Le Sorelle Bandiera

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Le Sorelle Bandiera
Powerillusi & Sorelle Bandiera.jpg
Le Sorelle Bandiera con i Powerillusi in un'immagine posteriore al 1990: da sinistra a destra Neil Hansen, Vito Vita, Mauro Bronchi, Vincenzo Ricotta, Franco Caracciolo (subentrato a Tito LeDuc) e Alberto Albertin
Paese d'origineItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1976 – 1992
2008 – ?
EtichettaCBS
Album pubblicati1
Studio1
Live0
Raccolte0

Le Sorelle Bandiera sono state un trio comico e musicale attivo tra il 1976 ed il 1992, lanciato originariamente all'interno della trasmissione televisiva L'altra domenica ideata e condotta da Renzo Arbore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Sorelle Bandiera sono originalmente composte da tre uomini: il messicano Tito LeDuc (sostituito nel 1990 da Franco Caracciolo), l'australiano Neil Hansen e l'italiano Mauro Bronchi. I tre recitano en travesti, giocando sul tema dell'ambiguità, allora molto in voga (si pensi al boom di Amanda Lear),[1] finendo così al centro di critiche in quanto per la prima volta appaiono sul piccolo schermo delle drag queen.

Il gruppo si forma nella seconda metà degli anni settanta, dopo l'incontro tra Neil Hansen e Tito LeDuc sul set del film Io, Caligola di Tinto Brass, al quale partecipano entrambi.[2] Si esibiscono, ancora prive del nome che le renderà celebri, all'interno del locale gay romano L'Alibi, nello spettacolo Carousel 77, ispirato alla trasmissione televisiva Carosello.[2] Loro cavallo di battaglia in questo periodo è la canzone Rum and Coca Cola,[2] originalmente cantata dalle Andrews Sisters[3].

Il locale è in realtà frequentato da un pubblico misto e soprattutto da molti VIP romani, tra cui Renzo Arbore e la di lui compagna Mariangela Melato.[2] Arbore, colpito dalle tre, le vuole nella sua trasmissione L'altra domenica, in occasione della quale conia per loro il nome Le Sorelle Bandiera, ispirandosi ai Fratelli Bandiera.[2] La canzone Rum and Coca Cola diventerà la sigla della trasmissione, rinominata L'altra domenica, con un nuovo testo scritto da Arbore stesso.[2]

La popolarità della trasmissione televisiva decreta anche il successo del trio, che inizia a esibirsi in molti locali della Penisola, arrivando a prodursi in anche 300 spettacoli l'anno.[2] L'affermazione porta inoltre Le Sorelle Banidera a incidere, tra le fine degli anni settanta e i primi ottanta, quattro singoli, in cui le parti vocali, fino al 1979, sono eseguite dal gruppo delle Baba Yaga, che tuttavia viene accreditato solamente nel primo singolo. Il quarto disco, Sumus in Ibiza, è invece interpretato dalle stesse Sorelle Bandiera, che cantano in falsetto. Il loro brano più popolare è Fatti più in là, sigla di chiusura del fortunato programma condotto da Renzo Arbore L'altra domenica, pubblicato su 45 giri nel 1978 ottenendo un discreto riscontro di vendite.

Nel 1980 Le Sorelle Bandiera partecipano, unitamente allo staff de L'altra domenica, al film di Renzo Arbore Il pap'occhio e sono protagoniste del film L'importante è non farsi notare, diretto da Romolo Guerrieri e scritto su di loro. Nel film, incentrato sulla guerra fredda, i tre interpretano tre agenti americani, che si travestono da donne, contrapponendosi a tre agenti russe, che si travestono da uomini.

Dopo diverse apparizioni televisive, sia in Rai che in Fininvest (Pronto, chi gioca?, Buona Domenica, Bellezze al bagno), alla fine degli anni ottanta, a causa di alcuni problemi di salute, Leduc viene sostituito da Franco Caracciolo. Nel 1990 questa formazione si esibisce alla rassegna Riso in Italy al Teatro Spazio Zero di Roma, ballando ogni sera (e, a volte, cantando in lipsync) le canzoni eseguite dal gruppo dei Powerillusi.

L'ultima apparizione televisiva del trio originale al completo risale al 1991, quando partecipa al programma televisivo condotto da Mara Venier E compagnia bella, su Rai 2, in occasione di una rimpatriata del cast storico de L'altra domenica. Nel 1994 tornano ospiti a Domenica in, condotta sempre dalla Venier, i soli Leduc e Bronchi, esibendosi nella celebre Fatti più in là assieme a Renzo Arbore.

Dopo un'assenza televisiva di più di 20 anni e dopo la morte di Leduc e di Caracciolo, Bronchi e Hansen ritornano occasionalmente in televisione negli anni duemila in trasmissioni di revival per ricordare la loro storia.

Nel 2008 la rete televisiva australiana SBS e la Fox Italia producono il documentario Le favolose Sorelle Bandiera (The Fabulous Flag Sisters), diretto da Franco di Chiera. In seguito, Neil Hansen e Mauro Bronchi, le due Sorelle ricompongono il trio, coinvolgendo Ronnie van den Bergh, ex primo ballerino del West Australia Ballet, in sostituzione di Tito Leduc.

Nel maggio 2009 le ricostituite Sorelle Bandiera debuttano in Australia con il nuovo spettacolo Flyin' High. Dopo la tournée australiana, lo show approda in Italia con il titolo Volare, inserito tra gli eventi della rassegna Spoleto Estate (Spoleto, Pg - Teatro Nuovo, 29 agosto 2009). Tornate di nuovo in Australia, il 15 dicembre dello stesso anno, portano in scena Flyin' High: the sequel (Volare: il seguito), debuttando al Victoria Hall Fremantle di Perth con la partecipazione dell'attore Graziano Sirci.

Il 17 aprile del 2010 si esibiscono nella trasmissione Che tempo che fa, a chiusura di un intervento di Renzo Arbore.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Tito LeDuc (1976-1989)
  • Neil Hansen (1976-1992/2008-?)
  • Mauro Bronchi (1976-1992/2008-?)
  • Franco Caracciolo (1990-1992)
  • Ronnie van den Bergh (2008-?)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Settimana 26 Novembre 1978, su Hit Parade Italia. URL consultato il 4 maggio 2018.
  2. ^ a b c d e f g Documentario Le favolose Sorelle Bandiera (The Fabulous Flag Sisters), regia di Franco di Chiera (2008)
  3. ^ L'altra domenica/Bella come me non hai avuto nessuno, su discografia.dds.it, Discoteca di stato. URL consultato il 9 maggio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]