Medaglia per il coraggio

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Medaglia per il coraggio
Медаль «За отвагу»
Medal for Bravery.jpg
Russia
Federazione Russa
TipoDecorazione di Stato
Statusattiva
IstituzioneMosca, 17 ottobre 1938
Concessa aCittadini della Federazione Russa
Concessa perCoraggio dimostrato in combattimento
Diametro34 mm
Medaglia più altaMedaglia dell'Ordine al merito per la Patria di II Classe con spade
Medaglia più bassaMedaglia di Suvorov
ValourRibbon.png
Nastro della medaglia
Medaglia per il coraggio
Медаль «За отвагу»
Medal for Valor USSR.jpg
URSS
Unione Sovietica
TipoDecorazione di Stato
Statuscessata
IstituzioneMosca, 17 ottobre 1938
Concessa aCittadini dell'Unione Sovietica
Concessa perCoraggio dimostrato in combattimento
Diametro34 mm
Medaglia più altaOrdine del Coraggio Personale
Medaglia più bassaMedaglia per merito in battaglia
ValourRibbon.png
Nastro della medaglia

La medaglia per il coraggio è un premio statale della Federazione Russa, fondato però ai tempi dell'Unione Sovietica.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La medaglia è stata istituita il 17 ottobre 1938.

Assegnazione[modifica | modifica wikitesto]

La medaglia è assegnata al personale militare e ad agenti di polizia della Federazione Russa e ad altri cittadini russi per il coraggio personale e coraggio mostrato:

  • in battaglia in difesa della Federazione Russa e dei suoi interessi nazionali;
  • nello svolgimento di compiti specifici per garantire la sicurezza pubblica;
  • per la protezione del confine di Stato della Federazione Russa;
  • per elevate prestazioni di militari, ufficiali o civili, per la tutela dei diritti costituzionali dei cittadini, con un rischio per la vita.

Insegne[modifica | modifica wikitesto]

  • La medaglia è in rame-nichel. Il dritto raffigura tre aerei in volo. I mezzi aerei si trovano sopra la scritta in rilievo "Al Coraggio", sotto troviamo un carro armato. L'iscrizione è smaltata di rosso.
  • Il nastro è bianco con bordi blu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (RU) Decreto del presidente della Federazione Russa n°1099 del 7 settembre 2010, Russian Gazette, 7 settembre 2010. URL consultato il 7 febbraio 2012.

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