Novecento (monologo teatrale)

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Novecento
Monologo in un atto unico
AutoreAlessandro Baricco
Lingua originaleItaliano
Composto nel1994
Prima assolutaluglio 1994
Festival di Asti
Personaggi
  • Tim Tooney (il narratore)
  • Novecento
Riduzioni cinematograficheLa leggenda del pianista sull'oceano, film di Giuseppe Tornatore del 1998
 

Novecento è un monologo teatrale di Alessandro Baricco pubblicato da Feltrinelli nel 1994. Baricco lo scrisse perché fosse interpretato da Eugenio Allegri e con la regia di Gabriele Vacis, che nel luglio dello stesso anno ne fecero uno spettacolo, che debuttò al festival di Asti.

Secondo l'autore il testo può essere definito come una via di mezzo tra «una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce».

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Questo monologo di Baricco, tramite le parole di Max, ex-trombettista del piroscafo transatlantico del Virginian, narra la singolare storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.

Ancora neonato, Novecento venne abbandonato dentro il pianoforte della prima classe del Virginian, all'interno di una cassa di limoni T.D. e viene trovato per caso da Danny Boodman, un macchinista di colore che gli farà da padre, dandogli il suo nome, quello della cassa di limoni (interpretando il T.D. come "Thanks Danny", "Grazie Danny") e il nome del nuovo millennio appena celebrato: il ragazzo viene chiamato Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. Otto anni dopo, Danny morì in seguito a un incidente sul lavoro. Il bambino scompare misteriosamente nei giorni successivi alla morte di Danny a causa di un'ispezione della polizia sul piroscafo e quando ricompare incomincia a suonare il pianoforte per alleviare il suo dolore.

Novecento incontra Max all'età di ventisette anni, durante il primo dopoguerra, quando questi viene assunto sul Virginian. Questo è l'inizio di una sincera e duratura amicizia, la quale non finirà nemmeno con l'abbandono della nave da parte del narratore. Danny Boodman T.D. Lemon Novecento viene descritto dal narratore come un uomo con grandi capacità di apprendimento, che vive attraverso i desideri e le passioni altrui, che si realizza con la musica, che vive sospeso tra il suo pianoforte e il mare, con il quale è in grado di rivivere ogni viaggio, ogni sensazione gli venga raccontata dai passeggeri del piroscafo.

Qualche anno dopo, Novecento viene sfidato in un duello musicale da Jelly Roll Morton, il presunto "inventore del jazz", che viene battuto da Novecento dopo che questi suona un'energica ma delicata sinfonia e, a opera compiuta, accende una sigaretta mettendola a contatto con le corde del piano. Un giorno, improvvisamente, in un momento che Max definisce come "la caduta di un quadro" (inteso come un evento improvviso e casuale), Novecento rivela a lui che è intento a scendere per la prima volta nella sua vita dalla nave. La motivazione che spinge Novecento a compiere il grande passo è assurda, però: vedere il mare. Tale idea gli era stata messa in testa da un contadino inglese che, nel fiore della vita, aveva visto il mare per la prima volta, sentendone la voce; Novecento, volendo sentire questa voce, intende andare sulla terraferma, vivere per anni lontano dal mare e ritornare per sentirne la voce. Tuttavia, Novecento non scende dalla passerella e ritorna nella nave. Un giorno viene proposto al pianista di registrare la sua musica su disco, ma dopo la registrazione, il pianista boccia l'idea e spacca il disco, dicendo che non vuole che la sua musica vada dove lui non vuole.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, le strade di Max e Novecento si divisero, ma il ragazzo non lasciò mai la nave. Alla fine della guerra, Max reincrocia il Virginian e, scoperto che verrà fatto esplodere, chiede ai demolitori di attendere per vedere se riesce a convincere Novecento, che non si è fatto vedere dagli addetti, a scendere. Max ritrova Novecento, ma questi si rifiuta di scendere, spiegando anche come mai non lo fece quella volta che il "quadro cadde": aveva paura della vastità infinita della città: un pianoforte dagli infiniti tasti in cui è impossibile creare una musica umana.

Dalla musica, ma più specificamente dal pianoforte, non troverà mai la forza di svezzarsi, non riuscirà mai a superare la paura di amare e di crearsi delle radici, sopraffatto dalla paura di non riuscire a vedere neanche lontanamente una fine nel mondo al di fuori del piroscafo; perciò dedica la sua esistenza a suonare allo scopo di sgravare i cuori dei passeggeri dalla paura dell'immensità dell'oceano. Piuttosto che raggiungere un compromesso con la vita, preferisce incantare i propri sogni, le proprie speranze, e lasciarsi esplodere, una volta che va dismesso, col transatlantico che per tutta la vita ha conosciuto i suoi timori e custodito i suoi desideri.

Trasposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 ne è stato tratto un film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore. Nello stesso anno Edoardo Bennato pubblica un brano ispirato a Novecento, Sempre in viaggio sul mare, contenuto nell'album Sbandato.

Nel 2008 il libro è stato trasposto in fumetto sul numero 2737 del settimanale Topolino. La storia, dal titolo La vera storia di Novecento, è stata riadattata da Tito Faraci (sceneggiatura) e Giorgio Cavazzano (disegni). Le tavole di questo fumetto sono state esposte alla Fiera del libro di Torino dello stesso anno.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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