Pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli

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Coordinate: 40°50′26.34″N 14°14′59.71″E / 40.84065°N 14.24992°E40.84065; 14.24992

Pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli
La facciata del palazzo San Giacomo con l'arco d'accesso alla chiesa in primo piano
La facciata del palazzo San Giacomo con l'arco d'accesso alla chiesa in primo piano
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Località Napoli
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare San Giacomo il Maggiore
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Architetto Ferdinando Manlio
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1540
Completamento 1741

La pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli è una chiesa di Napoli che si trova nel centro storico della città, in piazza Municipio, all'interno del palazzo San Giacomo. È considerata senza dubbio una delle più rilevanti architetture del periodo vicereale.

Nell'aprile del 1911 papa Pio X l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della chiesa risale al 1540 e fu voluta dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo per associarla ad un ospedale destinato alla cura dei poveri già presente per la volontà di alcuni nobili spagnoli e dedicato a san Giacomo il Maggiore; l'opera fu commissionata all'architetto Ferdinando Manlio (già artefice del palazzo vicereale e della ristrutturazione di Castel Capuano).

L'edificio subì una notevole trasformazione a partire dal 1741 con una serie di restauri e con l'abbattimento dell'ospedale che dovette far posto al palazzo dei Ministeri del governo borbonico, oggi palazzo San Giacomo, sede del comune.

La chiesa conserva la linea e l'impianto originari cinquecenteschi, eccetto per la facciata che è stata trasformata in seguito agli interventi successivi.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti funebri all'ingresso
Monumento funebre - Basilica di San Giacomo degli Spagnoli (Napoli).jpg
Monumento funebre - Basilica di San Giacomo degli Spagnoli (Napoli) 2.jpg

La struttura e suddivisa in tre navate, di cui la centrale è ricoperta da una volta a botte a lunette, mentre le navate laterali presentano una serie in successione di piccole cupole.

Interessante è inoltre la collocazione della cupola centrale, la quale insiste su di un intermezzo posto tra il transetto e l'abside.

Monumenti funebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sepolcro di Don Pedro de Toledo.

La basilica possiede un consistente numero di monumentali sepolcri.

Il più rilevante è senza dubbio il sepolcro di Don Pedro de Toledo, è visibile in un ambiente dell'abside posto alle spalle dell'altare maggiore accessibile attraverso una porta situata sul lato sinistro del presbiterio. Il monumento sepolcrale fu scolpito nel 1570 da Giovanni da Nola, su volontà dello stesso viceré di Napoli, che però morì prima della conclusione dei lavori del sarcofago, dovendo così essere sepolto all'interno del duomo di Firenze.

Altri importanti monumenti funebri sono collocati ai lati dell'ingresso della basilica, nelle cui pareti laterali della scalinata d'accesso sono presenti due opere di scultura di Francesco Cassano. Mentre di Michelangelo Naccherino sono il sepolcro di Ferdinando Maiorca e quello della consorte Porzia Coniglia, entrambi collocati ai lati dell'abside.

Il sepolcro di Alfonso Basurto[modifica | modifica wikitesto]

Infine, sempre nella zona absidale sono conservati altri cinque monumenti sepolcrali, oltre a quello principale, come quello dedicato ad Alfonso Basurto, opera di Annibale Caccavello e Giovanni Domenico D'Auria, posto proprio alle spalle di quello di Don Pedro.

Opere pittoriche[modifica | modifica wikitesto]

Interessanti anche i dipinti che si trovano nella chiesa e che documentano la pittura napoletana della seconda metà del Cinquecento come la Crocifissione e la Madonna e i santi Antonio da Padova e Francesco di Marco Pino, la Deposizione di Giovanni Bernardo Lama, la Madonna e san Girolamo di Michele Curia.

Sono invece del Settecento il dipinto di Domenico Antonio Vaccaro posto nel transetto di destra, San Giacomo condotto al martirio e quella di Pietro Bardellino sul fondo della navata sinistra, la Madonna della Vittoria con san Pio V e don Giovanni d'Austria.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giacomo degli Spagnoli è riconosciuta come chiesa nazionale di Spagna, essendo oltretutto amministrata dalla Real Hermandad de Nobles Españoles de Santiago.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Pane, Il Rinascimento nell'Italia meridionale, 2 voll., Milano 1975-1977
  • Napoli città d’arte, 2 voll., Napoli 1986
  • Napoli sacra. Guida alle chiese della città (coordinamento scientifico di Nicola Spinosa; a cura di Gemma Cautela, Leonardo Di Mauro, Renato Ruotolo, Napoli 1993-1997, 15 fascicoli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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