Piridazina

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Piridazina
Pyridazine numbering.png
Pyridazine-3D-balls.png
Pyridazine-3D-spacefill.png
Nomi alternativi
1,2-diazina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C4H4N2
Massa molecolare (u) 80,09
Aspetto liquido incolore
Numero CAS 289-80-5
Numero EINECS 206-025-5
PubChem 9259
SMILES C1=CC=NN=C1
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,107
Costante di dissociazione acida (pKa) a 293 K 2,2

La piridazina è un composto organico aromatico eterociclico costituito da un anello a sei membri avente due atomi di azoto adiacenti. Appartiene al gruppo delle diazine e costituisce la struttura base delle piridazine, che sono isomere alle pirimidine e pirazine.[1]

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

La piridazina è un liquido da incolore a giallo-marrone miscibile in acqua. Il cloridrato è un solido giallo che fonde a 161-163 °C. Il monopicrato e il cloroidrato sono anche solidi gialli che si decompongono a 170 °C o 110 °C.[2]

È un composto con sei elettroni p, ed entrambi gli atomi di azoto possiedono ciascuno ancora una coppia di elettroni liberi. In questo modo è ancora possibile il legame con un protone, nonché la formazione di complessi con i metalli o gli ioni metallici.

A causa della concorrenza dei due atomi di azoto per gli elettroni disponibili la piridazina ha una basicità inferiore alla piridina (valori di pKa dgli acidi coniugati: piridina: 5.23, piridazina: 2.24).[3]

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la descrizione originaria nel 1901 da R. Marchese[4], la sintesi di Huckel e Jahnentz del 1942[5] prevede la reazione del furano con una miscela di acido nitrico e anidride acetica; l'intermedio 2-nitro-5-acetil furanico ottenuto viene immediatamente fatto reagire con idrazina monoidrata con una resa moderata del 20%.

Pyridazin-synth 01.png

Rese migliori si ottengono nella reazione con l'acido maleico. L'anidride maleica può infatti subire con successo idrazinolisi, e il risultante 1,2-diidropiridazin-3,6-dione può essere fatto reagire con ossicloruro di fosforo e con H2 -Pd(C) ottenendo fino al 62% di resa mediante clorurazione della piridazina e sua successiva declorurazione riduttiva in situ.[6][7][8]

Pyridazin Synthese 2.png

Anche la reazione della idrazina con anidride maleica porta quindi alla piridazina. Dato il carattere instabile del dialdeide di quest'ultima essa è generalmente rilasciato in situ da uno dei suoi diacetali corrispondenti.[9] La resa di questo metodo applicato in un processo della BASF con piccole modifiche della procedura iniziale arriva ad oltre l'80% :[10]

Pyridazin Synthese 3.png

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. A. Joule, K. Mills: Heterocyclic Chemistry, S. 249–288, 5. Auflage, S. 7, Blackwell Publishing, Chichester, 2010, ISBN 1-4051-3300-7
  2. ^ Raymond Nielson Castle: The chemistry of Heterocycles Compounds: Band 28 Pyridazines. John Wiley & Sons, 1973, ISBN 978-0-471-38213-3
  3. ^ D. T. Davies: Basistexte Chemie: Aromatische Heterocyclen, 1. Auflage, Wiley-VCH, Weinheim 1995, ISBN 3-527-29289-6, S. 73.
  4. ^ R. Marquis: Compt. rend. Acad. Sciences 1901, 132: 140.
  5. ^ Walter Hückel und Walter Jahnentz: "Die Assoziation von Pyrazol und Pyridazin", Berichte der Deutschen Chemischen Gesellschaft 1942, 75B(12): 1438-1446.
  6. ^ R. H. Mizzoni und Paul. E. Spoerri: "Synthesis in the Pyridazine Series. I. Pyridazine and 3,6-Dichloropyridazine", Journal of the American Chemical Society 1951, 73: 1873-1874.
  7. ^ C. M. Atkinson und C. J. Sharpe: "The Phenylation of Some Diazines.", Journal of the Chemical Society 1959: 3040-3046.
  8. ^ Dong-bo Fan, Li-yan Dai, Xiao-zhong Wang und Ying-qi Chen: "Improved Synthesis Process of Pyridazine", Huaxue Shijie (Chemical World) 2007, 48(9): 549-552
  9. ^ A. Wohl und E. Bernreuther: "Über Derivate des Asparaginaldehyds. I.", Liebigs Annalen der Chemie 1930, 481: 1-29.
  10. ^ M. Brüggemann und K. Ebel (BASF AG): "Verfahren zur Herstellung von Pyridazin", DE 102005029094 A1 2007.

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