Palazzo Guevara di Bovino

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Palazzo Guevara di Bovino
Palazzo Riviera7.JPG
Facciata di Palazzo Bovino
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
IndirizzoRiviera di Chiaia
Coordinate40°49′57.58″N 14°13′34.12″E / 40.83266°N 14.226145°E40.83266; 14.226145Coordinate: 40°49′57.58″N 14°13′34.12″E / 40.83266°N 14.226145°E40.83266; 14.226145
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXIX secolo
Usoprivato
Realizzazione
ArchitettoA. Moscarella
Il palazzo dopo il restauro.

Palazzo Guevara di Bovino è un palazzo monumentale di Napoli ubicato sulla Riviera di Chiaia, nel quartiere Chiaia.

Nel XIX secolo l'architetto Moscarella[1] realizzò un edificio prendendo come modello di riferimento l'architettura rinascimentale fiorentina, in particolare il palazzo Pitti, visibile nella facciata progettata da Giuseppe Pisanti.

L'edificio appartenne dapprima ai Guevara duchi di Bovino; dal 1906 divenne proprietà dei di Marzo. Il primo piano fu abitato dai Pignatelli e poi dal Consolato di Francia.

Il palazzo, su tre piani fuori terra, è interamente in bugnato liscio, con balconate che percorrono l'intera facciata. La sala della biblioteca e il salone da ballo sono stati affrescati da Ignazio Perricci.

Il 4 marzo 2013 un'ala dell'edificio, in corrispondenza del lato sinistro della facciata principale, è crollata[2] (fortunatamente senza causare vittime) a causa dei lavori di realizzazione della stazione "Arco Mirelli" della costruenda Linea 6 della Metropolitana di Napoli, che ne avevano probabilmente compromesso la struttura portante. Dopo una serie di innumerevoli iter giudiziari, a distanza di oltre 5 anni sono stati avviati i lavori di ricostruzione dell'ala crollata e di restauro dell'intero edificio, lavori che sono stati completati nel luglio 2019.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Gleijeses, Chiese e palazzi della città di Napoli, ESI, 1978
  2. ^ Redazione online, Napoli, crolla l'ala di palazzo Guevara Il salone cede, lei è in bagno: salva - Foto, in Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 24 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aurelio De Rose, I palazzi di Napoli, Newton Compton Editori, Napoli, 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]