Seta (romanzo)

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Seta
Autore Alessandro Baricco
1ª ed. originale 1996
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Protagonisti Hervé Joncour

Seta è un romanzo breve di Alessandro Baricco, pubblicato nel 1996 dalla casa editrice Rizzoli.

Nel 2007 dal romanzo è stato tratto il film drammatico Seta del regista francese François Girard.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hervé Joncour, negoziante francese di bachi da seta, per colpa di un'epidemia che li ha colpiti in tutti i paesi europei e africani, è costretto a recarsi in Giappone per comprarne le uova. In questo paese, per lui nuovo e stupefacente, è accolto al palazzo reale di Hara Kei, un uomo enigmatico, che è sempre in compagnia di una giovane ragazza. “I suoi occhi – come descrive Baricco - non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina”. Tra i due nasce un'intensa attrazione, dipanatasi in una triste, segreta e imponente danza di sguardi. Nonostante il suo ritorno a casa, dove l'aspetta la moglie Hélène, non riesce a dimenticare quella ragazza che con il suo volto, il suo sguardo, e il mistero che in esso è avvolto, lo ha stregato. Passa il tempo e, dopo un anno, Hervé riparte per il Giappone motivato - oltre che dagli interessi commerciali - soprattutto da un piccolo biglietto portogli in segreto dalla giovane l'anno prima, che era riuscito a far tradurre una volta giunto a casa. Compie altri viaggi, animati dalla speranza di incrociare, anche solo per un momento, lo sguardo profondo della ragazza. Nell'ultimo di questi trova un Paese distrutto dalla guerra civile. Dopo molte peripezie riesce a trovare la carovana di Hara Kei, che è riuscita a sfuggire alla distruzione. Qui Hervé non solo non riesce a rivedere la bella ragazza "dal viso da ragazzina", ma viene sollecitato da Hara Kei a non far più ritorno in quel luogo. Così Hervé torna in Francia e lì, dopo poco tempo, gli viene recapitata una lettera interamente composta da ideogrammi giapponesi. È quindi facile, per Hervé, desumere che il mittente sia proprio la bellissima e misteriosa ragazza. Scopre infatti che, in quella lettera, la giovane confessa l'amore che non ha mai potuto esprimere a parole, tuttavia concludendo con un addio che appare inderogabile. È ormai chiaro a Hervé che la strada verso il Giappone sia più densa di ostacoli ora rispetto a quando la guerra aveva raggiunto il suo apice; decide di continuare a condurre la sua vita di tutti i giorni, comunque felice, lasciandosi alle spalle le memorie del lontano Giappone. Nonostante ciò, Hervé non è più quello di prima, spesso appare malinconico; del resto, quei viaggi sono stati un'esperienza che lo ha segnato profondamente. Dopo diverso tempo, però, la moglie si ammala e muore. Solo allora Hervé intuisce una sconcertante verità: la lettera d'amore era l'opera fittizia della stessa Hélène. La moglie dell'uomo che sempre appare nel racconto come una passiva e inconsapevole figura di sfondo si riscopre essere ora un personaggio vitale che ha sempre vissuto nel sostrato dell'intera vicenda, non solo agendo, ma amando e soffrendo. Dinanzi a questo riscoperto amore così intenso, privo di conflitto, è come se, nel confronto, quel perturbante sentimento per la ragazza "dal viso da ragazzina", sminuito, impallidisse. E di tutto questo Hervé si rende probabilmente conto, poiché, nella conclusione del libro, ci troviamo di fronte a un uomo sereno, che continuerà a condurre un'esistenza nei luoghi che lo legano alla moglie. Tuttavia, ora che Hervé ha finalmente compreso il significato della parola Amore grazie ad Hélène, il Giappone non è più tacita e solitaria malinconia ma diviene il suono di racconti da condividere.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Questo romanzo è limpido e leggero come la seta: il titolo infatti allude sia al motore della vicenda, che alla trasparenza del racconto stesso. La narrazione è lineare e semplice, sembra nascere quasi dal nulla e dal nulla si sviluppa, come la seta, non solo perché molti personaggi si muovono in una “bolla di vuoto” tra allusioni, silenzi e sospensioni, ma anche perché questo silenzio è espresso dai frequenti bianchi della pagina.

“Seta” è sfuggente ed elusivo, quasi immaginario come un racconto di fiaba, nonostante i frequenti riferimenti storici. Anche il suono dei nomi riesce a evocare un'immagine di leggerezza (Baldabiou, Madame Blanche, Hara Kei). Il romanzo è breve ed efficace, essenziale: del viaggio di Hervé vengono solo riportate alcune immagini in rapida successione, come un gabbiano che sfiori la superficie dell'acqua senza mai tuffarsi. Sono le sensazioni a delineare i luoghi.

La sua essenzialità è un sorprendente manifesto di leggerezza e delicatezza letteraria: le parole sembrano soffiare candidamente petali di dente di leone.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Hervé Joncour: “Era d'altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla”. (Alessandro Baricco)
  • Hélène Joncour: Moglie di Hervé, non smetterà mai di amarlo, vorebbe un figlio, e avrebbe desiderato più di ogni altra cosa essere quella donna[1] che il marito amava.
  • Baldabiou: Enigmatico, non tagliato per i discorsi seri, uomo con uno spiccato senso degli affari, ma disinteressato al denaro.
  • Hara Kei: Importante e severo signore giapponese.
  • Madame Blanche: Propretaria di un bordello, è originaria del Giappone.
  • La misteriosa ragazza

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena del bagno ristoratore di Hervé riecheggia uno dei momenti più famosi dell'Odissea omerica.
  • All'interno del romanzo appare come personaggio Louis Pasteur.
  • Il romanzo contiene due riferimenti all'opera d'esordio di Baricco: Castelli di rabbia.
  • Baldabiou parlando con Hervé ricorda infatti la costruzione di un'enorme ferrovia paneuropea, merito di Dann Rail, protagonista del romanzo succitato.
  • Hervé Joncour parte per l'Egitto su una nave che si chiama "Adel". Lo stesso nome, sempre associato ad una nave, lo si ritrova nei precedenti romanzi dello stesso autore Oceano mare (1993) e Castelli di rabbia (1991): i tre libri formano così la cosiddetta "Trilogia della Adel".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Detto da Madame Blanche riferendosi alla ragazza giapponese di cui è innamorato Hervé

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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