Museo della guerra bianca in Adamello

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Museo della guerra bianca
in Adamello
LogotipoMuseodellaGuerraBiancainAdamello.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTemù
IndirizzoVia Roma, 40
Caratteristiche
TipoRaccolta museale di materiale bellico
Centro studi e ricerca
FondatoriSperandio Zani[1]
Apertura1974
DirettoreWalter Belotti
Sito web e Sito web

Coordinate: 46°14′55.26″N 10°28′05.98″E / 46.248684°N 10.468327°E46.248684; 10.468327

Il Museo della guerra bianca in Adamello, è un complesso museale con sede a Temù nell'Alta Val Camonica, in provincia di Brescia, e a Colico in provincia di Lecco, dedicato alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio storico-militare derivante della prima guerra mondiale, ed in particolare della cosiddetta guerra bianca in Adamello-Presanella, ovvero il fronte d'alta montagna tra il passo dello Stelvio e il lago di Garda, che caratterizzava una parte del fronte italiano durante la guerra[2].

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo della guerra bianca nasce tra il 1972 e il 1974 ad opera di alcuni privati. Si trattava tuttavia di una apertura provvisoria e solo nel 1984 il museo, collocato nell'antica casèra, aprì le proprie porte al pubblico[3].

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

Le attività svolte dal museo riguardano il censimento, il recupero, la catalogazione, la classificazione, la conservazione e l'esposizione dei beni relativi alla guerra Bianca. Si tratta sia di beni mobili, come ad esempio reperti, manoscritti e fotografie, sia di beni immobili, come strade, sentieri militari e fortificazioni[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nella vecchia sede del museo, nelle tre sale erano collocati oggetti e cimeli storici: armi, baracche da ricovero, oggetti di vita sul campo, stufe, coperte. Nelle sale, collegate da tre lunghi corridoi, erano state esposte al pubblico bandiere, scudi, attrezzature alpinistiche, bombe a mano, oggetti d'uso quotidiano.

La sede del museo è stata trasferita nella piazza del centro di Temù. L'edificio è suddiviso in due piani: al primo piano sono presenti una ricostruzione di una baracca con i materiali originali del conflitto e un cannone da 75/27 Mod. 1911. Si possono inoltre osservare i tipi di proiettile da cannone utilizzati nella guerra e alcune fotografie. Al piano superiore si trovano le bacheche con armi, munizioni, divise dei due eserciti e una ricostruzione di una teleferica anch'essa costruita con pezzi originali del conflitto[5].

I forti di Colico e Fuentes[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 grazie alla collaborazione della regione Lombardia, il museo ha preso in carico dal Comune di Colico la gestione di Forte Montecchio Nord[6], mentre dal 2012 ha avviato la gestione, in accordo con la Provincia di Lecco, del Forte di Fuentes[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albo d'oro[collegamento interrotto]
  2. ^ Museo della Guerra Bianca, museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  3. ^ Associazione "Museo della Guerra Bianca in Adamello", museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  4. ^ Attività, museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  5. ^ Museo di Temù, museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  6. ^ Forte Montecchio Nord, museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.
  7. ^ Forte di Fuentes, museoguerrabianca.it. URL consultato il 13 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Belotti Walter, Le testimonianze della Grande Guerra nel settore bresciano del Parco Nazionale dello Stelvio, Parco Nazionale dello Stelvio, 2001
  • Paolo Robbiati, Guerra bianca Ortles - Cevedale - Adamello 1915-1916, Edizioni Mursia, ISBN 978-88-425-1954-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]