Rino Genovese

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Rino Genovese (Napoli, 19 settembre 1905Napoli, 5 giugno 1967) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Napoli all'inizio del 900, la madre attrice Clelia Gaioni e il padre Raffaele Genovese suggeritore in palcoscenico, lo fanno crescere nell'ambiente del teatro, sino a farlo debuttare, ancora bambino, nella popolare Compagnia di Gennaro Pantalena e Adele Magnetti, dimostrando un precoce talento comico, che lo porterà a 17 anni a prendere la decisione di divenire attore professionista, entrando in diverse compagnie di spettacoli napoletane.

Alla fine degli anni '20 recita con Vincenzo Scarpetta e Raffaele Viviani, dove mette in mostra doti di improvvisazione non comuni.

Il debutto davanti alla cinepresa è datato 1938, con la direzione del regista Amleto Palermi nella pellicola Napoli che non muore che costituirà l'inizio di una carriera cinematografica, dove interpreterà quasi sempre parti di loschi individui, in drammoni di ambiente napoletano, anche se girati a Roma.

Nel 1942 dopo aver superato un concorso all'EIAR, lavorerà alla radio presso la sede di Milano.

Nel dopoguerra Eduardo De Filippo, nel ricostruire la sua compagnia, si ricorda di lui e lo scrittura per una serie di commedie, che saranno trasmesse anche dai microfoni della radio, e successivamente appariranno sugli schermi televisivi. Tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60, riprende a recitare nei teatri napoletani in alcune sceneggiate, tipico spettacolo dove diventa protagonista lo stesso pubblico presente, interpretando spesso la parte di cattivo, 'O malamente.

In televisione interpreta, in varie puntate, la parte dell'usciere Leopold nel Le inchieste del commissario Maigret, con la regia di Mario Landi.

Muore a Napoli, dopo lunga malattia nel 1967.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese Editore Roma 2002.
  • Il Radiocorriere, fascicoli vari.
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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