Mulefa

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I Mulefa sono un popolo inventato da Philip Pullman nella sua trilogia di libri Queste oscure materie.

Compaiono nell'ultimo volume della trilogia, Il cannocchiale d'ambra, in cui danno ospitalità a Mary Malone.

Gli individui, chiamati Zalif, sono dei quadrupedi ungulati, ma non sono vertebrati e i loro arti sono disposti a losanga, sono muniti di una proboscide prensile che tramite studiati movimenti serve anche per chiarire il significato delle parole che dicono.

Per spostarsi gli adulti infilano gli zoccoli delle zampe laterali come mozzi in due durissime capsule da semi a forma di ruota che nascono da dei giganteschi alberi, molto più grandi delle nostre sequoie. Queste capsule poi producono uno speciale olio che gli è indispensabile per mantenere vive quelle scintille che li rendono diversi dagli animali.

Pacifici, laboriosi, ospitali e in grande armonia con la natura, i Mulefa vivono in simbiosi con la Polvere, che loro chiamano Sraf (come il riverbero del Sole sull'acqua), e che sono in grado di vedere a occhio nudo. Infatti i fiori degli alberi da ruote, essenziali per la loro sopravvivenza, vengono impollinati proprio dalla Polvere.

L'animale sacro dei Mulefa è il serpente, uno dei pochissimi vertebrati del loro mondo, che, secondo un loro mito, all'inizio dei tempi aveva convinto la prima Zalif a mettere uno zoccolo in una ruota-capsula da semi e, così, ad accendere la scintilla di cui sopra.

Il capo dei Mulefa nella regione in cui arriva Mary Malone è un vecchio Zalif saggio di nome Sattamax; lo Zalif con cui Mary lega di più è una giovane femmina di nome Atal. Proprio nel loro mondo Lyra e Will apriranno la porta per far uscire gli spiriti dal mondo della morte.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il termine inglese trunk, usato da Pullman nel senso di proboscide, è stato erroneamente tradotto in italiano come busto, termine che ricorre per tutto il libro.