Never Ending Tour

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Never Ending Tour
Bob Dylan 1996.jpg
Bob Dylan in concerto nel 1996
Tour di Bob Dylan
Inizio 7 giugno 1988
Concorde, California
Fine In corso
Spettacoli 3011 (al maggio 2019)

Never Ending Tour (talvolta indicato con la sigla NET) è il nome con cui viene comunemente chiamata la tournée senza fine intrapresa da Bob Dylan il 7 giugno 1988. Dylan ha attribuito molta della versatilità dei suoi spettacoli di questo periodo al talento della sua band, in continua evoluzione nel corso degli anni, con la quale ha registrato gli album Love and Theft (2001), Modern Times (2006), Together Through Life (2009) e Tempest (2012).

L'abilità e la continuità di Dylan nel fare concerti non diminuiscono con il passare del tempo: ha tenuto infatti 99 performance nel 2006, 102 nel 2010 e 85 nel 2013. Secondo il sito bjorner.com, il database più affidabile per ogni ricerca riguardante il cantautore, Dylan ha suonato la sua duemillesima data del Never Ending Tour il 16 ottobre 2007 a Dayton, in Ohio.[1] Negli anni recenti i tour nordamericani estivi di Dylan hanno toccato i luoghi della Minor League Baseball.[2]. Al dicembre 2013, anno che ha segnato il 25º anniversario del Never Ending Tour, Dylan aveva suonato 2565 concerti. Ha raggiunto quota 2600 il 9 luglio 2014, con la performance ad Aarhus, in Danimarca.[3] Ha raggiunto quota 3000 il 19 aprile 2019, a Innsbruck.[4] A fine maggio 2019, il Never Ending Tour è a quota 3011 show.

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del tour è stato coniato dal giornalista Adrian Deevoy nell'intervista con Dylan al magazine Q del dicembre 1989. Il critico Michael Gray ascoltò la registrazione dell'intervista, e in The Bob Dylan Encyclopedia scrive che, benché nell'articolo di Deevoy il nome esca dalla bocca di Dylan, in realtà è stato Deevoy a suggerirlo:

«AD: Dimmi dei concerti. Sei andato dritto in questo tour, un tour praticamente entra all'interno di quello dopo.
BD: Oh, è tutto lo stesso tour.
AD: È il Never Ending Tour?
BD: (senza entusiasmo) Sì, sì.[5]»

Dylan ha sempre avuto scarsa considerazione dell'etichetta Never Ending Tour. Nelle note dell'album World Gone Wrong (1993) ha scritto: «Non stupitevi per le chiacchiere sul Never Ending Tour. C'è stato un Never Ending Tour ma è finito nel '91, quando il chitarrista G.E. Smith se n'è andato. Quel tour è finito da un pezzo, ma ce ne sono stati molti altri da allora. "The Money Never Runs Out Tour" (autunno '91), "Southern Sympathizer Tour" (inizio '92), "Why Do You Look at Me So Strangely Tour" (Europa '92), "The One Sad Cry of Pity Tour" (Australia & West Coast americana '92), "Outburst of Consciousness Tour" ('92), "Don't Let Your Deal Go Down Tour" ('93) & troppi altri per poterli menzionare tutti col loro carattere & progetto».[6]

Il tour si è inaspettatamente interrotto nel maggio del 1997. Dylan annullò tutte le esibizioni in programma dopo la scoperta di una infezione al cuore che poteva anche risultargli fatale.[7] Il tour programmato per giugno in Europa venne cancellato prima dell'uscita dell'album Time Out of Mind, per dare a Dylan il tempo di ristabilirsi. Nel 2001, in un'intervista a Thomas Zeidler rilasciata alla stampa austriaca, il giornalista viennese rivelò che Dylan temeva che in futuro avrebbe potuto essere impossibilitato a calcare la strada. A oggi, l'interruzione del tour dal 3 maggio al 3 agosto 1997 risulta il periodo più lungo lontano da un palco per Dylan durante il Never Ending Tour in un anno solare. L'anno che ha visto il minor numero di concerti è quello iniziale, il 1988 (71); quello che ne ha visti di più è il 1999 (119).

L'introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 15 agosto 2002 al 12 aprile 2012 Dylan è stato introdotto all'inizio dei suoi concerti dall'annuncio di un membro del personale:

«Signore e signori, vi prego di dare il benvenuto al poeta laureato del rock'n'roll. La voce della promessa della controcultura degli anni sessanta. Il ragazzo che costrinse il folk ad andare a letto con il rock. Che si è truccato negli anni settanta ed è sparito nella nebbia dell'abuso di sostanze. Che emerse per trovare Gesù. Che è stato cancellato come una vecchia gloria dimenticata alla fine degli anni ottanta, e che ha improvvisamente liberato dagli ingranaggi un po' della musica più forte della sua carriera all'inizio degli anni novanta. Signore e signori, un artista che registra alla Columbia: Bob Dylan![8]»

Questa introduzione venne adattata da un articolo su Dylan apparso in un giornale locale, il The Buffalo News, il 9 agosto 2002. [9]

Pubblicazioni, trasmissioni e libri[modifica | modifica wikitesto]

L'unico concerto del Never Ending Tour pubblicato ufficialmente è stato quello di MTV Unplugged, uscito nel 1995 ma registrato nel 1994 appositamente per l'emittente televisiva americana e per questo non conteggiato nel computo annuale degli show. I fan, specialmente su internet, scambiano, catalogano e vendono bootleg dei concerti più o meno allo stesso modo di quanto avviene per altri artisti come Phish e The Grateful Dead. Una spiegazione di questo fenomeno sta nel fatto che Dylan tiene concerti sempre diversi uno dall'altro, rielaborando sistematicamente il proprio materiale, stravolgendo totalmente gli arrangiamenti originali dei suoi brani e talvolta persino modificando alcune parti dei loro testi. In generale, ogni show si differenzia da un altro non solo per la scaletta o l'interpretazione, ma anche per tanti piccoli accorgimenti che Dylan e la sua band impongono a ogni singola canzone.

Nel 2005 il sito amazon.com ha trasmesso un concerto del Never Ending Tour nella sua homepage come celebrazione del suo decimo anniversario. All'interno del Bootleg Series Vol. 8: Tell Tale Signs (Rare & Unreleased 1989-2006), pubblicato nel 2008, sono contenuti alcuni brani tratti da show del Never Ending Tour. Nel corso degli anni, alcuni brani registrati in concerto nel corso del NET sono stati resi disponibili sul sito ufficiale di Bob Dylan o utilizzati come b-side di singoli.

Per quanto riguarda la produzione cartacea, Andrew Muir è l'autore del libro Razor's Edge: Bob Dylan and the Never Ending Tour, pubblicato nel settembre del 2001. Il libro tenta di dare una cronaca dei primi quindici anni del Never Ending Tour. Nel 2013 Muir ha aggiornato "Razor's Edge" dando alle stampe "One More Night: Bob Dylan's Never Ending Tour", che si propone di ricoprire il racconto del tour dai suoi inizi nel 1988 fino al 2011.

La band[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo che segue Bob Dylan è cambiato spesso nel corso degli anni, mantenendo tuttavia una conformazione piuttosto stabile nel numero degli elementi (generalmente dai quattro ai sei) e nella varietà degli strumenti. Dal novembre 1994 il cantautore americano ha dismesso l'utilizzo del supporto per armonica, la cui ultima apparizione risale proprio al concerto unplugged registrato per l'emittente americana MTV. Dal 2003, Dylan si presenta sul palco suonando solamente una tastiera con la sonorità del piano, abbandonando quasi del tutto la chitarra, che suona molto di rado sia nel 2003 che nel 2004.[10] Nel 2005 Dylan suona solamente tastiera e armonica. Nel 2006, la tastiera viene sostituita da un organo KORG CX3, che lascerà il palco solo alla fine del tour del 2012. Nel 2006, Dylan non imbraccia mai la chitarra.[10] Nel 2007 riprende a suonarla piuttosto regolarmente, solitamente per due, tre o quattro canzoni a concerto, utilizzando quasi unicamente l'elettrica. L'ultima performance pubblica di Dylan alla chitarra acustica durante il Never Ending Tour risale al concerto di St. Louis del 22 ottobre 2007.[11] Si è presentato con una chitarra acustica alla performance privata tenuta alla Casa Bianca per la cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel gennaio 2010. Nel 2008, Dylan suona la chitarra elettrica soltanto nei concerti autunnali. Nell'autunno del medesimo anno, Dylan inizia anche a eseguire alcuni brani al centro del palco, suonando l'armonica o cantando soltanto, pratica che diverrà abituale dal 2009 in avanti.[12] Al concerto di Parma del 18 giugno 2010 Dylan suona la chitarra elettrica addirittura in sei brani.[13] Dal 30 giugno 2012 Dylan incorpora un pianoforte acustico Yamaha sul palco. Nel corso del resto dell'anno utilizza sia organo che pianoforte e di tanto in tanto suona anche la chitarra elettrica. L'organo KORG CX3 scompare dal palco dopo l'ultimo concerto del 2012. Dylan non suona mai la chitarra tra 2013 e 2015, restando sempre al pianoforte, utilizzando l'armonica e cantando alcune canzoni in piedi al centro del palco. Tra 2016 e 2018 imbraccia l'elettrica in sei concerti: in due show del 2016 per una canzone, in tre show del 2017 sempre per una sola canzone, e nello show di Seoul del 27 luglio 2018 per due canzoni.[14][15] Per grossa parte del 2019, Dylan siede al pianoforte per l'intero concerto, suona di tanto in tanto l'armonica e solo talvolta si porta in piedi al centro del palco.[16] Nella tournée autunnale del 2019, Dylan ricomincia a suonare con continuità la chitarra per un brano o due, tra cui quello d'apertura, in concerti composti quasi sempre da diciannove canzoni.[17] Attualmente la band è composta da:

Fino al 28 agosto 2018 a questa formazione si aggiungeva anche il chitarrista Stu Kimball, che dall'ottobre dello stesso anno non fa più parte del gruppo.[18]

In un'intervista a Rolling Stone del settembre 2006, Dylan disse della sua band:

«Questa è la band migliore che io abbia mai avuto ed in cui io sia mai stato, membro per membro. Quando suoni con delle persone un centinaio di volte ogni anno, sai quello che puoi fare e quello che non puoi fare, come utilizzarle, se ne hai bisogno. Ci vuole un sacco di tempo per trovare un gruppo composto da musicisti individuali. La maggior parte dei gruppi sono delle gang. Sia che si tratti di un gruppo "metal" o di un gruppo "pop" o "rock", c'è sempre quella mentalità da gang. Ma per quelli tra noi che c'erano tanti anni fa, le gang erano i delinquenti. Nessuno di noi aspirava a diventare una gang. In quest'ultimo disco non avevo bisogno di insegnare niente a nessuno. Ora ho nel mio gruppo delle persone che sono in grado di afferrare qualsiasi cosa, tanto che sorprendono persino me.»

( Bob Dylan - L'intervista di Rolling Stone di Jonathan Lethem - settembre 2006, su maggiesfarm.it. URL consultato il 23.05.2008.)

I tour per anno[modifica | modifica wikitesto]

Tra parentesi, il numero di concerti tenuti nell'anno preso in considerazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Log of every Dylan performance, 1958 to Today, Bjorner's Still on the Road, 1º ottobre 2008.
  2. ^ Third Annual Bob Dylan Summer Minor League Baseball Park Tour, Glide Magazine, 30 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2006).
  3. ^ Log of every Dylan performance, 1958 to Today, Bjorner's Still on the Road, 8 agosto 2014.
  4. ^ 2019 EU Spring Tour, su www.bjorner.com. URL consultato il 15 giugno 2019.
  5. ^ Gray, The Bob Dylan Encyclopedia, 173
  6. ^ WORLD GONE WRONG - LINER NOTES by Bob Dylan - DELLE CANZONI (di cosa parlano), su maggiesfarm.it. URL consultato il 23.05.2008.
  7. ^ (EN) Bob Dylan hospitalized with chest infection, CNN Showbiz, 28 maggio 1997. URL consultato il 23 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2007).
  8. ^ Dylan's introduction, August 15, 2002., Bjorner's Still On the Road, 15 agosto 2002. URL consultato il 16 giugno 2007.
  9. ^ The Buffalo News, August 9, 2002, Geocities, 9 agosto 2002. URL consultato il 16 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il ottobre 27, 2009).
  10. ^ a b Expecting Rain • View topic - Bob Dylan on electric guitar [2002 - 2019], su www.expectingrain.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  11. ^ Bob Dylan - Bob Links - St. Louis, Missouri - set list - 10/22/07, su www.boblinks.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  12. ^ Bob Dylan - Bob Links - Berlin, Germany - set list - 04/01/09, su www.boblinks.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  13. ^ Bob Dylan - Bob Links - Parma, Italy - set list - 06/18/10, su www.boblinks.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  14. ^ Bob Dylan - Bob Links 2018/2019 Tour Guide, su www.boblinks.com. URL consultato il 22 giugno 2019.
  15. ^ Bob Dylan - Bob Links - Seoul, South Korea - set list - 07/27/18, su www.boblinks.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  16. ^ Bob Dylan - Bob Links 2018/2019 Tour Guide, su www.boblinks.com. URL consultato il 19 luglio 2019.
  17. ^ Bob Dylan - Bob Links - Moon Township, Pennsylvania - set list - 11/10/19, su www.boblinks.com. URL consultato il 17 novembre 2019.
  18. ^ (EN) Bob Dylan Notes, via @exprain Dylan tour started last night in Phoenix. Big news is a possible change in the band: Stu Kimball didn't play, Charlie Sexton handled all guitar duties. It's unclear if Stu's absence is temporary. The last band change was 10 Oct 2013 when Sexton replaced Colin Linden., su @bob_notes, 2018T08:24. URL consultato il 25 giugno 2019.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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