Achille Mbembe

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Achille Mbembe

Achille Mbembe (Camerun, 1957) è un filosofo camerunese, con PhD alla Sorbonne considerato uno dei più importanti teorici del post-colonialismo viventi. Si occupa di storia africana, politica africana e scienze sociali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mbembe è nato vicino a Otélé, in Camerun nel 1957. Ha ottenuto il suo Dottorato in storia all'Università di Parigi-Sorbona in Francia nel 1989. Ha poi conseguito un Master in scienze politiche all'Istituto di studi politici di Parigi. Ha ricoperto incarichi presso la Columbia University a New York, la Brookings Institution a Washington D.C., l'Università della Pennsylvania, l'Università della California (Berkeley), Yale, Duke University e il Consiglio per lo Sviluppo della Ricerca nelle Scienze Sociali in Africa (CODRESIA) a Dakar. È stato ricercatore di storia alla Columbia University nel periodo 1988-1991, poi tra il 1991 e il 1992 alla Brookings Institution, professore associato all'Università della Pennsylvania dal 1992 l 1996, direttore esecutivo del CODRESIA dal 1996 al 2000. Mbembe è stato anche visiting professor all'Università della California, Berkeley nel 2011 e a Yale nel 2003. È inoltre stato professore di storia e politica all'Istituto di ricerca W. E. B Du Bois ad Harvard[1]. Nel 2020, Mbembe ha tenuto la lectio magistrali in Scienze Umane a Stanford.[2]

Ha scritto su temi di storia africana e politica, tra cui La naissance du maquis dans le Sud-Cameroun (Parigi: Karthala, 1996)[3].

Incarichi attuali[modifica | modifica wikitesto]

Mbembe è attualmente membro dello staff del Wits Institute for Social and Economic Research (WISER) all'Università del Witwatersrand a Johannesburg[4], oltre ad avere un ruolo visiting annuale al Franklin Humanities Institute alla Duke University.

È anche collaboratore alla rivista scientifica Public Culture[5][6].

Ambito di Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

I temi di ricerca principali di Mbembe sono la storia africana, gli studi postcoloniali, le scienze politiche e sociali. Per quanto sia ritenuto un teorico del postcolonialismo, principalmente per il titolo del suo primo libro pubblicato in lingua inglese Postcolonialismo, ha rifiutato l'etichetta con forza recentemente[7] in quanto vede il suo progetto come sia l'accettazione che la trascendenza della differenza, piuttosto che un ritorno alla patria originale, marginale, rurale.

Le opere più importanti di Mbembe sono: Les jeunes et l'ordre politique en Afrique noire (1985);[8] La naissance du maquis dans le Sud-Cameroun (1996);[9] Histoire des usages de la raison en colonie (1996);[10] De la postcolonie. Essai sur l'imagination politique dans l'Afrique contemporaine (2000);[11] Sortir de la grande nuit: Essai sur l'Afrique décolonisée (2003);[12] Critique de la raison nègre (2013).[13]

La sua opera principale, Postcolonialismo, è stata tradotta in inglese e pubblicata dalla University of California Press nel 2001.[11] Quest'opera è stata ripubblicata in un'edizione africana dalla Wits University Press e contiene una nuova prefazione scritta da Mbembe, in cui questi argomenta che il discorso accademico e popolare sull'Africa è intrappolato in una miriade di cliché collegati alle fantasie e paure occidentali.[14] Nel solco di Frantz Fanon e Sigmund Freud, Mbembe ritiene che questa rappresentazione non è un riflesso della vera Africa ma una proiezione inconscia collegata al senso di colpa, al disconoscimento e alla compulsione di ripetere. Come James Ferguson, Valentin-Yves Mudimbe, e altri, Mbembe interpreta l'Africa non come un luogo isolato, definito ma come una relazione tesa tra essa e il resto del mondo che si mette in scena simultaneamente su livelli politici, psichici, semiotici e sessuali.

Mbembe ritiene che il concetto di biopotere di Michel Foucault (un insieme di potere disciplinario e biopolitica) non sia più sufficiente a spiegare le forme contemporanee di soggiogamento. Alle intuizioni di Foucault sulle nozioni di potere sovrano e biopotere, Mbembe aggiunge il concetto di necropolitica, che racchiude più del solo "inscrivere corpi all'interno di apparati disciplinari".[15] Discutendo gli esempi di Palestina, Africa e Cossovo, Mbembe mostra come il potere della sovranità sia ora attuato tramite la creazione di "zone di morte" dove la morte diviene l'esercizio estremo di dominazione e la forma primaria di resistenza.[15]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Mbembe è sposato con Sarah Nuttall, Professoressa di Studi Letterari e Culturali e Direttrice del Wits Institute for Social and Economic Research all'Università del Witwtersrand, a Johannesburg. Hanno scritto molti testi assieme e hanno due figli.[16]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sue pubblicazioni in lingua francese e inglese[17]:

  • 2010 Sortir de la grande nuit: Essai sur l'Afrique décolonisée, Paris: Editions La Découverte. (edizione inglese : "Out of the Dark Night" . Berkeley : University California Press, 288 pp. , 08/2020)
  • 2000 De la postcolonie. Essai sur l'imagination politique dans l'Afrique contemporaine. Paris: Karthala, 280 pp. (edizione inglese: On the Postcolony. Berkeley: University of California Press, 274 pp., 2001)
  • 2000 On Private Indirect Government. Dakar: CODESRIA, 117 pp.
  • 1996 La naissance du maquis dans le Sud-Cameroun (1920-1960) Histoire des usages de la raison en colonie. Paris: Karthala, 438 pp.
  • 1991 (con J.F. Bayart, C. Toulabor), Le politique par le bas: Contribution à une problématique de la démocratie en Afrique noire. Paris: Karthala, pp. 148–256.
  • 1988 Afriques indociles. Christianisme, pouvoir et État en société postcoloniale. Paris: Karthala, 222 pp.
  • 1986 Les jeunes et l'ordre politique en Afrique noire. Paris: L'Harmattan, 247 pp., ISBN 978-8025425220

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Achille Mbembe | Wits Institute for Social and Economic Research, su wiser.wits.ac.za. URL consultato il 27 marzo 2021.
  2. ^ (EN) © Stanford University, Stanford, California 94305 Copyright Complaints, Presidential Lecture in the Humanities: Achille Mbembe – Stanford Arts, su arts.stanford.edu. URL consultato il 27 marzo 2021.
  3. ^ La Naissance du Maquis dans le Sud-Cameroun, su karthala.com.
  4. ^ Latest News - Rhodes University, su web.archive.org, 23 novembre 2012. URL consultato il 27 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2012).
  5. ^ (EN) Achille Mbembe, su The European Graduate School. URL consultato il 27 marzo 2021.
  6. ^ Achille Mbembe • Public Culture, su web.archive.org, 5 marzo 2016. URL consultato il 27 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  7. ^ (EN) The Invention of Johannesburg - Programs – Slought, su slought.org. URL consultato il 28 marzo 2021.
  8. ^ (FR) LES JEUNES ET L'ORDRE POLITIQUE EN AFRIQUE NOIRE - MBEMBE J. A. - livre, ebook, epub, su www.editions-harmattan.fr. URL consultato il 28 marzo 2021.
  9. ^ (FR) Achille Mbembe, La naissance du maquis dans le Sud-Cameroun, 1920-1960: histoire des usages de la raison en colonie, KARTHALA Editions, 1º gennaio 1996, ISBN 978-2-86537-600-1. URL consultato il 28 marzo 2021.
  10. ^ Hamos Hongla, Mbembe (Achille) : La naissance du maquis dans le Sud-Cameroun (1920- 1960) : histoire des usages de la raison en colonie, in Outre-Mers. Revue d'histoire, vol. 85, n. 321, 1998, pp. 96–97. URL consultato il 28 marzo 2021.
  11. ^ a b (EN) On the Postcolony. URL consultato il 28 marzo 2021.
  12. ^ (FR) Elieth P. Eyebiyi, Achille Mbembe, Sortir de la grande nuit. Essai sur l'Afrique décolonisée, in Lectures, 29 novembre 2010. URL consultato il 28 marzo 2021.
  13. ^ Achille Mbembe, Critique de la raison nègre.
  14. ^ Mbembe, Achille (2001). On the Postcolony. Stanford: University of California Press. p. 3. ISBN 9780520204348..
  15. ^ a b Achille Mbembe, Necropolitics, in Public Culture.
  16. ^ (EN) Wits all the Wiser for its vital literary couple, su The Mail & Guardian, 14 giugno 2013. URL consultato il 28 marzo 2021.
  17. ^ http://wiserweb.wits.ac.za/home%20-%20staff.htm#2 Archiviato il 2 novembre 2011 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • « Les 50 personnalités qui font le Cameroun : Achille Mbembe », Jeune Afrique, n° 2520-2521, du 26 avril au 9 mai 2009, p. 43

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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