Primo dirigente

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Il primo dirigente è una qualifica utilizzata nelle forze di polizia italiane.

Primo dirigente della Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo di qualifica per controspallina di primo dirigente della Polizia di Stato.

Detto anche primo dirigente tecnico per il ruolo dei dirigenti tecnici o primo dirigente medico per il ruolo dei dirigenti medici, è la prima qualifica del ruolo dei funzionari dirigenti della Polizia di Stato. Da tale qualifica si può accedere per scrutinio dell'Amministrazione della polizia, alla qualifica di dirigente superiore.

Ruolo ordinario[modifica | modifica wikitesto]

La promozione a primo dirigente si consegue, nel limite dell'ottanta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante scrutinio per merito comparativo e superamento del corso di formazione per l'accesso alla qualifica di primo dirigente della durata di tre mesi con esame finale. Allo scrutinio per merito comparativo è ammesso il personale del ruolo dei commissari in possesso della qualifica di vice questore aggiunto, con almeno due anni di effettivo servizio nella qualifica. Si consegue invece nel limite del restante venti per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante concorso per titoli ed esami riservato al personale del ruolo dei commissari, in possesso di una delle lauree previste per l'accesso alla carriera dei funzionari di Polizia, che rivesta la qualifica di vice questore aggiunto ovvero abbia maturato almeno cinque anni di effettivo servizio nella qualifica di commissario capo.[1]

Ruolo dei dirigenti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La promozione a primo dirigente tecnico [2] si consegue, nel limite del sessanta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante scrutinio per merito comparativo e superamento di un successivo corso di formazione dirigenziale, della durata di tre mesi, con esame finale. Allo scrutinio per merito comparativo è ammesso il personale del ruolo dei direttori tecnici in possesso della qualifica di direttore tecnico capo, con almeno due anni di effettivo servizio nella qualifica. Si consegue invece nel limite del restante quaranta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante concorso per titoli ed esami riservato al personale che riveste la qualifica di direttore tecnico capo ovvero abbia maturato almeno cinque anni di effettivo servizio nella qualifica di direttore tecnico principale. Se i posti complessivamente disponibili sono due, uno di questi è comunque riservato al concorso.[3]

Ruolo dei dirigenti medici[modifica | modifica wikitesto]

La promozione a primo dirigente medico si consegue, nel limite del sessanta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante scrutinio per merito comparativo e superamento di un successivo corso di formazione dirigenziale, della durata di tre mesi, con esame finale. Allo scrutinio per merito comparativo è ammesso il personale del ruolo dei direttivi medici in possesso della qualifica di medico capo, con almeno due anni di effettivo servizio nella qualifica. Si consegue invece nel limite del restante quaranta per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, mediante concorso per titoli ed esami riservato al personale che riveste la qualifica di medico capo ovvero abbia maturato almeno cinque anni di effettivo servizio nella qualifica di medico principale. Se i posti complessivamente disponibili sono due, uno di questi è riservato al concorso.[4]

Comparazione con i gradi delle Forze armate italiane[modifica | modifica wikitesto]

Comparazione con le qualifiche dei corpi ad ordinamento militare[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 7, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334.
  2. ^ Il ruolo dei dirigenti tecnici è suddiviso in:
    ruolo degli ingegneri
    ruolo dei fisici
    ruolo dei chimici
    ruolo dei biologi
    ruolo degli psicologi
  3. ^ Art. 34, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334.
  4. ^ Art. 49, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Cantelli, Luigi Memma, Polizia a cavallo. Storia, ordinamenti, uniformi. Ponchiroli editori, Bagnolo San Vito, 2009. ISBN 978-88-902347-8-1
  • Antonio Laurito, La storia e le uniformi della Polizia italiana. Promozioni editoriali police, Roma, 2008.
  • Giuseppe Quilichini, Storia fotografica della polizia 1848-1962. Una storia di uomini. 2 voll. Italia Editrice New, Foggia, 2005. ISBN 978-88-95038-01-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]