Saltriosaurus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Saltriosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Fossils 4.JPG
Resti fossili di Saltriosaurus, sulla sagoma del metriacanthosauride Sinraptor, al Museo Civico di Storia Naturale, a Milano
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Sottordine Theropoda
Famiglia † Allosauridae
Genere Saltriosaurus
Dal Sasso, 2000[1]

Saltriosaurus (il cui nome significa "lucertola di Saltrio") è il nome informale di un genere estinto di dinosauro teropode vissuto nel Cretaceo inferiore circa 200 milioni di anni fa, in Italia.[2][3][4]Il nome Saltriosaurus è un nomen nudum, un nome temporaneo, proposto da Cristiano Dal Sasso, nel 2000, in seguito alla scoperta, nel 1996, da parte di Angelo Zanella in un giacimento fossilifero nei pressi di Saltrio (VA), da cui prende nome.[2][5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione del braccio di Saltriosaurus

Si sa molto poco sull'anatomia del Saltriosaurus. Le analisi più recenti lo classificano come un parente più antico di Allosaurus, a cui probabilmente assomigliava, ma era di taglia più contenuta e molto più antico, oltre ad essere il più antico dinosauro provvisto di tre dita per "mano". Come l' Allosaurus, il Saltriosaurus era un carnivoro bipede con una lunga coda rigida che bilanciava il corpo. L'animale adulto doveva raggiungere una lunghezza di circa 8 metri (26 ft), un'altezza alle anche di 4 metri (13 ft) per un peso di circa 500 chilogrammi (1.100 lb ). Il cranio, di notevoli dimensioni, era lungo circa 70 cm, provvisto di grossi denti. Il singolo dente ritrovato insieme all'olotipo è lungo circa 7 cm. Le braccia erano ben sviluppate e provviste di tre dita con grossi artigli, molto simili a quelli dei classici Allosaurus.[2][6]

Storia dell scoperta[modifica | modifica wikitesto]

L'olotipo di Saltriosaurus fu ritrovato nel 1996, da Angelo Zanella che scoprì i suoi fossili in una cava a Saltrio,[2], nel nord Italia. L'animale probabilmente era morto sulle rive di un'antico mare prima che i suoi resti venissero inghiottiti dal mare. I resti ritrovati sono molto scarsi e rappresentano solo il 10% dello scheletro dell'animale. L'olotipo comprende: un dente, dei frammenti di una costola dorsale, un frammento di scapola, una forcula ben conservata ma incompleta (osso che per la sua debole struttura non si rinviene quasi mai), un'omero e diversi metacarpo, fornendo un totale di 119 ossa.[2][3]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Blocco calcareo contenente i fossili di "Saltriosaurus"

La classificazione tassonomica di Saltriosaurus è alquanto incerta, e l'unico punto certo è il fatto che si tratti di un Theropoda.[2] [3] Inizialmente Dal Sasso aveva classificato il Saltriosaurus prima come un tetanurae[4] e poi come un Carnosauro, ma entrambe queste classificazioni furono respinte in quanto entrambi i clade erano troppo evoluti per Saltriosaurus, sorpassandolo di ben 20-30 milioni di anni.[7] Benson nella sua recensione di Magnosaurus nethercombensis, lo ha addirittura classificato come un membro di coelophysoidea.[8][9] Tuttavia ancora oggi la classificazione è ancora incerta.[10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dinosaur Genera List
  2. ^ a b c d e f The Therapod Database
  3. ^ a b c Matthew T. Carrano, Roger B. J. Benson, Scott D. Sampson: The phylogeny of Tetanurae (Dinosauria: Theropoda). Journal of Systematic Palaeontology. Bd. 10, Nr. 2, 2012
  4. ^ a b Cristiano Dal Sasso: Dinosauri italiani. Marsilio Editori, Venezia, 2001.
  5. ^ Cristiano Dal Sasso: A new theropod dinosaur from the Lower Jurassic of Italy, Saltriosaurus. In: Dino Press. Bd. 3, 2001.
  6. ^ Cristiano Dal Sasso: Update on Italian dinosaurs. In: 6th European Workshop on Vertebrate Palaeontology. Florence and Montevarchi (Italy). Abstract Volume. The University of Florence, Florenz 2001, S. 27, Digitalisat
  7. ^ Cristiano Dal Sasso: Dinosaurs of Italy. In: Comptes Rendus Palevol. Bd. 2, Nr. 1, 2003.
  8. ^ Roger B. J. Benson: The osteology of Magnosaurus nethercombensis (Dinosauria, Theropoda) from the Bajocian (Middle Jurassic) of the United Kingdom and a re-examination of the oldest records of tetanurans. In: Journal of Systematic Palaeontology. Bd. 8, Nr. 1, 2010, S. 131–146
  9. ^ Oliver W. M. Rauhut: The interrelationships and evolution of basal theropod dinosaurs (= Special Papers in Palaeontology. Bd. 69). The Palaeontological Association, London 2003
  10. ^ Larry F. Rinehart, Spencer G. Lucas, Adrian P. Hunt: Furculae in the Late Triassic theropod dinosaurCoelophysis bauri. In: Paläontologische Zeitschrift. Bd. 81, Nr. 2, 2007]
  11. ^ Ronald S. Tykoski, Catherine A. Forster, Timothy Rowe, Scott D. Sampson, Darlington Munyikwa: A furcula in the coelophysoid theropod Syntarsus. In: Journal of Vertebrate Paleontology. Bd. 22, Nr. 3, 2002