Provincia di Chahar Mahal e Bakhtiari
| provincia di Chahar Mahal e Bakhtiari provincia | |
|---|---|
| استان چهارمحال و بختیاری | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | Shahrekord |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 32°19′N 50°51′E |
| Superficie | 16 201 km² |
| Abitanti | 843 784 (2006[1]) |
| Densità | 52,08 ab./km² |
| Shahrestān | 12 |
| Altre informazioni | |
| Prefisso | 0541 |
| Fuso orario | UTC+3:30 |
| ISO 3166-2 | IR-14 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Chahar Mahaal e Bakhtiari (in persiano چهارمحال و بختیاری) è una delle trentuno province (ostān) dell'Iran. È situata nella parte sud-occidentale del paese, al centro della catena dei Monti Zagros, e il suo capoluogo è Shahrekord (Shahr-e-Kord).[2]
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Topografia
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio della provincia è prevalentemente montuoso, caratterizzato da strette vallate, vasti altipiani con fiumi e sorgenti d'acqua, e boschi di querce e platani. Il punto più alto della provincia è la cima del monte Zard Kuh, mentre il punto più basso si trova ad Armand.[2]
La città di Shahrekord è situata a 2.150 m s.l.m. ed è la città più elevata del paese.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima di questa provincia è prevalentemente freddo in inverno e temperato d'estate, tuttavia si registrano forti variazioni di temperature a seconda delle diverse aree dovute alle differenze di quota e di tasso di umidità.[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La storia di questa provincia è strettamente legata all'antica regione del Luristan e il suo territorio ha ospitato una delle più antiche civiltà del mondo iranico. I bakhtiari si insediarono sulle pendici dei monti centrali della catena dei Monti Zagros nel VII e VI secolo a.C., in una zona che oggi prende il nome di monti Bakhtiari. La zona fu abitata da un ramo dell'etnia dei lur, con i quali i bakhtiari si fusero.[2]
In passato la provincia fece parte del Fars e del Khūzestān.[3]
Monumenti e luoghi di interesse
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Seguono alcuni siti di interesse della provincia.
- La fortezza di Dezak, un edificio fastoso su due piani sito a sudest dell'omonimo centro abitato, fu costruita nel 1870 per volere di Amir Mofakham Bakhtiari.[4]
- Le tombe di pietra dello Zoroastrismo, le più antiche opere in pietra di questa provincia, risalenti a un periodo che va dai Medi fino ai Sasanidi. Poiché gli zoroastriani credevano che la terra fosse sacra, i loro cadaveri non venivano seppelliti, ma riposti in degli ossari in pietra che potevano essere singoli o collettivi.[4]
- I leoni di pietra, statue che i bakhtiari ponevano sulle tombe dei loro guerrieri per celebrarne la vita avventurosa e le glorie, o per ricordare le decadenze del gruppo a cui essi appartenevano. L'esempio più antico di leone di pietra di questa regione appartiene al periodo safavide.[4]
- Il bassorilievo di Shir-e-no di epoca elamita, sito nella valle di Shirino (Shirin Ab) dello shahrestān di Kuhrang. È composto da un disegno che raffigura un sovrano che impugna una lancia seduto su una panca, con altri due uomini sotto di lui.[4]
- Il santuario dell'imamzadeh Mohammad Akbar di epoca ilkhanide, sito nel villaggio di Dastgerd e comprendente di una moschea e di una sala di preghiera ad uso notturno con colonne in pietra e soffitto in mattoni.[4]
- Il ponte di Zaman Khan, sito a 7 km dalla città di Saman. Scavalca il fiume Zaiandè e venne costruito in epoca safavide.[4]
- Il caravanserraglio di Juneqan, sito all'inizio del valico montano di Darkesh Varkesh e costruito a forma di mezzaluna.[4] Venne edificato in età sasanide e restò in funzione sino al periodo ilkhanide.[5]
- La moschea di Atabekan a Shahrekord.[5]
- L'imamzadeh di Shahsavar.[5]
- La cascata di Dareh Eshq.[5]
- Il lago di Sholmazar.[5]
- La piana di Laleha-ye Vazhgun.[5]
- L'impianto sciistico di Chalgard.[5]
- Il ponte di Khoda Afarin.[5]
- L'iscrizione rupestre del periodo costituzionalista di Dah Cheshme, nella località di Pir-e Ghar.[5]
- Il villaggio di Sar Aqa Seyyed.[5]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]La provincia ospita l'etnia dei bakhtiari, un'antica popolazione di stirpe iranica.[2] I bakhtiari si suddividono in Haft Lang ("sette gambe") e Chahar Lang ("quattro gambe").[3]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musica
[modifica | modifica wikitesto]La musica dei bakhtiari è legata alla cultura nomade. Le melodie di questo gruppo etnico sono chiamate beyt e si dividono in diversi tipi come galledari, barzgari, abolqasem khan e maqam-e shir ali mardun.[5] In ogni gruppo etnico ci sono dei musicisti locali chiamati tushmal che compongono poesie, storielle spiritose, proverbi e barzellette. Gli strumenti musicali impiegati dai bakhtiari sono semplici e di un numero esiguo: si menzionano il karnay, il sanaj, il tabl, il saz e il dohol.[6]
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]Alcuni piatti rinomati di questa provincia sono il kabab-e bakhtiari (uno spiedino di carne, pollo e agnello), l'halim di riso (riso cotto a vapore con carne), carne e grano, il tas kebab (spezzatino di agnello con patate e pomodori) e il brodo di carne. Un antico piatto di questa zona molto particolare è il cosiddetto khol paz, come era noto tra gli abitanti di Shahrekord. Questo piatto consisteva di patate condite con olio di origine animale e cotte dentro al surde, un combustibile che serviva ad accendere il fuoco dei vecchi korsi (un antico metodo di riscaldamento in Iran).[5]
Geografia antropica
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La provincia è suddivisa in 12 shahrestān:
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Artigianato
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La produzione artigianale di questa provincia è incentrata su jajim, kilim, tappeti, tessuti e cappelli in feltro, chugha, bisacce tradizionali, tende per accampamenti di nomadi, khor, zhelas, mestoli e cucchiai di legno.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Istituto culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran (a cura di), In Iran. Alla scoperta delle trentuno regioni persiane, Roma, Ponte Sisto, 2016, ISBN 978-8899290030.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su provincia di Chahar Mahal e Bakhtiari
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su ostan-cb.ir. URL consultato il 27 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2006).
- tradizioni della stirpe Bakhtiari', su italian.irib.ir. URL consultato il 18 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2013).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 141049820 · LCCN (EN) no2001043739 · GND (DE) 4706588-6 · J9U (EN, HE) 987007489408805171 |
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