologia, la razza e l'etnicità: i dilemmi dello sviluppo di un'identità nazionale sulla scia della dominazione coloniale; il modo in cui la conoscenza dei popoli colonizzati è stata asservita all'interesse dei colonizzatori, e come viene prodotta e usata la conoscenza di popoli subordinati.

Così si è venuto a formare un pensiero decoloniale, che dialoga tra potere, modernità e capitalismo, sviluppatosi partendo dal dibattito Latino-Americano e che si può osservare in film come L'ora dei Forni di Octavio Getino e Fernando Solanas (ispirati dalle rivoluzioni del 1968) e che si è esteso nella storia mondiale fino ad arrivare alla globalizzazione. Questa modalità di pensiero è stata accettata in ambito internazionale con la definizione di decolonianidad, ovvero la necessità di proseguire lungo il percorso di liberazione dall’oppressione coloniale.

Gli studi post-coloniali sono quindi pratiche di resistenza al colonialismo e al dominio coloniale. Il dibattito decoloniale discute sulla rimozione delle categorie razziali, sulla redifinizione della relazione con il potere e sulla possibilità di rivedere la costruzione sociale della realtà; è un percorso non lineare che richiede flessibilità, e che serve a superare l’eurocentrismo e le strutture patriarcali del sapere.

Lo scopo degli studi post-coloniali è quello di rivedere la storia da una prospettiva non occidentale, con un focus regionale e nazionale, connesso con il contesto politico, sociale e storico delle nazioni.

Gli studi sulla decolonizzazione hanno sviluppato concetti che criticano il ruolo del pensiero di tradizione occidentale, razionalista ed eurocentrato, e la classificazione coloniale di stampo razziale e sessuale. Questo ha fatto nascere il filone di studi post-coloniali. Gli studi post-coloniali di matrice anglosassone sono diversi da quelli sviluppatosi in America Latina, perché anche se entrambi hanno legami fra cultura e capitalismo, quelli anglosassoni trascurano il fatto che è impossibile comprendere il capitalismo globale senza tener conto dei discorsi razziali che organizzano la popolazione.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Come teoria letteraria, gli studi postcoloniali trattano della letteratura post-coloniale prodotta sia dai cittadini dei paesi colonizzatori che da quelli colonizzati che rispondono all'eredità coloniale con il fenomeno del writing back, cioè della risposta dei colonizzati alla madrepatria (dal titolo del saggio di Bill Ashcroft The Empire Writes Back: Theory and Practice in Post-Colonial Literature, del 1990). Così gli studi postcoloniali si rivolgono sia al modo in cui la letteratura delle potenze coloniali viene o veniva usata per giustificare il colonialismo (p. es. con il mito del "fardello dell'uomo bianco" di Rudyard Kipling), mediante la perpetuazione delle rappresentazioni dei colonizzati come inferiori, e il modo in cui gli scrittori dei paesi colonizzati hanno tentato di articolare e persino celebrare le proprie identità culturali e svincolarle dai loro colonizzatori.

I tentativi di sviluppare un'unica definizione degli studi postcoloniali o teorie postcoloniali si sono dimostrati ardui. In effetti, alcuni autori hanno criticato l'uso del termine postcoloniale per descrivere le teorie, discutendo che il termine presuppone una dominazione socioculturale continuativa da parte degli imperi coloniali.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia gli studi postcoloniali sono stati limitati ad ambiti specialistici, come quello storico (che ha studiato le imprese coloniali italiane, vedi Angelo Del Boca), quello relativo alle letterature e culture di lingua inglese (Silvia Albertazzi, Iain Chambers, Lidia Curti), oppure quello comparatistico (dove spiccano i contributi di Armando Gnisci), o ancora in rapporto agli studi decoloniali latinoamericani (Gennaro Ascione)[1]. In generale la breve durata dell'esperienza coloniale italiana (in Libia e nel Corno d'Africa) sommatasi alla rimozione di quell'esperienza a partire dal 1945 hanno fatto sì che non esista una tradizione locale di studi postcoloniali; solo negli ultimi anni si stanno adottando e adattando paradigmi di analisi storica e culturale concepiti in rapporto al mondo francofono e anglofono.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gayatri Chakravorty Spivak, A Critique of Postcolonial Reason: Toward a History of the Vanishing Present, 0674177630, 9780674177635, 0674177649 Harvard University Press 1999.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Albertazzi, Silvia, Lo sguardo dell'altro. Le letterature postcoloniali, Roma: Carocci, 2000 - ISBN 978-88-430-1604-4
  • Albertazzi, Silvia & Vecchi, Roberto (a cura di), Abbecedario postcoloniale I-II, Macerata: Quodlibet, 2004 - ISBN 978-88-74620784
  • Ascione, Gennaro, A sud di nessun Sud. Postocolonialismo, movimenti antisistemici e studi decoloniali, Bologna: Odoya, 2010 - ISBN 9788896026250
  • Ascione, Gennaro, (a cura di) America latina e modernità. L’opzione decoloniale: saggi scelti, Salerno: Arcoiris, 2014 - ISBN 978-88-96583-82-1
  • Ashcroft, Bill, Gareth Griffiths & Helen Tiffin, Postcolonial Studies: The Key Concepts, London: Routledge, 2000 - ISBN 0-415-24360-2
  • Ashcroft, Bill, Gareth Griffiths & Helen Tiffin, The Empire Writes Back: Theory and Practice in Post-Colonial Literatures, London: Routledge, 2002 - ISBN 0-415-28020-6
  • Homi Bhabha. The Location of Culture
  • Bassi Shaul e Andrea Sirotti (a cura di), Gli studi postcoloniali. Un'introduzione, Firenze: Le Lettere, 2010 - ISBN 9788860873149
  • Aimé Césaire, Discourse on Colonialism
  • Iain Chambers, Lidia Curti, "The Postcolonial Question: Common Skies, Divided Horizons", New York and London: Routledge, 1996 - ISBN 978-0415108584
  • Frantz Fanon, Black Skin, White Mask
  • Frantz Fanon, The Wretched of the Earth
  • Armando Gnisci, Biblioteca interculturale: Via della Decolonizzazione europea n. 2 (2004)
  • Declan Kiberd, Inventing Ireland (1995)
  • Achille Mbembe, On the postcolony, edited by The Regents of the University of California (2000) (trad. it. Postcolonialismo, Roma: Meltemi, 2005, pp. 312. ISBN 978-88-8353-367-9)
  • Anne McClintock, "The angel of progress: pitfalls of the term 'postcolonialism'", in Colonial Discourse/Postcolonial Theory, edited by M. Baker, P. Hulme and M. Iverson (1994)
  • Albert Memmi, The Colonizer and the Colonized
  • Trinh T. Minh-ha, Infinite Layers/Third World? (1989)
  • Chandra Talpade Mohanty, Under Western Eyes (1991)
  • Uma Narayan, Dislocating Cultures (1997), ae Contesting Cultures (1997)
  • Kwame Nkrumah, Consciencism
  • Edward Said. Orientalism
  • Gayatri Chakravorty Spivak, Can the Subaltern Speak? (1988)
  • Robert J.C. Young, Postcolonialism: A Historical Introduction
  • Salvo Torre, Maura Benegiamo, Alice Dal Gobbo, "Il pensiero decoloniale: dalle radici del dibattito ad una proposta di metodo" in ACME: An International Journal for Critical Geographies, 2020, 19(2): 448-468.
  • Domenico Branca, "Colonialità, modernità e identità sociali in alcune categorie di Quijano e Dussel" in Visioni LatinoAmericane.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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