Questa storia

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Questa storia
AutoreAlessandro Baricco
1ª ed. originale2005
Genereromanzo
Lingua originale italiano

Questa storia è un romanzo di Alessandro Baricco, pubblicato nel 2005 da Fandango Libri e nel 2007 da Feltrinelli (Universale Economica Feltrinelli).

Composto di 280 pagine, il libro presenta quattro copertine diverse disegnate da Gianluigi Toccafondo: l'artista aveva già collaborato con Alessandro Baricco realizzando le scenografia de L'Iliade, spettacolo teatrale organizzato ed ideato dallo scrittore andato in scena nel 2004 all'Auditorium di Roma.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Racconta la storia di un appassionato di automobili, prima e dopo la Prima Guerra mondiale, un certo Ultimo Parri. Bambino in una campagna del Nord Italia all'inizio del Novecento, il suo destino corre fino agli Anni Sessanta. Il libro è incentrato sulla dicotomia ordine/disordine. Ultimo Parri scopre che l'unico modo di dare senso alla vita, di darle un equilibrio è disegnare un circuito, un circuito perfetto. Nel corso della sua esistenza, che passa anche per la tragedia di Caporetto, Ultimo seleziona, quindi, con cura tutte le "curve" della sua vita. Sarà compito della donna da lui amata scoprire questo circuito e percorrerlo, proprio come nella vita, una sola ed unica volta.

Diviso in cinque parti, Overture ed Epilogo quattro parti sostanzialmente autonome, il libro pone al centro l'automobile da corsa e le passioni che da essa scaturiscono. Tutto ciò lungo il percorso di vita di Ultimo Parri dall'infanzia sino alla morte, indirettamente evocata nelle parole dell'amante Elizaveta.

Ouverture/ L'Infanzia di Ultimo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un prologo, che descrive le prime esperienze di gare automobilistiche agli albori del Novecento, la vicenda si concentra sulla umile famiglia Parri, di estrazione contadina, e in particolare sulla passione del capofamiglia per le (neonate) auto, tanto da aprire un'officina meccanica di riparazione sotto gli occhi del figlio Ultimo che non manca di appassionarsi. Successivamente, con la collaborazione dello stravagante Conte Ambrosio (simbolo letterario di tanti veri noble-drivers come Mike Hawthorn, Alfonso de Portago, Wolfgang Von Trips[senza fonte] tutti destinati a tragica fine), il padre partecipa a gare automobilistiche come meccanico accanto al conte. Ultimo osserva tutto ciò con stupore e ammirazione, fino a che nella sua vita di bambino qualcosa non decide di cambiare, per sempre.

Memoriale di Caporetto[modifica | modifica wikitesto]

Dai terreni mitici dei pionieri dell'automobile si passa al racconto disilluso di uno dei momenti cruciali della prima guerra mondiale, la disfatta di Caporetto che vede Ultimo, adolescente o poco più, protagonista di una guerra scelta come fuga e scoperta come sofferenza, una guerra vissuta e raccontata in quanto avvenimento assurdo e ingiusto nella sua crudezza. Il racconto di quelle ore di follia, che si fa avanzando man mano più concitato(chi narra è un vecchio e esacerbato reduce "costretto" al racconto da un padre addolorato a causa dell'ingiusta condanna del figlio per diserzione). In questa sezione del libro Ultimo è sostanzialmente un personaggio di contorno, mentre la scena è rubata dall'ardimentoso e scapestrato Cabiria.

Elizaveta[modifica | modifica wikitesto]

Scritto in prima persona come la parte precedente, è il diario di Elizaveta, nobile russa fuggita dalla rivoluzione. Siamo ormai negli anni venti ed Ultimo ormai adulto, è in America. Elizaveta poverissima vive miseramente dando lezioni di musica pagate da una ditta di pianoforti di cui Ultimo è incaricato di trasportare e montare. Il diario racconta di imprese maliziose sia sessuali, sia volte a "corrompere le famiglie", ma il diario, come un successivo capitolo confermerà, è per buona parte inventato e a beneficio di Ultimo che lo legge come Elizaveta desidera lasciandolo in bella vista. Il capitolo si conclude con la partenza, o meglio la sparizione di Ultimo.

1947 Sinnhington, Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

L'io narrante questa volta è il fratellastro di Ultimo, nato da una relazione tra il conte Ambrosio e la mamma di Ultimo. Il fratello, molto più giovane di Ultimo è ritardato. Assiste all'addio di Ultimo a un suo amico inglese pilota della Royal Air Force. La guerra è finita e Ultimo comunica al fratello di aver acquistato la pista di atterraggio ormai in disuso per trasformarla in una pista automobilistica essendo questa la sua vera passione.

1950, Mille Miglia[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo della classicissima Mille Miglia un brano intimista è racchiuso letteralmente nelle mura di un'osteria. Un incontro passionale tanto assurdo quanto furtivo, mentre la Grande Corsa ha attirato tutti magneticamente a sé, stendendo un pesante velo di mistero su ciò che succede fino al colpo di scena che potrebbe chiudere il romanzo.

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Torna Elizaveta, per l'effettiva conclusione della storia. Un ritorno anch'esso venato di incognite, dopo che l'autore l'aveva lasciata sofferente sull'ultima pagina del suo diario. Prima che il romanzo finisca e con esso la sua vita di personaggio, Elizaveta è chiamata a compiere l'estremo volere del fu compagno Ultimo,una scelta che lo colloca a pieno diritto accanto ad altri grandi utopisti dell'universo baricchiano: Dann Rail, Plasson, Shatzy Shell.[senza fonte]

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