Premio Stalin

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Premio Stalin
Государственная Сталинская премия
Stalin Medal.png
La medaglia
Unione Sovietica Unione Sovietica
Statuscessato
Istituzione1941
Cessazione1954
Motivo della cessazioneMorte di Stalin e "destalinizzazione"
RUS Order of St. Alexander Nevsky BAR.png
Nastro della medaglia
Il distintivo riprodotto su un francobollo

Il premio Stalin di Stato, in russo: Государственная Сталинская премия?, chiamato più semplicemente premio Stalin, era un'onorificenza dell'Unione Sovietica, intitolata all'omonimo leader sovietico, che fu conferita nel periodo dal 1941 al 1954.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il premio Stalin fu creato nel dicembre del 1939 per premiare coloro i quali eccellevano nel campo scientifico, medico, letterario, artistico o musicale, ma poteva essere attribuito anche a persone che si erano distinte nel loro settore di attività. Durante la cerimonia venva conferita una pergamena e una medaglia, ma il premiato riceveva anche una somma di denaro. Fu creato in reazione al famoso Premio Nobel, e il 20 dicembre del 1949 il Presidio del Soviet supremo istituì anche un Premio Stalin per la pace. Pietro Nenni fu il primo italiano a ricevere questo premio nel 1952, nel 1953 fu il turno del prete Andrea Gaggero ed infine nel 1957 fu il turno di Danilo Dolci anche se a quel momento il premio aveva cambiato nome. Nel 1956 infatti il premio fu ribattezzato Premio Lenin per la pace.[1] Il premio Stalin, diviso in tre gradi, era attribuito annualmente a personalità che avessero contribuito ad importanti avanzamenti nei campi della scienza, matematica, letteratura, arti e ingegneria o che avessero prestato importanti servizi all'Unione Sovietica e alla causa del socialismo. Il premio poteva essere attribuito anche a interi gruppi di persone o a specifiche specialità lavorative o tecniche.

Cambiò denominazione nel 1954 in Premio dello Stato URSS a causa del processo di destalinizzazione che seguì la morte del dittatore, fino al 1991.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sondra Cerrai, I partigiani della pace in Italia, libreriauniversitaria.it, 2011, p. 54, ISBN 9788862921480.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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