Orto botanico Lorenzo Rota

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Orto botanico Lorenzo Rota
Bergamo orto botanico.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàBergamo-Stemma.png Bergamo
IndirizzoScaletta di Colle Aperto
Caratteristiche
TipoNaturalistico
Istituzione1972
Apertura1972
Sito web

Coordinate: 45°42′30.83″N 9°39′29.08″E / 45.708564°N 9.658079°E45.708564; 9.658079

L'Orto botanico Lorenzo Rota di Bergamo che si trova sul Colle Aperto di Città Alta, è un piccolo laboratorio naturistico dove la passione e l'arte degli addetti fanno convivere piante esotiche con quelle indigene. È intitolato a Lorenzo Rota, (1818-1853) medico e botanico che per primo descrisse la flora della provincia di Bergamo. I 10.000 campioni da lui raccolti sono custoditi nell’erbario dell’Orto Botanico costituito da circa 50.000 exiccata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato nel 1972 per opera di Luciano Malachini, studioso eccentrico e appassionato di scienza naturali, e Guido Isneghi aerotecnica, conoscitore della flora locale.

La sezione storica di Città Alta “Una Finestra sul Paesaggio” , 3.000 mq con circa 1000 specie, è organizzata i aiuole tematiche in larga misura dedicate alla flora autoctona, ma rappresentative anche della flora italiana e di altri continenti.

Si possono osservare specie botaniche differenti che comprendono endemismi orobici, quali la Sanguisorba dodecandra, nonché diverse specie di piante carnivore (tra tutte la Drosera carnivora), piante acquatiche e piante officinali, in un insieme sapientemente assortito.

Ha portato avanti, con successo, il tentativo di recuperare e reintrodurre una felce quasi del tutto scomparsa, la Osmunda regalis, una volta presente nella Valcalepio e lungo le sponde del fiume Adda

Il sito gode di un panorama verso l'anfiteatro delle Prealpi Orobiche, ma anche verso Città Alta.

È presente anche una piccola serra di piante succulente.

Da maggio 2015 l'Orto botanico si è arricchito di una nuova sezione di Astino - “Valle della Biodiversità” dedicata in particolare alla biodiversità delle piante alimentari, con oltre 1200 varietà dall’Italia e dal mondo, coltivate su una superficie di 9000 mq. nei pressi del monastero di Astino e del SIC “Boschi dell’Astino e dell’Allegrezza"

Parte integrante dell'Orto botanico di Bergamo è la Sala Viscontea, spazio polifunzionale di origine trecentesca, perfetto per accogliere attività culturali per il pubblico.

Durante l’anno vengono organizzate molte attività per avvicinare il pubblico al mondo vegetale, mostre temporanee, laboratori educativi, conversazioni convegni, proiezioni, concerti e spettacoli ecc.

I servizi educativi propongono occasioni di relazione, incontro, scambio, costruzione della conoscenza attraverso attività basate sull’esperinzialità , sulla didattica hands on, sulle metodologie di coinvolgimento attivo come IBSE - Inquiry Based Science Education e sull’interattività.

Negli ultimi anni è stata potenziata la funzione di museo di relazione: l’Orto botanico si rivolge a nuovi pubblici e promuove la coesione e l’inclusione sociale, incentiva progetti di volontariato e accoglie nei propri spazi persone diversamente abili e inserimenti lavorativi.

L’Orto Botanico ha partecipato, in qualità di unico partner italiano al progetto europeo sulla sicurezza alimentare Big Picnic - Big Questions – engaging the public with Responsible Research and Innovation on Food Security.

Lenticchia d'acqua

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Orti botanici e conservazione del patrimonio vegetale in Italia, atti del Convegno di studio Bergamo, 13 ottobre 1995, a cura della Società botanica italiana, Gruppo di lavoro per gli Orti botanici e i Giardini storici, Giardino botanico "L. Rota", Museo civico di scienze naturali "E. Caffi" Bergamo, in collaborazione con Soroptimist international d'Italia, Flora garden club di Bergamo; Bergamo, Stamperia Stefanoni, 1997

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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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