Palazzo dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

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Palazzo dell'Università degli Studi di Napoli Federico II
Federico II Napoli giurisprudenza (panoramica).jpg
La facciata principale del Palazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàNapoli
Indirizzocorso Umberto I, 40
Coordinate40°50′43.17″N 14°15′27.79″E / 40.845325°N 14.25772°E40.845325; 14.25772Coordinate: 40°50′43.17″N 14°15′27.79″E / 40.845325°N 14.25772°E40.845325; 14.25772
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1897 - 1908
UsoSede universitaria
Realizzazione
ArchitettoPierpaolo Quaglia
Guglielmo Melisurgo

Il Palazzo dell'Università degli Studi di Napoli Federico II (in ambito universitario semplicemente Sede centrale) è un imponente edificio neobarocco di Napoli, che si apre lungo corso Umberto I, ad angolo con via Mezzocannone. È sede del Rettorato, degli Organi di Governo e in generale della Direzione dell'ateneo; è sede del Dipartimento di Giurisprudenza.

Fu eretto tra il 1897 ed il 1908 su progetto degli architetti Pierpaolo Quaglia e Guglielmo Melisurgo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'origine dell'opera di realizzazione del Palazzo dell'Università vi fu l'aumento considerevole della popolazione studentesca, che dal 1875 al 1886 raddoppiò. Per questo motivo bisognava mettere in atto una generale opera di sistemazione ed ampliamento del complesso universitario, sito presso la Casa del Salvatore, carente di attrezzature e ormai inadeguato. Oltre a ristrutturare gli edifici gesuitici, su cui insisteva il complesso universitario, bisognava creare nuove sedi. Nell'ambito del Risanamento fu creato all'uopo un progetto, firmato dagli architetti Pierpaolo Quaglia e Guglielmo Melisurgo, che prevedeva la costruzione, a valle del complesso universitario (nel'area un tempo denominata di San Pietro a Fusariello) e prospiciente il neo corso Umberto I, di tre edifici che avrebbero formato corpo unico, nei quali avrebbero trovato posto il Rettorato, le Facoltà di Lettere e di Giurisprudenza e gli Istituti di Chimica e di Fisica. Il nuovo corpo di fabbrica si sarebbe poi collegato al retrostante complesso mediante una monumentale scala (chiamata Scalone della Minerva), che si originava nel cortile del Palazzo dell'Università e terminava nel cortile gesuitico, superando un dislivello di più di 7m.[1] Gli elaborati di massima furono presentati nell'aprile 1893 al ministro dell'Istruzione Pubblica Ferdinando Martini. All'apertura dell'anno accademico (1894-1895) i grafici furono esposti al pubblico nella sala della Biblioteca Universitaria, insieme con un modello in gesso. I grafici esecutivi, insieme con i computi metrici, furono redatti dal Quaglia per l'aspetto formale e dal Melisurgo per quello strutturale; furono presentati al Genio Civile nell'aprile del 1896.

La prima pietra dell'edificio fu posta il 18 ottobre 1896 dal principe di Napoli Vittorio Emanuele, futuro re d'Italia, ma nonostante ciò non si era ancora raggiunto un accordo definitivo sulla facciata: solamente nell'aprile del 1898 venne approvata, da una commissione istituita appositamente dal Ministero dei Lavori Pubblici, la variante definitiva (la quinta) presentata dal Melisurgo. I lavori, diretti dall'ingegnere del Genio Diego Blesio e dal professore Francesco Lomonaco, terminarono nel 1908.

Il Palazzo non subirà modifiche, sia nella parte strutturale che in quella decorativa, sino al 1943: difatti l'edificio venne gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, venne incendiato dai tedeschi in ritirata il 12 settembre 1943 e venne requisito e occupato dagli alleati, il che, finita la guerra, rese d'obbligo l'opera di ristrutturazione/ricostruzione dello stesso. L'edificio subirà un nuovo intervento negli anni ottanta per riparare i danni causati dal sisma.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo dell'Università degli Studi di Napoli Federico II si sviluppa su un fronte di 120m prospiciente il corso Umberto I. L'edificio si sviluppa su tre livelli e presenta due ordini. Il primo è il basamento, che si sviluppa per tutto il primo piano, ed è in bugnato e presenta ampie vetrate arcuate ad intervalli regolari. Il secondo ordine coincide col secondo ed il terzo piano dell'edificio: esso presenta uno sfondo composto da lastre di travertino di Bari interrotto da lesene corinzie in piperno, che l'attraversano per tutta l'altezza, e da una fascia orizzontale, sempre in piperno, che divide i due piani; l'ordine è inoltre scandito da due file di finestre recante uno timpani in piperno curvi, l'altro triangolari.

Frontone centrale con in evidenza il motto dell'ateneo

La facciata presenta una parte centrale leggermente aggettante così come le parti estreme, e sono coronate da frontoni, mentre le due intermedie presentano un attico continuo. Il frontone centrale presenta un altorilievo in bronzo, opera di Francesco Jerace, raffigurante l'imperatore Federico II di Svevia che istituisce la prima Università nel suo Regno con le principali figure del tempo (tra cui Pier della Vigna, illustre giurista che contribuì all'organizzazione dello Studium di Napoli), mentre i frontoni estremi presentano raffigurazioni di allegorie. Nei frontoni laterali, ovvero su via Mezzocannone e via Tari, sono inseriti altorilievi in bronzo di Achille D'Orsi raffigurante in uno Giambattista Vico che insegna la Scienza Nuova e nell'altro Giordano Bruno dinanzi al Tribunale dell'Inquisizione. L'architrave aggettante della parte centrale reca il motto dell'ateneo partenopeo: Ad Scientiarum Haustum et Seminarium Doctrinarum.

L'ingresso, preceduto da una scalinata in marmo fiancheggiata da due sfingi in piperno (opere di Alberto Ferrer e Domenico Pellegrino), è stato concepito a guisa di arco trionfale; è costituito da tre aperture arcuate, dotate di cancellate in ferro, recante gli stemmi delle provincie del Regno di Napoli, è sovrastato da un loggiato ionico corrispondente all'Aula Magna. In corrispondenza del cancello centrale dell'ingresso è presente una soglia/targa commemorativa in ricordo di un marinaio italiano fucilato proprio su quella soglia, per rappresaglia dai tedeschi, durante le Quattro giornate di Napoli.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Scalone a volta rampante con cassettoni ottagonali

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La Sede Centrale dell'ateneo federiciano è raggiungibile tramite:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ASN - Genio Civile, fsc. 185, f.lo 2, relazione generale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alisio Giancarlo, Lamont Young. Utopia e realtà nell'urbanistica napoletana dell'Ottocento, in Officina di Architettura, Roma, 1972, p. 164.
  • Alisio Giancarlo, Il patrimonio architettonico dell'Ateneo Fridericiano, a cura di Fratta A., Napoli, Arte Tipografica, 2004, ISBN 88-87375-60-7.
  • Buccaro A., La sede centrale dell’Università di Napoli: iter progettuale e scelte di eclettismo architettonico, in Fridericiana, vol. 1, nº 4, 1992/1993.
  • Miola A., Il progetto per gli edifici universitari, in Napoli Nobilissima, vol. 3, Napoli, 1984.
  • Monti gennaro Maria, Per la storia dell'Università di Napoli. Ricerche e documenti vari, Napoli, Francesco Perrella, 1924, SBN IT\ICCU\SBL\0732276.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]