Rospigliosi

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Rospigliosi
Coa fam ITA rospigliosi.jpg
Omnia a Deo[1]
Inquartato d'oro e d'azzurro a quattro losanghe dell'uno nell'altro
Stato CoA Pontifical States 01.svg Stato Pontificio
Titoli [2][3][4][5][6][7]
Cross pattee.png Papa[8] (non ereditario)
Cross pattee.png Principe Romano
Cross pattee.png Principe del Sacro Romano Impero
Cross pattee.png Principe di Castiglione
Cross pattee.png Duca di Zagarolo
Cross pattee.png Marchese di Giuliana
Cross pattee.png Conte di Newburgh[9]
Cross pattee.png Conte di Chiusa
Cross pattee.png Barone di Miraglia e Valcorrente
Cross pattee.png Signore di Aidone, Burgio, Contessa e Trappeto
Cross pattee.png Nobile romano coscritto
Cross pattee.png Nobile patrizio veneto
Cross pattee.png Nobile patrizio genovese
Cross pattee.png Patrizio di Pistoia
Attuale capo Filippo Giambattista Camillo Francesco Aldo Maria Rospigliosi, XI principe Rospigliosi e XII conte di Newburgh (n. 1942)[9][10][11]
Data di fondazione XII secolo
Etnia italiana
Rami cadetti

I Rospigliosi sono un'antica famiglia aristocratica italiana, originaria di Pistoia[12][13] e di antiche origini lombarde. Attestata già dagli inizi del Medioevo, la famiglia si arricchì attraverso l'agricoltura, il commercio e l'industria, raggiungendo l'apogeo del suo potere e l'elevato status nobiliare a Roma grazie a Giulio Rospigliosi, il quale venne eletto papa della Chiesa cattolica nel 1667 con il nome di Clemente IX.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Rospigliosi.

Calata dalla Lombardia nel XII secolo, si stabilì a Lamporecchio in provincia di Pistoia dove ha mantenuto vasti possedimenti sino al XX secolo.

Trasferitasi a Pistoia nel 1400 ha dato i natali a illustri personaggi, primo fra tutti a Giulio Rospigliosi, Papa Clemente IX, fratello di Camillo Rospigliosi, che diede i natali tra gli altri al Principe Giovanni Battista Rospigliosi, capostipite del ramo Rospigliosi Pallavicini, e a donna Caterina Rospigliosi Banchieri, che diede origine al ramo Banchieri Rospigliosi (il cui capostipite fu Pietro Banchieri Rospigliosi, ritratto in un celebre ciclo pittorico, intitolato "Il bambino Rospigliosi", oggi esposto al Museo di Roma).

In Pistoia era divisa in due linee, quella di papa Clemente IX, detti "del Duca" che risiedevano nell'omonimo Palazzo Rospigliosi di via del Duca e quelli che risiedevano nel palazzo Rospigliosi di Ripa del Sale (i cui attuali esponenti vivono a Villa Aldobrandini Banchieri Rospigliosi e sono comunque discendenti diretti dalla linea di Giulio Rospigliosi, Papa Clemente IX, attraverso la antenata Olga Banchieri).

Duchi di Zagarolo e principi del Sacro Romano Impero (1668)[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Battista (1646 - 1722), I principe Rospigliosi, I duca di Zagarolo
  • Clemente Domenico (1674 - 1752), II principe Rospigliosi, II duca di Zagarolo
  • Camillo (1714 - 1763), III principe Rospigliosi, III duca di Zagarolo
  • Giovanni Battista (1726 - 1784), IV principe Rospigliosi, IV duca di Zagarolo
  • Giuseppe (1755 - 1833), V principe Rospigliosi, V duca di Zagarolo
  • Giulio Cesare (1781 - 1859), VI principe Rospigliosi, VI duca di Zagarolo
  • Clemente (1823 - 1897), VII principe Rospigliosi, VII duca di Zagarolo
  • Giuseppe (1848 - 1913), VIII principe Rospigliosi, VIII duca di Zagarolo
  • Girolamo (1907 - 1959), IX principe Rospigliosi, IX duca di Zagarolo
  • Giulio (1907 - 1986), X principe Rospigliosi, X duca di Zagarolo
  • Filippo (n. 1942), XI principe Rospigliosi, XI duca di Zagarolo

Cardinali della famiglia Rospigliosi[12][13][modifica | modifica wikitesto]

Ritratto Nome Nascita Creato cardinale Morte Note
Giacomo Rospigliosi.jpg Giacomo "Jacopo" Rospigliosi 1628 12 dicembre 1667 da papa Clemente IX 2 febbraio 1684 Internunzio apostolico nelle Fiandre (1665-1667), Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (1667-1684), Cardinale presbitero di San Sisto (1668-1672), Arciprete della Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore (1671-1684), Abate ordinario di Nonantola (1671-1684), Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo (1672-1684), Camerlengo del Collegio Cardinalizio (1680-1681)
Felice Rospigliosi.jpg Felice Rospigliosi 1639 16 gennaio 1673 da papa Clemente X 9 maggio 1688 Cardinale diacono di Santa Maria in Portico Campitelli (1673), Cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria (1673-1685), Arciprete della Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore (1684-1688), Cardinale diacono di Sant'Eustachio (1685), Cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin (1685-1686), Cardinale diacono di Sant'Agata alla Suburra (1686-1688)

Fondo musicale Rospigliosi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 Clemente Rospigliosi, ultimo rappresentante del ramo "del Sale", ha donato alla Biblioteca Forteguerriana e all'Archivio Capitolare di Pistoia la biblioteca familiare in cui è presente una ampia sezione musicale, denominata Fondo musicale Rospigliosi.[14]

Genealogia della famiglia Rospigliosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Traduzione in italiano: Tutto deriva da Dio.
  2. ^ Genealogia Rospigliosi 1
  3. ^ Genealogia Rospigliosi 2
  4. ^ Genealogia Rospigliosi 3
  5. ^ Genealogia Rospigliosi 4
  6. ^ Genealogia Rospigliosi 5
  7. ^ Genealogia Rospigliosi 6
  8. ^ Giulio Rospigliosi (16001669) fu il 238º papa della Chiesa cattolica, con il nome di Clemente IX, dal 1667 alla morte.
  9. ^ a b Newburgh, Earl of (S, 1660), su cracroftspeerage.co.uk. URL consultato il 3 ottobre 2017.
  10. ^ www.collegio-araldico.it
  11. ^ www.burkespeerage.com
  12. ^ a b c d Rospigliósi, in Treccani. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  13. ^ a b c d ROSPIGLIOSI, in Treccani. URL consultato il 3 ottobre 2017.
  14. ^ Biblioteca Forteguerriana. Fondo musicale Rospigliosi, forteguerriana.comune.pistoia.it. URL consultato il 13 giugno 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia di Pistoia, Firenze, Le Monnier, 2000.
  • Giacomina Nenci, Aristocrazia romana tra '800 e '900: i Rospigliosi, Quaderni monografici di "Proposte e ricerche", vol. 30, Roma, 2004.
  • Angela Negro, La collezione Rospigliosi: la quadreria e la committenza artistica di una famiglia patrizia a Roma nel Sei e Settecento, Roma, Campisano, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]