Sansone (Händel)

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Sansone
Titolo originale Samson
Genere oratorio
Musica Georg Friedrich Händel
Libretto Newburgh Hamilton
Atti tre
Epoca di composizione 1741-1742
Prima rappr. 18 febbraio 1743
Teatro Covent Garden di Londra
Personaggi
  • Sansone (tenore)
  • Dalila (soprano)
  • Manoach (basso)
  • Michea (contralto)
  • Harafa (basso)
  • Israelita (soprano)
  • Israelita (tenore)
  • Filistea (soprano)
  • Filisteo (soprano)
  • Messaggero (tenore)
  • Coro di israeliti
  • Coro di filistei
  • Coro di vergini

Il Sansone HWV 57 è un oratorio in tre atti di Georg Friedrich Händel, composto nel 1741-1742 su libretto di Newburgh Hamilton e rappresentato al Covent Garden nel 1743.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Händel intraprese la composizione subito dopo la conclusione del Messiah, quindi dopo il 14 settembre 1741. Già il 20 settembre aveva ultimato il primo atto. Completò il secondo l'11 ottobre e l'intero oratorio il 29. Subito dopo partì per l'Irlanda, per dirigere il Messiah. Alla fine di agosto 1742 tornò a Londra e rielaborò ancora una volta a fondo il Sansone.[1]

La prima ebbe luogo il 18 febbraio 1743 al Covent Garden. Il contestuale concerto d'organo eseguito come intermezzo fu verosimilmente il Concerto in la maggiore HWV 307 ultimato da poco. Kitty Clive, attrice e cantante del Drury Lane all'epoca popolarissima, che in seguito strinse amicizia con Händel, impersonò Dalila in una distinta rappresentazione sulla scena londinese nel 1743, e ciò accrebbe ulteriormente il successo di ambo gli artisti.[2]

Libretto[modifica | modifica wikitesto]

Newburgh Hamilton creò il libretto sulla base della tragedia I nemici di Sansone e di altri poemi di Milton (1671).[1] L'azione si ispira a un fatto narrato dal Libro dei Giudici (16, 23-31).

Personaggi e interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Alla prima rappresentazione l'oratorio fu interpretato dai seguenti cantanti.

Locandina di una rappresentazione del Sansone negli Stati Uniti (1863).
  • Sansone – John Beard
  • Dalila – Catherine Clive
  • Manoach – William Savage
  • Michea – Susanna Maria Cibber
  • Harafa – Thomas Reinhold
  • Israelita – Christina Maria Avoglio
  • Israelita – Thomas Lowe
  • Filistea – Miss Edwards
  • Filisteo – Thomas Lowe

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Primo atto[modifica | modifica wikitesto]

Mentre i filistei tengono feste in onore del dio Dagon, Sansone cieco e in catene si riposa dal suo lavoro da schiavo e piange il suo destino. Gli israeliti osservano l'eroe un tempo invincibile giacere ormai senza speranza. Michea vede la sorte di Sansone riflettere quella dell'intero popolo. Sansone si rimprovera di essersi lasciato ingannare da una donna e lamenta la perdita della vista. Il padre Manoach si reca a visitarlo e si spaventa del cambiamento del figlio. Sansone desidera la morte, ma il coro degli israeliti lo rassicura che alla fine trionferà sulla morte e sul tempo.

Secondo atto[modifica | modifica wikitesto]

Michea e gli israeliti implorano Dio di considerare le pene del suo servo. Dalila, che ha tradito Sansone, torna per riconquistarne l'amore, ma egli non crede al suo pentimento e la respinge. Giunge allora Harafa il filisteo a provocare Sansone, che lo sfida a duello. Harafa però lo offende proclamando indegno di lui battersi con un cieco, e Sansone lo deride come millantatore. Michea propone perciò di misurare la potenza di Dagon con quella del Dio d'Israele e i cori di ambo i popoli lodano le rispettive divinità.

Terzo atto[modifica | modifica wikitesto]

Harafa vorrebbe prelevare Sansone per esibirlo alla festa dei filistei. Sansone dapprima rifiuta di presenziare ai riti religiosi, ma poi vi si reca con un piano e ammonisce gli israeliti di tenersi lontani. Manoach si reca dagli israeliti con un piano per liberare Sansone, mentre da lontano si odono i canti dei filistei che invocano Dagon. Improvvisamente si sentono strepito e agitazione. Giunge un messaggero israelita che riferisce l'accaduto: Sansone ha demolito le strutture allestite per la festa e sotto di esse ha sepolto sé stesso con tutti i filistei. Il corpo di Sansone è estratto dalle macerie e gli israeliti intonano una marcia funebre. Infine benedicono Yahweh.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Isotta.
  2. ^ (EN) Berta Joncus, Handel at Drury Lane. Ballad opera and the production of Kitty Clive, in Journal of the Royal Musical Association, vol. 131, Oxford, Oxford University Press, 2006, pp. 179-226.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Winton Dean, Handel's dramatic oratorios and masques, Oxford, Oxford University Press, 1959, ISBN 978-01-93-15203-8.
  • (DE) Hans Joachim Marx, Händels Oratorien, Oden und Serenaten. Ein Kompendium, Gottinga, Vandenhoeck & Ruprecht, 1998, ISBN 978-35-25-27815-4.
  • Albert Scheibler e Julia Evdokimova, Georg Friedrich Händel. Oratorien-Führer, Lohmar, Edition Köln, 1993, ISBN 978-39-28-01004-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Isotta, Samson HWV 57, su flaminioonline.it. URL consultato il 2 luglio 2015.
  • (EN) Georg Friedrich Händel e Newburgh Hamilton, Samson, opera.stanford.edu. URL consultato il 1º luglio 2015.
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