Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio

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Basilica di Santa Maria della Fonte presso Caravaggio
5107CaravaggioSantuario.JPG
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Caravaggio
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria del Fonte presso Caravaggio
Diocesi Cremona
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1575 (edificio attuale)[1]
Completamento Inizi del XVIII secolo (edificio attuale)
Sito web

Coordinate: 45°28′53.77″N 9°37′50.97″E / 45.481604°N 9.630826°E45.481604; 9.630826

La basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio è un monumentale edificio di culto cattolico situato nel territorio di Caravaggio, in Lombardia, e dedicato al culto di Santa Maria del Fonte, che, secondo la tradizione cattolica, apparve in tale località il 26 maggio 1432, di fronte alla giovane contadina Giannetta de' Vacchi.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1432 il vicario foraneo del vescovo di Cremona, Bonincontro de' Secchi, aveva posto sul luogo dell'apparizione, il campo del Mezzolengo, la prima pietra per l'erezione di una cappelletta; per accogliere i numerosi infermi che si recavano in pellegrinaggio presso il luogo dell'apparizione fu edificato anche un piccolo ospedale, accanto alla cappella.

Le cronache del 1516 già descrivono la cappella come una chiesa "veramente insigne, con edifizi adatti, ornamenti e pitture venerande", come recitano le parole del privilegio concesso in quell'anno da papa Leone X al Santuario. Già pericolante a metà del secolo, la chiesetta fu diroccata e venne in seguito ricostruita.

L'erezione dell'attuale tempio mariano, fortemente voluto dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, iniziò nel 1575 dietro progetto dell'architetto Pellegrino Tibaldi (detto il Pellegrini); alternando fasi di sviluppo a lunghi intervalli, l'opera di costruzione si protrasse fino ai primi decenni del XVIII secolo, con numerose modifiche, seppur di poco conto, rispetto al progetto originario del Pellegrini.

Nell'aprile del 1906 papa Pio X lo elevò alla dignità di basilica minore.[3]

Il santuario di Caravaggio, oggi, oltre a fungere da importante luogo di preghiera, ospita oggigiorno un centro d'accoglienza per pellegrini ed ammalati, un centro di consulenza matrimoniale e familiare ed un centro di spiritualità. Gli edifici che ospitano tali attività furono ristrutturati sul finire del XX secolo dagli architetti caravaggini Paolo e Salvatore Ziglioli; l'auditorium ospita pregevoli vetrate del pittore caravaggino Giorgio Versetti. La cappella del centro di spiritualità, che venne inaugurata da papa Giovanni Paolo II durante il suo soggiorno presso il santuario nel 1992,[4] ospita sculture ad opera del mozzanichese Mario Toffetti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio monumentale sorge al centro di una vasta spianata circondata da portici simmetrici su tutti e quattro i lati, che corrono, con 200 arcate, per quasi 800 metri. Nel piazzale antistante il viale di collegamento con il centro cittadino si trova un alto obelisco in marmo con putti bronzei, opera di Rustico Soliveri, che, attraverso le sue iscrizioni, ricorda i diversi miracoli attribuiti dalla tradizione cattolica alla Madonna di Caravaggio. Poco oltre l'obelisco si trova una fontana di grosse dimensioni, la cui acqua passa sotto la chiesa, raccoglie quella del Sacro Fonte e confluisce nel piazzale posteriore, dove viene raccolta in una piscina a disposizione degli infermi per immergere le membra malate.

Caravaggio santuario.jpg

Un triplice viale alberato lungo circa 2 km, completato nel 1709, raccorda il Santuario al centro cittadino; al termine del viale, in corrispondenza dell'ingresso nel centro storico, si trova il trionfale arco di Porta Nuova, che reca nell'attico un gruppo marmoreo dell'Apparizione e fu eretto nel 1709 in occasione della solenne incoronazione della Vergine.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno della chiesa è grandioso: l'edificio misura 93 metri per 33, e raggiunge un'altezza di 22 metri che, con la cupola, arriva a 64 metri. L'edificio non è rivolto verso il viale di collegamento con la città, che venne costruito in seguito, ma, come dettato dalle consuetudini liturgiche, è disposto in maniera tale che il celebrante sia rivolto verso oriente. Esternamente, l'architettura è caratterizzata dal grigio dell'intonaco e il rosso dei mattoni. È questa l'estetica acquisita dopo i restauri degli anni settanta che eliminarono non senza polemiche il "giallo di Milano" che intonacava i muri.

Il santuario e, in primo piano, l'obelisco rivolto in direzione del centro cittadino.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno

All'interno il tempio mariano si presenta ad una sola navata, con una caratteristica pianta a croce latina, ed è caratterizzato da uno stile classico, con pilastri dai capitelli ionici.

Il tempio appare, in verità, diviso in due corpi separati: quello occidentale, più vasto, ospita quattro cappelle riccamente decorate per lato, le cantorie e l'ingresso principale; quello orientale, di dimensioni minori, consente la discesa alla cripta. Le due parti sono separate dal maestoso altare maggiore.

La decorazione del tempio è opera dei pittori caravaggini Giovanni Moriggia e Luigi Cavenaghi. Giovanni Moriggia dipinse, fra il 1845 ed il 1859, i quattro pennacchi sottostanti la cupola, che rappresentano Giuditta (la fortezza), Rut (la temperanza), Abigaille (la prudenza) ed Ester (la giustizia), oltre alla gloria della cupola stessa (l'Apoteosi di Maria), alle volte dei due bracci a lato dell'altare (La Cacciata di Adamo, La Natività di Maria, La Presentazione di Maria al tempio, Gesù fra i dottori, L'Assunzione di Maria Vergine) e ai lunettoni sull'arco interno delle due facciate (L'Annunciazione, Visita a santa Elisabetta, Lo sposalizio di Maria, La Natività di Gesù). Luigi Cavenaghi, fra il 1892 ed il 1903, si occupò della decorazione della volta dell'intero edificio.

L'altare maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Al di sopra del Sacro speco, e in corrispondenza della cupola centrale, si trova l'altare maggiore, certamente l'elemento più ricco e fastoso tra i complessi monumentali del santuario. Si tratta di una struttura rotonda in marmo, caratterizzata da colonne alternate a statue che sorreggono un trono slanciato verso la cupola; quest'ultimo termina in una gloria di angeli che portano una corona di stelle. Il progetto originario dell'altare è dell'architetto Filippo Juvarra, che si ispirò agli studi di Michelangelo per l'altare della Confessione della basilica vaticana; il complesso fu realizzato fra il 1735 ed il 1750 dall'ingegnere milanese Carlo Giuseppe Merlo, con la collaborazione degli scultori Nava e Mellone.

La sagrestia[modifica | modifica wikitesto]

La parte del santuario più ricca di opere d'arte è la sagrestia, anticamente cappella gentilizia della famiglia Secco; sulla sua volta campeggiano stupendi affreschi di Camillo Procaccini che illustrano episodi della vita di Maria. Le cimase degli elaborati armadi ospitano uno stuolo di putti alati, opera del caravaggino Giacomo Carminati.

Il Sacro Speco e il Sacro Fonte[modifica | modifica wikitesto]

Il Sacro Speco

Al di sotto dell'altare maggiore si trova il Sacro Speco, che ospita il gruppo statuario ligneo che ricostruisce la scena dell'Apparizione. L'opera, dello scultore di Ortisei Leopoldo Moroder, fu inaugurata nel 1932, in occasione dei festeggiamenti per il quinto centenario dell'Apparizione. Il cardinale Schuster, Legato Pontificio, celebrò personalmente l'incoronazione della statua, cui è possibile accedere direttamente dal braccio orientale della navata principale.

Sotto lo Speco si trova il Sacro Fonte sotterraneo, al quale si accede dall'esterno del tempio, ove si trova una fontana da cui si può attingere l'acqua. Si tratta, secondo la leggenda, del luogo esatto dove la giovane Giannetta de' Vacchi assistette alla prima apparizione della Madonna, la quale, come prova della propria origine divina, fece sgorgare una sorgente d'acqua dal terreno.

Il sotterraneo d'accesso al Sacro Fonte consiste in un lungo corridoio di circa trenta metri, che attraversa da lato a lato la chiesa e venne rivestito con mosaici dal pittore Mario Busini negli anni cinquanta del XX secolo. Il corridoio appare diviso in cinque celle successive; nella prima, tre nicchie ricavate dentro le pareti accolgono una Madonna marmorea, la ghigliottina e il catenaccio spezzato, a ricordo dei diversi miracoli attribuiti alla Vergine del Fonte.

Alla base della Madonna si trova un'epigrafe gotica, uno dei più importanti documenti risalenti all'epoca dell'Apparizione; il testo si compone di sei esametri latini, e recita

« La terra di Caravaggio è stata recentemente resa davvero felice, perché le apparve la Santissima Vergine nell'anno 1432 al tramonto del sesto giorno avanti le calende di giugno; ma Giovannetta è assai più felice di ogni altra persona, perché meritò di vedere la gran Madre del Signore. »

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

L'organo maggiore
Organo maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Il grande organo a canne della chiesa è stato costruito nel 1955 dalla ditta organaria milanese Balbiani Vegezzi-Bossi e, nel maggio dello stesso anno, collaudato dall'organista castiglionese Federico Caudana.

Lo strumento è a trasmissione elettrica, con 5600 canne, ed ha quattro tastiere (rispettivamente: Positivo espressivo, Grand'Organo, Espressivo e Corale-Eco, che insistono sulla stessa tastiera) di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32 note. I corpi d'organo sono così disposti all'interno della chiesa:

  • sulla parete destra della navata centrale, a metà di quest'ultima, all'interno dell'artistica cassa lignea settecentesca, si trovano le canne del Positivo espressivo, del Grand'Organo e dell'Espressivo;
  • all'interno della cupola si trovano le canne del corpo Eco espressivo (quarta tastiera);
  • alle spalle della consolle, sulla cantoria che si trova sulla parete di fronte rispetto alla cassa barocca, le canne del corpo Corale (quarta tastiera).

La disposizione fonica dell'organo è la seguente:

Prima tastiera - Positivo espressivo
Bordone 16'
Bordone 8'
Principalino 8'
Voce celeste 8'
Gamba 8'
Flauto 8'
Ottava 4'
Flauto armonico 4'
Violino 4'
Nazardo 2.2/3'
Piccolo 2'
Decimino 1.3/5'
Cornetto 5 file
Sesquialtera 2 file
Clarino 8'
Corno orchestra 8'
Tremolo
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Diapason 8'
Corno camoscio 8'
Flauto traverso 8'
Gran flauto 8'
Dulciana 8'
Unda maris 8'
Flauto armonico 4'
Ottava 4'
Fonino 4'
Quinta 5.1/3'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Pieno grave 5 file
Pieno acuto 6 file
Gran pieno 6 file
Controfagotto 16'
Tromba 8'
Tromba armonica 4'
Tremolo
Terza tastiera - Espressivo
Controgamba 16'
Bordone 8'
Principalino 8'
Flauto in selva 8'
Viola gamba 8'
Viola celeste 8'
Eufonio 8'
Concerto viole 8'
Quintadena 8'
Flauto in ottava 4'
Fugara 4'
Silvestre 2'
Ripieno 5 file
Oboe 8'
Tremolo
Quarta tastiera - Corale
Flauto 8'
Principale 8'
Diapason 8'
Ottava 4'


Quarta tastiera - Eco espressivo
Principale forte 8'
Gran concerto viole 8'
Tromba squillo 8'
Voce corale 8'
Campane
Pedale
Basso acustico 32'
Bordone corale 16'
Contrabbasso 16'
Violone 16'
Armonica 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Cello 8'
Ottava 8'
Flauto 8'
Corno 4'
Bombarda 16'
Campane
Tremolo
Organo corale[modifica | modifica wikitesto]

Nel transetto lato sud, accanto al presbiterio, si trova un secondo organo a canne, costruito nel 2007 dalla ditta organaria Castegnaro con materiale di un precedente organo Balbiani.

Lo strumento, interamente chiuso entro cassa espressiva, con mostra ceciliana composta da canne non sonanti, è a trasmissione elettrica ed ha una consolle mobile indipendente avente un'unica tastiera di 58 note e pedaliera concavo-radiale di 30 note.

La disposizione fonica dell'organo è la seguente:

Manuale
Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 file
Voce celeste 8'
Principale rinforzo 8'
Tremolo
Pedale
Bordone 16'
Corno 4'


Unioni e accoppiamenti
Acuta I
Grave I
Unione I-P
Acuta I-P

Immagini del Santuario[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla viabilità locale, il Santuario di Caravaggio può essere raggiunto tramite il casello autostradale di Caravaggio della Autostrada A35 (BreBeMi), la quale dista circa 4 km dall'ingresso del Santuario.

Inoltre, il Santuario si trova a 15 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Caravaggio, presso la quale fermano i treni regionali della linea Treviglio-Cremona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sulle orme di Caravaggio tra santuari, ville e bresaole, in ilGiornale.it. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato il 27 ottobre 2017).
  2. ^ Caravaggio, il pellegrinaggio si fa anche on line - Il Giorno, su Il Giorno, 18 aprile 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato il 28 ottobre 2017).
  3. ^ (EN) Basilica di Nostra Signore di Caravaggio (della Fonte), Caravaggio, Bergamo, Italy, su gcatholic.org. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato il 21 settembre 2017).
  4. ^ La visita del Papa, santuariodicaravaggio.it. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato il 16 marzo 2017).

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