Isoelettronico

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In chimica, più specie si dicono isoelettroniche quando possiedono lo stesso numero di elettroni e possiedono la stessa struttura, pur contenendo atomi diversi.[1][2] Esempi sono CO, N2, NO+ (14 elettroni, struttura lineare); BH4, CH4, NH4+ (10 elettroni, struttura tetraedrica); SiF62−, PF6, SF6 (70 elettroni, struttura ottaedrica).[2]

In maniera più allargata, il termine isoelettronico è usato anche per specie che hanno lo stesso numero di elettroni nell'ultimo livello energetico (denominato anche livello di valenza).[2][3] Esempi di questo tipo sono HF, HCl, HBr (8 elettroni nell'ultimo livello energetico, struttura lineare); CCl4, SiCl4, AlCl4 , PBr4+ (32 elettroni nell'ultimo livello energetico, struttura tetraedrica). In questo significato più allargato può succedere che specie isoelettroniche non abbiano la stessa struttura. Ad esempio CO2 e SiO2 hanno 16 elettroni nell'ultimo livello energetico, ma CO2 è una molecola lineare, mentre SiO2 forma un reticolo infinito dove il silicio è tetracoordinato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia Italiana, Isoelettronico, Treccani. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  • (EN) C. E. Housecroft e A. G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3ª ed., Harlow (England), Pearson Education Limited, 2008, ISBN 978-0-13-175553-6.
  • (EN) A. D. McNaught e A. Wilkinson (a cura di), Isoelectronic, in IUPAC. Compendium of Chemical Terminology (the "Gold Book"), 2ª ed., Oxford, Blackwell Scientific Publications, 1997, DOI:10.1351/goldbook.
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