Naturismo

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Spiaggia naturista sul lago di Senftenberg (Repubblica Democratica Tedesca) nei primi anni ottanta

Il naturismo è un movimento che promuove un contatto più diretto e meno artificioso dell'essere umano con l'ambiente naturale, facendo propri il rispetto verso le persone, gli esseri viventi e l'ambiente. Tali caratteristiche essenziali possono essere vissute in determinati contesti anche in nudità. Una persona naturista cerca di avere una vita sana, ad esempio alimentandosi con cibi genuini poco trasformati e di produzione sostenibile, praticando attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nuda avviene spesso in socialità, sia in spazi privati che pubblici.

Il nudismo invece è inteso più propriamente come la semplice pratica della nudità, anche se spesso viene confuso con il naturismo. Viene praticato prevalentemente in zone balneari o turistiche, senza particolari convinzioni legate al rispetto della natura o a una vita sana. La persona nudista solitamente non crea associazioni come invece avviene per la naturista. In questo senso quindi si può dire che il naturismo ha in sé anche una componente nudista mentre il contrario non è necessariamente vero.

Specchio d'acqua marina abitualmente frequentato da naturisti a Charco del Palo, Lanzarote, Spagna

Numerosi termini, come ad esempio nudità sociale, sono stati proposti come sostitutivo dei due termini suddetti senza però assumere la diffusione dei precedenti.

Presupposti comuni ad entrambi, nudismo e naturismo, sono: consapevolezza del benessere che la nudità può donare; considerazione della nudità come una condizione non degradante né offensiva, per sé stessi e per gli altri; totale estraneità ad atti trasgressivi o esibizionistici durante la pratica della nudità sociale.

Parco acquatico naturista a Vendays-Montalivet in Francia

Filosofia naturista[modifica | modifica wikitesto]

«Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, le cui attività non sono direttamente indirizzate al profitto. È caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, il rispetto degli altri e il rispetto dell'ambiente.»

(Art. 1, sez. "Finalità" dello Statuto della Federazione naturista internazionale, approvato dal Congresso nel novembre 2016)

[1]

Il naturismo è un movimento che promuove e difende la consapevolezza del benessere psicofisico che l'essere umano può provare mediante il contatto libero del proprio corpo con l'ambiente naturale (o antropizzato in maniera sostenibile), e mediante l'uso di prodotti e alimenti sostenibili dal punto di vista ambientale e salutari per l'essere umano. Storicamente l'esigenza di esprimere la consapevolezza di tale benessere costituendo un movimento si rende necessaria nell'Europa occidentale sul finire del XIX secolo, per riequilibrare la vita umana in conseguenza degli aspetti eccessivi e/o dannosi dello sviluppo industriale e dell'urbanesimo[2]. Il naturismo è un movimento aperto alla partecipazione di persone di tutte le età: dalle famiglie con figli piccoli alle persone più anziane. Ognuno può trovare ristoro nel benessere offerto dal naturismo.

I naturisti desiderano vivere nel pieno rispetto di sé stessi e del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi dell'ambiente naturale; nel pieno rispetto degli altri, recuperando una socialità di buon livello qualitativo, e nel pieno rispetto dell'ambiente.

Bagnante si dedica alla lettura presso uno specchio d'acqua a Knysna, in Sud Africa

I naturisti pensano che la nudità in sé non sia indecente, né degradante, e ritengono che questa consapevolezza aiuti ad una migliore accettazione del proprio corpo, e di quello altrui. Ritengono che la nudità, in determinati contesti, può essere vissuta in socialità, nel pieno rispetto della moralità pubblica della società. Per il naturista infatti la nudità non costituisce in alcun modo veicolo né pretesto per alterare la moralità dei comportamenti pubblici: trasgressione ed esibizionismo sono del tutto estranei alla pratica naturista.

Pertanto la nudità, che nel naturista abbiamo definito come non accidentale, ma voluta, costituisce un'espressione culturale, un'espressione integrale di corporeità, di vitalità, e di equilibrio psicofisico. Ma quest'ultimo è solo un aspetto (il più clamoroso secondo la visione comune) del naturismo, uno stile di vita e un modo di pensare che implica una visione più ampia dell'esistenza e dell'uomo.

Spiaggia naturista di Odessa

Gli elementi centrali della filosofia naturista sono così riassumibili:

  • la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico;
  • l'utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico;
  • la consapevolezza che lo stato di nudità può dare grande benessere, sia da un punto di vista soggettivo psico-fisico, che da un punto di vista sociale di relazione, contribuendo all'accettazione di sé e degli altri;
  • la riscoperta della “medicina naturale” e delle “medicine complementari” (così dette alternative) che, affiancandosi alla medicina ufficiale, si propongono soprattutto la conservazione dello stato di buona salute e allargano la visione terapeutica dalla patologia del singolo organo al recupero del benessere di tutto il corpo e della sfera psichica connessa;
  • un miglioramento qualitativo dell'alimentazione, privilegiando alimenti poco trasformati industrialmente come alimenti biologici, integrali, prodotti dell'agricoltura biodinamica, o anche seguendo una dieta vegetariana o vegana;
  • un miglioramento delle tecniche didattiche tradizionali per un migliore sviluppo della personalità (ad es. Adolphe Ferrière);
  • la tutela e il rispetto dell'ambiente sia naturale sia antropizzato;
  • il recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni venti e negli anni trenta, dopo le prime esperienze della fine dell'Ottocento, il Naturismo si è consolidato in Spagna, in Francia, in Germania e in Inghilterra. In quest'ultimo paese si nota in quegli anni una tensione quasi utopistica, sebbene minoritaria, ad estendere i benefici effetti del naturismo dal miglioramento della vita del singolo individuo al miglioramento della società intera[3].

In Germania con l'avvento della dittatura Nazista gli ideali naturisti vennero prima proibiti, poi imbrigliati e deformati in una celebrazione del corpo ideale della presunta razza ariana, svuotandosi pressoché completamente dell'originario significato[4], ristabilito solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Notevole è l'apporto che il cilentano Nicola Capo, nato a Laurito nel 1899, ha dato per lo sviluppo e la diffusione del naturismo in Spagna e in particolare a Barcellona[5][6], dove si trasferì. A partire dal 1925 vi pubblicò per molti anni la prima rivista naturista al mondo, "Pentalfa", che raggiungeva una tiratura di trentamila copie, nonostante l'aperta ostilità del franchismo. La Spagna è tuttora tra le nazioni più aperte e favorevoli al turismo naturista[7].

Alla fine degli anni venti negli Stati Uniti, l'immigrato tedesco Kurt Barthel organizzò il primo evento nudista nei dintorni di New York, dove fondò l'American League for Physical Culture.

Dopo la seconda guerra mondiale i movimenti sono cresciuti sia in Europa che negli Stati Uniti.

1983: spiaggia naturista sulle rive dell'Oder a Francoforte

In seguito il naturismo si è diffuso nella maggior parte dei paesi democratici nel mondo e sono attualmente 51[8] i paesi ad avere una federazione nazionale affiliata alla Federazione naturista internazionale (INF-FNI).

Durante gli anni sessanta e settanta in Europa e negli Stati Uniti si è legato spesso alle istanze di libertà di espressione e di vitalità corporea delle giovani generazioni e del movimento hippy.

Ed è stato negli anni sessanta che il naturismo, portato dai tedeschi, si è diffuso in Jugoslavia. In Istria sono nati due grandi villaggi, il Koversada (sull'isolotto di Conversada) nel 1961 e il Valalta nel 1968. Lungo le coste dell'Istria e della Dalmazia, oggi sul territorio della Repubblica di Croazia, sono sorti numerosi campeggi e spiagge naturiste.

In Italia attività naturiste sono attestate, secondo le testimonianze di Bruno Zuculin (console italiano in Brasile nella prima metà del Novecento), dagli anni cinquanta sull'Isola di Ponza e sulle spiagge di Focene, in provincia di Roma. Si tratta di un frequentazione non pubblicizzata e non ancora inserita nel contesto di un associazionismo naturista italiano: i pochi naturisti erano allora iscritti alle associazioni estere o alla Federazione naturista internazionale[9].

A partire dal gruppo di italiani iscritti alla Federazione internazionale viene costituita nel 1964 la prima associazione italiana: l'Unione naturisti italiani (U.N.I.)[9].

Nel 1966 segue l'Associazione Naturista Italiana (A.N.ITA.) e nel tempo altre vengono fondate, coprendo l'intero territorio nazionale.

Un importante momento per il naturismo italiano è stato la creazione nel 1972 della Federazione naturista italiana (FENAIT), che tuttora riunisce la maggior parte delle associazioni naturiste del territorio, e dialoga a livello internazionale con la Federazione naturista internazionale.

Nei primi anni del nuovo secolo, due associazioni naturiste hanno dato vita ad un'altra federazione, la Confederazione naturista italiana, la quale però non fa parte della Federazione naturista internazionale.

Una delle prime spiagge che ha ospitato il naturismo italiano organizzato è il lido di Dante sul litorale di Ravenna. La prima spiaggia autorizzata al naturismo con delibera comunale è stata Capocotta a Ostia, nel 1999. Nel tempo altre sono seguite[10] in varie regioni italiane.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Da rilevazioni effettuate nel 2009 dalle associazioni di competenza, in Europa il numero di naturisti è attestato intorno ai 20 milioni (contro i 40 milioni degli Stati Uniti d'America). Sempre secondo i dati diffusi nel 2009, in Italia, dove non esiste una legge che regolamenti il naturismo e/o il nudismo, i naturisti sono circa 500.000[11].

Nel mondo sono 51 gli Stati che hanno una federazione naturista nazionale aderente alla Federazione naturista internazionale[12].

Luoghi e attività[modifica | modifica wikitesto]

Bagnante presso Migjorn, isole Baleari.

Per motivi culturali e climatici, il naturismo viene praticato maggiormente durante l'estate in strutture attrezzate come campeggi,[13] centri e villaggi di vacanza, centri termali, oppure in spiagge libere o attrezzate. Vi sono tuttavia anche numerose mete e strutture naturiste in zone montuose.[14]

Le attività tipiche di questi centri sono le normali attività di relax e svago presenti in qualunque altra struttura o luogo di vacanza. Alcune, nel pieno spirito del naturismo, danno particolare attenzione agli aspetti ecologici e ambientali.

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche la pratica dell'escursione naturista.

In tutta Europa si contano circa 600 strutture naturiste (campeggi e villaggi turistici) e numerosissime spiagge (oltre 230 solo in Spagna). In Italia finora sono stati autorizzati al turismo naturista vari luoghi[10] da parte delle competenti amministrazioni comunali e si tratta principalmente di spiagge. Con l'autorizzazione si è raggiunto un importante traguardo nell'assicurare la buona frequentazione dei luoghi[15] nello spirito del naturismo.

Non mancano inoltre, in ogni regione, molte altre località con una frequentazione naturista di lunga consuetudine, spesso più che trentennale, riconosciuta dalla popolazione locale anche se non formalmente autorizzata.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'associazionismo naturista ha origine nel XX secolo in Europa e negli Stati Uniti. In Italia le associazioni naturiste nascono nella seconda metà del '900. A livello internazionale, la grande maggioranza delle associazioni naturiste aderisce alla Federazione naturista internazionale (INF-FNI). L'organizzazione è di tipo federativo: le singole associazioni naturiste presenti sui territori si riuniscono in federazioni nazionali, le quali a loro volta costituiscono la Federazione naturista internazionale (lo statuto prevede un solo rappresentante per nazione[16]).

Naturisti dell'associazione Florida Young Naturists, Florida, Stati Uniti d'America.

La federazione italiana facente parte della Federazione naturista internazionale (INF-FNI) è la Federazione naturista italiana (FENAIT).

Tuttavia esistono anche alcune associazioni che non aderiscono alla INF-FNI, come ad esempio la Confederazione naturista italiana.

Giornata mondiale del naturismo[modifica | modifica wikitesto]

La Federazione naturista internazionale istituisce la prima domenica di giugno come Giornata mondiale del naturismo.[14] In tale occasione le associazioni naturiste di tutto il mondo organizzano degli eventi per divulgare la filosofia naturista.

Gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono poi anche gruppi (soprattutto nel mondo anglosassone) che, affiancandosi alle associazioni precedentemente descritte, raccolgono alcuni naturisti in base a scelte in ambito religioso o della cura personale.

  • Naturismo cristiano: i naturisti cristiani danno una attenzione particolare all'accostamento della propria fede cristiana col naturismo. Ritengono infatti che questo accostamento non solo non contrasta con gli insegnamenti fondamentali di Gesù (come esposti nei quattro Vangeli, e nelle epistole del Nuovo Testamento)[17] ma che inoltre il naturismo aiuta a comprendere che la nudità ha valore anche indipendemente dalla sessualità[17] e può aiutare a sviluppare sane relazioni inter-personali. Queste valutazioni trovano riscontro anche nelle parole di Karol Wojtyla, che nel suo magistero "Amore e responsabilità", ha dedicato un capitolo alla nudità, dal titolo "La nudità non è mancanza di pudore", nel quale specifica che "il pudore sessuale non può essere in nessun modo identificato con l'uso dei vestiti. Ci sono circostanze in cui la nudità non è impudica... la nudità in sé non deve essere equiparata alla mancanza di vergogna fisica."[18]
  • Naturismo smooth: (dall'inglese "smooth" ovvero "levigato") indica una preferenza a liberarsi anche dei peli corporei. Coloro che la praticano nei paesi anglofoni si definiscono smoothie e utilizzano la depilazione principalmente su tutto il corpo dal collo in giù.[19][20]

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Ben cinquantuno paesi hanno una federazione naturista esistente in una forma pienamente riconosciuta dal punto di vista giuridico, appartenente alla Federazione Naturista Internazionale[21]. In questi paesi le idee naturiste non incontrano particolari difficoltà e la nudità sociale è sempre possibile nei luoghi deputati al naturismo (spesso anche altrove a seconda delle legislazioni).

Il movimento naturista quindi è largamente riconosciuto a livello internazionale. Alcuni paesi hanno redatto leggi particolari con l'intento di favorirlo e valorizzarlo. La sua natura di movimento culturale che tocca molteplici aspetti della vita umana non pone di solito particolari necessità ai legislatori, eccezion fatta per la nudità sociale, che può rientrare nell'oggetto di leggi specifiche. Le leggi riguardanti la nudità in contesti pubblici variano in maniera significativa a seconda delle caratteristiche culturali, sociali e religiose degli stati. In linea generale, i paesi di cultura europea o con popolazione di origine europea (in Europa, Americhe, Oceania) pur con alcune differenze, non considerano oggi lo stato di nudità pubblica un reato (mancando l'offensività verso il bene tutelato). Alcuni di essi ascrivono la nudità pubblica all'indecenza, se essa è vissuta al di fuori dei contesti in cui è permessa (cioè i luoghi autorizzati al naturismo o con consuetudine naturista). Altri paesi, come la Spagna, non ascrivono la nudità pubblica al novero dell'indecenza, lasciando al legislatore il compito di definire dove essa non è consentita.

Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Proposte di legge[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la prima proposta di legge sul naturismo è stata presentata il 19 ottobre del 1993 dall'onorevole Sauro Turroni (Verdi) su richiesta di Fidenzio Laghi, in nome dell'Associazione naturista emiliano romagnola di cui Laghi era presidente. Fu poi ripresentata nella successiva legislatura cominciata nel 1994, e infine, con il n. 529, nella legislatura cominciata nel 1996, durante la quale fu sottoscritta da 106 deputati di quasi tutti i gruppi parlamentari. Anche Piergiorgio Massidda (Forza Italia) a titolo personale presentò nel 1999 una sua proposta di legge, concorrente, la n. 6490.

Il 21 marzo 2000, la XII Commissione della Camera dei deputati (Affari Sociali) discusse per la prima volta della questione, esprimendo l'esigenza di formulare un testo unico, comprensivo di entrambe le proposte. Venne così nominato un "comitato ristretto" incaricato di svolgere audizioni sulla questione.

Il 24 gennaio 2001 la XII Commissione adottò come testo base la pdl C.529, integrata da quanto elaborato dal comitato ristretto. Nacque così la pdl "Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista", ma volgendo la legislatura ormai al termine essa non venne mai votata né in Commissione né in Aula.

Nel corso della XIV Legislatura vennero presentate ben quattro proposte di legge inerenti al naturismo: la C.286 (Massidda, Forza Italia, il 30 maggio 2001); la S.153 (Turroni, Verdi, il 7 giugno 2001); la C.961 (Pecoraro Scanio, Verdi, il 21 giugno 2001); infine, il 28 luglio 2004, Franco Grillini (Democratici di Sinistra) presentò alla Camera la C.5194 che, al contrario delle precedenti, si limitava alla "Depenalizzazione della pratica del naturismo" e alla "Disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti".

Sottoscritta da 40 parlamentari su 945, tutti dell'opposizione, questa proposta di legge, assegnata alla XII Commissione il 27 settembre 2004, non venne iscritta nel calendario dei lavori della stessa fino alla fine della legislatura. Franco Grillini ha ripresentato il 28 aprile 2006 la proposta di due anni prima, questa volta indicata come C.276. Nel frattempo, il 26 luglio 2006, la Regione Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale dal titolo "Valorizzazione del turismo naturista" avente lo scopo di favorire questa forma di turismo con il riconoscimento di aree demaniali ad essa riservate.

Il 5 dicembre 2008 la senatrice Donatella Poretti del gruppo radicale del Partito Democratico[22] ha presentato al Senato il Disegno di legge n. 1265 Depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo. Il provvedimento è stato controfirmato da Marco Perduca, Anna Maria Carloni, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Vidmer Mercatali e Umberto Veronesi.[23]

Il disegno di legge se approvato, con l'introduzione dell'art. 1, comma II, avrebbe fornito la definizione di naturismo come l'insieme delle pratiche di vita all'aria aperta che, nel rispetto degli altri, della natura e dell'ambiente circostante, utilizzano il nudismo come forma di ricreazione e di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura.

Il significato dell'iniziativa legislativa è quello di autorizzare e regolamentare il naturismo rendendo lecito in Italia un uso radicato da decenni non solo nei Paesi dell'Europa settentrionale, ma in buona parte dei Paesi della costa settentrionale del Mediterraneo, concorrenti dell'Italia nel settore del turismo.[24]

Inoltre si proponeva l'abrogazione dell'art. 726 del codice penale, ritenuto inopportuno perché non in linea con i principi di un moderno diritto penale del fatto. Infatti la norma - stando ai sostenitori - oltreché essere ambigua, mancherebbe dell'offensività del bene giuridico tutelato, caposaldo di un sistema penale garantista e liberale.[24]

Leggi regionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilia-Romagna: la prima legge regionale avente lo scopo di valorizzare il turismo naturista è stata approvata dal Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna il 26 luglio 2006, col titolo “Valorizzazione del turismo naturista”. È stata proposta dall'ex presidente dell'Associazione Nudista Emiliano Romagnola (A.N.E.R.) Fidenzio Laghi alla consigliera regionale Daniela Guerra (Verdi). La legge consiste nella riproposizione, con lievi modifiche, di un testo presentato da Renzo Carella (DS, Vice Presidente del Consiglio regionale), alla Regione Lazio il 29 novembre 2001, ma non approvato per il termine della legislatura[25].
  • Abruzzo: la Regione Abruzzo ha approvato una legge regionale avente lo stesso titolo, ”Valorizzazione del turismo naturista”, in data 30 luglio 2013.
  • Veneto: con la Legge n.7 del 7 febbraio 2014[26] la Regione Veneto riconosce e valorizza il turismo naturista sul proprio territorio. Sulla base di questa legge (Art. 2, comma 1) "Il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati." Inoltre è permesso il naturismo in zone di proprietà pubblica in aree apposite (Art. 3 comma 1): "I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista."
  • Piemonte: legge regionale ”Disciplina del Turismo naturista” del 21 settembre 2015.
  • Lombardia: la regione tratta il turismo naturista all'interno della legge avente come titolo “Politiche regionali in materia di turismo ed attrattività del territorio lombardo” all'art. 2 comma 1.
  • Sardegna: la regione tratta il turismo naturista all'interno della legge regionale 28 Luglio 2017, n. 16 (Norme in materia di turismo), all'articolo n. 36[27].

Sentenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 il Pretore di Ravenna archiviò 14 naturisti sorpresi alla Bassona.

Nel 2000 le sentenze n. 1765[28] e n. 3557[29] della Corte di cassazione hanno di fatto reso legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale della Federazione Naturista Internazionale, su inf-fni.org.
  2. ^ naturismo, su www.treccani.it. URL consultato il 19 marzo 2016.
  3. ^ https://www.jstor.org/stable/10.5325/utopianstudies.28.3.0451?mag=better-living-through-nudity#metadata_info_tab_contents
  4. ^ https://daily.jstor.org/better-living-through-nudity/?platform=hootsuite
  5. ^ Emigra a Barcellona e fonda la prima rivista sul nudismo: Laurito conferisce cittadinanza onoraria a Nicola Capo, su www.ilmattino.it. URL consultato il 2 aprile 2019.
  6. ^ Il Cilento ricorda Nicola Capo: fondò la prima rivista al mondo di naturismo, su Info Cilento, 17 novembre 2017. URL consultato il 2 aprile 2019.
  7. ^ Vacanze naturiste in Spagna. | spain.info Italia, su Spain.info. URL consultato il 2 aprile 2019.
  8. ^ (EN) Richard Gruberbauer, INTERNATIONAL NATURIST FEDERATION, su inf-fni.org. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  9. ^ a b L'UNI, su www.unionenaturisti.org. URL consultato il 2 luglio 2019.
  10. ^ a b Indice e mappa dei luoghi naturisti in Italia, su italianaturista.it.
  11. ^ Nudi alla meta, la festa è in spiaggia - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  12. ^ (EN) Richard Gruberbauer, INTERNATIONAL NATURIST FEDERATION, su www.inf-fni.org. URL consultato il 1º dicembre 2018.
  13. ^ Le Betulle, la culla del naturismo italiano Viaggi originali
  14. ^ a b Giornata mondiale del naturismo festa per mezzo milione di italiani, in la Repubblica, 6 giugno 2009. URL consultato l'8 aprile 2012.
  15. ^ Nudismo, l’uovo di Colombo del turismo italiano, su Linkiesta, 10 luglio 2015. URL consultato il 5 febbraio 2019.
  16. ^ Statuto Archiviato il 4 luglio 2009 in Internet Archive. dell'International Naturist Federation, articolo 3, comma 1
  17. ^ a b Naturist-Christians.org | Our Core Values, su www.naturist-christians.org. URL consultato il 9 aprile 2019.
  18. ^ Liturgical Year : Activities : St. John Paul II on Modesty, su www.catholicculture.org. URL consultato il 9 aprile 2019.
  19. ^ Smooth Naturists
  20. ^ SCL
  21. ^ INTERNATIONAL NATURIST FEDERATION, su www.inf-fni.org. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  22. ^ Atto Senato n. 1265
  23. ^ Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1265
  24. ^ a b Si veda la presentazione al disegno di legge
  25. ^ https://www.unilazio.it/la-nostra-storia/, su UNI Lazio. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  26. ^ Dettaglio Legge Regionale - Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto
  27. ^ Legge regionale approvata il 26 luglio 2017, su consiglio.regione.sardegna.it. URL consultato il 9 aprile 2019.
  28. ^ Sentenza della Corte di Cassazione n. 1765 del 2000
  29. ^ Sentenza della Corte di Cassazione n. 3557 del 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nico Valerio, Guida al nudo, Sugarco, 1980, ISBN non esistente
  • Ada Coppi Ranieri, Naturismo, CIDS, 1988, ISBN non esistente
  • Daniele Agnoli, Storia del naturismo in Italia, UNI, 2000, ISBN non esistente
  • Giovanni Chimirri, Guida illustrata al nudismo, Positive Press, 2000, ISBN 978-88-8429-002-1
  • Paolo Di Orazio e Riccardo Zanello, Guida al naturismo, Mare Nero, 2001, ISBN 978-88-87495-42-3
  • Daniele Agnoli, L'idea naturista in Francia, UNI, 2002, ISBN non esistente
  • Nicolò Spinicchia, Il naturismo, Xenia, 2003, ISBN 978-88-7273-478-0
  • Jean Pascal Marcacci, La spiaggia delle libertà, ANER, 2003, ISBN non esistente
  • Jean Pascal Marcacci, Love & Peace & Naturism, ANER, 2006, ISBN non esistente
  • Monia D'Ambrosio, Il corpo nudo, Sylvia, 2008, ISBN 978-88-88629-02-5
  • Barthe-Deloizy Francine, Géographie de la nudité, Bréal, Rosny-sous-Bois, 2003
  • Pedro López Anadón, El desnudo al desnudo, Libreria Argentina (Uni Yoga), 2006
  • Jean Pascal Marcacci, Storia del Nudismo, Edizioni del Girasole, 2013, ISBN 978-88-7567-563-9

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comme au premier jour, a cura di FFN (1967), Francia
  • Educating Julie, regia di Gail Hardman (1984), Regno Unito
  • Vivre nu, regia di Robert Salis (1993), Francia
  • Act Naturally, regia di J. P. Riley (2011), USA
  • Nudisti per caso
  • Senza buccia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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