Esther (oratorio)

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Esther
Esther playbill.jpg
Locandina originale per "Esther" del 1732
Titolo originale Esther
Lingua originale inglese
Genere oratorio
Musica Georg Friedrich Händel
Libretto sconosciuto
Fonti letterarie Esther di Jean Racine
Atti sei scene
Epoca di composizione 1718
Prima rappr. 1718
Teatro Cannons
Versioni successive

3 Marzo 1732 London King's Theatre Haymarket

Personaggi
  • Esther soprano
  • Ahasuerus, Re di Persia tenore
  • Mordecai tenore
  • Haman basso
  • Donna Israelita soprano
  • Sacerdote contralto
  • Primo Israelita tenore
  • Secondo Israelita basso
  • Habdonah basso
  • Ufficiale Persiano basso
  • Coro di Israeliti, Coro di soldati persiani

Esther (HWV 50) è un oratorio di Georg Friedrich Händel. È generalmente riconosciuto come il primo oratorio inglese. Händel trasse il libretto su un precedente dramma Esther (un dramma sul Vecchio Testamento) di Jean Racine. Il lavoro era stato originariamente composto nel 1718, ma fu completamente rivisto in un oratorio completo nel 1732.[1]

Masque (1718, revisionato nel 1720)[modifica | modifica wikitesto]

Esther ha iniziato nel 1718 come un masque, o dramma da camera (HWV 50a), composto all'inizio della carriera inglese di Händel e prima della parte centrale del suo successo come compositore d'opera. Fu dapprima composto ed eseguito a Cannons, dove James Brydges, Duca di Chandos, aveva ingaggiato Händel dal 1716 al 1718 come compositore residente per scrivere per i cantanti e per la piccola orchestra del suo mecenate. Poco si sa di questa prima versione di Ester. La versione rimasta è quella revisionata nel 1720, probabilmente destinata agli spettacoli privati a Cannons, dove il ricchissimo Duca di Chandos impiegava un gruppo di musicisti e cantanti, e dove Aci e Galatea, primo lavoro vocale non religioso di Händel in lingua inglese, debuttò nel 1718.[2][3] la versione Cannon di Ester era in sei scene senza pausa e scritto per un insieme di un soprano, un contralto, due tenori e due bassi. Come Aci e Galatea, Esther potrebbe essere stato messo in scena o in forma semi-scenica, con i solisti che cantano insieme per creare un coro quando richiesto. L'autore del libretto è incerto.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Esther denuncia Haman, di Ernest Normand

Ester, un'orfana ebrea, viveva con un suo familiare Mordecai, un consigliere di re Ahaseurus di Persia. Mordecai aveva scoperto e impedito un complotto per assassinare il re. Ahaseurus, dopo aver respinto la sua moglie precedente, aveva scelto Ester come sua sposa. Il Primo Ministro, Haman, si infuriò quando Mordecai rifiutò di piegarsi a lui, affermando che si sarebbe inchinato solo al suo Dio. La prima versione di "Esther" si apre con Haman che decide di ordinare lo sterminio di tutti gli ebrei in tutto l'impero persiano, come rappresaglia per l'insulto di Mordecai contro di lui. Gli ebrei, nel frattempo, stanno celebrando la nomina di Esther come regina di Persia, ma la loro felicità si trasforma in lutto quando sentono la notizia che è stato ordinato l'uccisione di tutti gli ebrei. Ester chiede a Mordecai perché sta mostrando il lutto, dato che è vestito di sacco e cenere e lui le rivela che il re ha seguito il consiglio del suo primo ministro di ordinare lo sterminio degli ebrei. Chiede a Ester di fare appello al marito perché annulli l'ordine, ma lei spiega che è vietato sotto pena di morte, avvicinarsi al re senza essere stati chiamati da lui. Lei decide di assumersi questo rischio in ogni caso e va dal Re, che perdona la sua violazione del protocollo, avvicinandosi a lui senza invito ed concede che lei faccia la sua petizione. Esther richiede solo che il re e Haman siano presenti ad un banchetto, ospitati solo da lei. Alla cena, Ester ricorda al Re che Mordecai aveva gli aveva salvato la vita e rivela la sua origine ebraica. Lei dice al re che l'ordine di sterminare gli ebrei è diretto contro Mordecai e se stessa. Haman aveva preparato una forca su cui impiccare Mordecai, ma il re ordina che gli Haman stesso venga giustiziato lì. Gli ebrei rendono grazie a Dio per la loro liberazione.[4][5]

Caratteristiche musicali[modifica | modifica wikitesto]

Fra le arie è degna di nota "Tune your harps with cheerful noise", accompagnata da un pizzicato d'archi; Una vera arpa viene utilizzata in orchestra in questa aria. Il lavoro si conclude con un movimento corale lungo e grandioso.[2]

Oratorio (1732)[modifica | modifica wikitesto]

King's Theatre di Londra Haymarket, dove fu eseguita per la prima volta la versione 1732 di Esther

Nel 1731 Händel aveva trascorso più di dieci anni nella composizione di opere italiane per Londra, presentando stagioni delle sue opere nei teatri di Londra. All'epoca non esisteva nessun sistema di diritti d'autore o copyright ed essendo stata ottenuta una copia della partitura di Esther, fu eseguita la versione 1720, pare in una versione teatrale, dai ragazzi cantori della Cappella Reale alla taverna Crown e Anchor, un locale popolare per la musica, ed ebbe molto successo. Un membro della famiglia reale chiese ad Händel di eseguire Esther nel teatro in cui venivano eseguite le opere, ma il vescovo di Londra, Edmund Gibson, non avrebbe permesso che delle storie bibliche fossero mostrate sul palcoscenico. Pertanto, Händel decise di presentare Esther in forma di concerto, in aggiunta alla stagione d'opera 1732, con i cantanti che attualmente apparivano nelle opere italiane ma senza alcun scenario o azione teatrale, e in una forma in tre atti, rivista con testo aggiuntivo da Samuel Humphreys. Il lavoro fu estremamente popolare e così, quasi per caso, fu inventata la forma dell'oratorio inglese.[2][3]

Gli inni di incoronazione che Händel aveva scritto per l'incoronazione di Giorgio II nel 1727, con la loro grande orchestra e gli ammassi corali, avevano avuto un impatto enorme e le locandine che pubblicizzavano gli spettacoli di Esther del 1732 annunciavano: "La musica sarà disposta alla maniera di un Servizio di Incoronazione". Le opere italiane di Händel erano grandemente incentrate sulle arie solistiche per i virtuosismi dei cantanti, senza cori in più, mentre per la revisione di Esther, furono aggiunti gli inni incoronazione "My Heart is Inditing" e una versione di "Zadok the Priest". I loro grandi cori e gli effetti orchestrali grandiosi con trombe e tamburi erano molto diversi da quello che il pubblico di Londra avevano sperimentato nelle opere italiane di Händel. Esther ebbe molto successo, Händel riprese il lavoro in molte successive stagioni di Londra e si rivelò il prototipo di una lunga serie di simili oratori drammatici in inglese del compositore.[2][6]

Le locandine anche dichiaravano "N.B. Non ci sarà alcuna azione sul palco, ma il teatro sarà predisposto decentemente per il pubblico." Un libellista anonimo pensa che questa nuova forma di intrattenimento, con le stelle della lirica italiana sedute sul palco in abiti contemporanei, cantando in un inglese storpiato, piuttosto difficile da abituarsi ad ascoltarlo:

« Questa novità aveva fatto come impazzire tutto il mondo. Sei stato al oratorio? Dice uno. Oh! Se non hai visto un oratorio non hai visto nulla, dice un altro e così via, vado all'oratorio, dove in effetti ho visto il miglior gruppo di cantanti che abbia mai visto in vita mia; ma con mia grande sorpresa trovato questo dramma sacro un semplice concerto, nessun paesaggio, nessun costume o azione scenica, così necessari per un dramma. Però Händel era piazzato su un pulpito ... vicino a lui sedeva Senesino, Strada, Bertolli e Turner Robinson [stelle della lirica italiana] nei loro vestiti ... la Strada ci ha cantato un "Hallelujah" lungo una mezz'ora; Senesino e la Bertolli hanno fatto un raro lavoro con la lingua inglese, si sarebbe giurato che fosse gallese. Avrei voluto fosse stato italiano, così avrebbero potuto cantare con più facilità, dal momento che ... avrebbe anche potuto essere ebraico.[2][7] »

James Murray racconta come un aneddoto della prima esecuzione del 1732 che i cantanti stranieri alteravano il testo, l'aria che dice "Vengo mia regina a caste delizie" si ascoltava come se dicesse "Mi pettino mia regina per cacciare i pidocchi", secondo il racconto di un contemporaneo.[8]

Dramatis personæ[modifica | modifica wikitesto]

Esther, mosaico da The Dormition Church sul Monte Sion a Gerusalemme
Ruolo Voce Cast del 1732
Esther soprano Anna Maria Strada
Ahasuerus, Re di Persia contralto-castrato Senesino
Mordecai contralto Francesca Bertolli
Haman basso Antonio Montagnana
Harbonah contralto Francesca Bertolli
Donna Israelita soprano Ann Turner Robinson
Primo Israelita soprano Mrs. Davies
Secondo Israelita basso
Ufficiale persiano
Coro di Israeliti, Coro di soldati persiani

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto 1[modifica | modifica wikitesto]

Esther e suo padre adottivo Mordecai sono entusiasti per l'elevazione di Esther a regina di Persia. Nel frattempo, il primo ministro Haman, offeso dal rifiuto di Mordecai di rendergli omaggio per motivi religiosi, convince il re Assuero a ordinare lo sterminio di tutti gli ebrei seguaci di Mordecai in tutto l'Impero (che a quel tempo comprendeva Gerusalemme e la Giudea). Esther e il popolo ebraico stanno rendendo grazie a Dio perché Esther è diventata regina, quando Mordecai porta la notizia che l'ordine reale di sterminare gli ebrei è stato emanato e la loro felicità si trasforma in lutto.

Atto 2[modifica | modifica wikitesto]

Esther davanti ad Ahasuerus, di Artemisia Gentileschi

Mordecai chiede ad Esther di appellarsi al marito re per annullare il suo ordine per lo sterminio degli ebrei, ma Esther spiega che a lei, come a tutti gli altri, è vietato, sotto pena di morte, avvicinarsi al re senza suo esplicito invito. Tuttavia, per la supplica di Mordecai, decide di rischiare l'ira del re. Il popolo ebraico prega che la sua missione di misericordia abbia successo. Quando Esther si confronta con il re, egli è in un primo momento dispiaciuto e sviene via. Il coro commenta che la sua grazia saprà sicuramente addolcire il cuore del Re alla fine.

Atto 3[modifica | modifica wikitesto]

Mordecai e il popolo ebraico sono fiduciosi che Dio verrà in loro aiuto e che la preghiera di Esther al Re avrà successo. Negli appartamenti del re Ahaseurus ora dichiara che darà ad Esther tutto ciò che vorrà. Esther rivela le sue origini ebraiche e sottolinea che l'unico obiettivo dell'ordine di Haman per lo sterminio degli ebrei è danneggiare lei stessa e Mordecai, che in precedenza aveva salvato la vita del re. Il Re è colpito con orrore ed ordina di giustiziare Haman. Haman si appella ad Esther per essere perdonato, ma lei lo disprezza. Gli ebrei offrono magnifici canti di lode a Dio per la loro salvezza.[4]

Caratteristiche musicali[modifica | modifica wikitesto]

Notevoli tra i pezzi aggiunti per il 1732 è l'arioso di apertura per Ester, "Breathe soft ye gales", scritto per archi e due dei fagotti, flauti dolci e oboi. I fiati e gli archi sono in un primo momento divisi in numerose parti diverse, mentre suonano su uno sfondo di gruppi di strumenti del basso continuo in contrasto fra loro, che comprendono organo, clavicembalo, tiorba e arpa. Gli strumenti poi si uniscono tutti per creare una tessitura musicale lussureggiante.[9]

Registrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Versione del 1718 dopo la revisione del 1720[modifica | modifica wikitesto]

Prima versione ricostruibile (Cannons), 1720[modifica | modifica wikitesto]

  • Susan Hamilton (Esther), James Gilchrist (Ahasuerus), Nicholas Mulroy (Mordecai), Matthew Brook (Haman), Electra Lochhead (Israelite), Robin Blaze (Priest). Conductor John Butt, Dunedin Consort Orchestra and Chorus. Linn Records CKD 397, realizzazione del 2012.

Versione del 1732 che include due Inni per Incoronazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosemary Joshua (Esther), James Bowman (Ahasuerus), Susan Bickley (Mordecai), Christopher Purves (Haman), Rebecca Outram (Israelite Woman). Conductor Laurence Cummings London Handel Orchestra e Coro. Somm SOMM238/9, realizzazione del 2007.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anthony Hicks, "Handel, George Frideric", in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2001, p. 784.
  2. ^ a b c d e f Donald Burrows, Handel (Master Musicians Series), Oxford University Press, USA; 2 edition, 2012, ISBN 978-0199737369.
  3. ^ a b Burrows, p.122
  4. ^ a b Carl Gerbrandt, Sacred Music Drama: The Producer's Guide Second Edition, AuthorHouse, 2006, ISBN 978-1425968472.
  5. ^ Ken Meter, Program Notes "Esther" (PDF), su http://www.oratorio.org/, Oratorio Society of Minnesota, 9 marzo 2012. URL consultato il 16 settembre 2013.
  6. ^ Burrows, p.215
  7. ^ Burrows, p.217
  8. ^ Sherman, Bernard D: Inside Early Music, page 254. Oxford University Press US, 2003.
  9. ^ Jonathan Keates, Handel: The Man & His Music, Random House UK, 1985, p. 97, ISBN 978-1845951153.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN7880149844973002960007 · GND: (DE7585866-6
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