Monumento al Marinaio d'Italia

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Monumento al Marinaio d'Italia
Monumento al Marinaio d Italia.jpg
Veduta del monumento
Ubicazione
Stato Italia Italia
Divisione 1 Puglia
Località Brindisi
Indirizzo Via Duca degli Abruzzi
Coordinate 40°38′39.93″N 17°56′49.7″E / 40.644426°N 17.947138°E40.644426; 17.947138Coordinate: 40°38′39.93″N 17°56′49.7″E / 40.644426°N 17.947138°E40.644426; 17.947138
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1932-1933
Inaugurazione 4 novembre 1933
Uso memoriale
Altezza 53
Realizzazione
Costo 2.300.000 lire
Architetto Luigi Brunati
Proprietario Comune di Brindisi
Proprietario storico Ministero della Difesa

Il monumento al Marinaio d'Italia è una struttura a forma di timone alto circa 53 metri[1][2] che spicca sul porto di Brindisi ad un'altezza di 68 metri sul livello del mare; la struttura è in cemento armato interamente rivestita in carparo (pietra calcarenitica compatta di colore dorato). È colloquialmente noto fra i residenti di Brindisi come "il monumento".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della torre

Il monumento è stato realizzato per commemorare i circa 6.000 marinai caduti in occasione della prima guerra mondiale (1915-1918) e la scelta di Brindisi (preferita alla Spezia e Trieste) fu dovuta al ruolo centrale che ebbe la città salentina durante la Grande Guerra.

Per la realizzazione fu indetto un concorso nazionale per architetti e scultori e vi parteciparono ben 92 bozzetti. Il vincitore fu proprio quello di un grande timone con cappella-sacrario presentato dall'architetto Luigi Brunati e dallo scultore Amerigo Bartoli[3].

I lavori per la realizzazione durarono un anno, dal 28 ottobre 1932 all'ottobre del 1933, con un costo finale di 2.300.000 lire dell'epoca[4]. L'inaugurazione avvenne il 4 novembre 1933, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, oltre che di Achille Starace[5].

Nel 1955, nella nicchia sottostante la sommità del monumento, fu posta una statua della Vergine Maria, in ricordo dell'Anno Santo.

Nel 1965 sul lato del porto, di fronte alla cripta, venne installata un'ara votiva, con una fiamma perenne, e vennero scoperte lapidi dedicate ai caduti della Marina Militare nella seconda guerra mondiale.

Nel 1968, durante i lavori di dragaggio dell'avamporto, fu recuperata la campana di bordo della corazzata Benedetto Brin, affondata probabilmente a seguito di un sabotaggio nel porto di Brindisi nel 1915; essa fu posta nella cripta del Monumento.

Nel 2014 il Ministero della Difesa ha ceduto la proprietà del monumento al comune di Brindisi[6].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Presenta alla base una cripta (sacrario) a forma di scafo, ed archi a forma di ogiva, e sull'altare la statua della Vergine "Stella del Mare". Sulle pareti sono riportati i nomi dei circa 6.000 marinai caduti nella grande guerra e dei 33.900 marinai caduti della seconda guerra mondiale. Sul piazzale superiore del monumento sono situate due ancore appartenenti alle navi austro-ungariche "Tegetthoff" e "Viribus Unitis", simboli delle vittorie ottenute dalla Regia Marina nel 1918 nonché due cannoni appartenenti a sommergibili austro-ungarici. Sul lato del porto, a destra ed a sinistra del timone, sono presenti alti muraglioni che riproducono le murate di una nave, accessibili da due ampie scale simmetriche, ai lati della cripta.

Il monumento, gestito oggi dal comune di Brindisi, è visitabile accedendovi dal piazzale retrostante il porto, nel quartiere Casale: dall'interno è possibile ascendere al punto più alto sia tramite una scala elicoidale sia attraverso un ascensore. Dalla sommità del monumento si può godere di un'ottima visuale panoramica sulla città, sul porto, sul Mare Adriatico e sull'aeroporto di Brindisi.

Panorama del porto di Brindisi

Faro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, in occasione nell'80º anniversario dell'inaugurazione[7], sul monumento è stato attivato un faro di segnalamento ad ottica fissa[8] (codici PU-008 - EM68 - ITA107)[9] del porto di Brindisi.

Monumenti simili[modifica | modifica wikitesto]

Il Memoriale navale di Laboe, eretto a Laboe in Germania negli anni 1927-1936 come memoriale per i marinai germanici caduti nella prima guerra mondiale ed oggi dedicato a tutti i marinai di ogni nazionalità morti in mare, ha una forma molto simile al monumento brindisino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monumenti: Monumento al Marinaio d'Italia, su brindisiweb.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  2. ^ Il Monumento al Marinaio d'Italia, su Amministrazione provinciale di Brindisi. URL consultato il 17 agosto 2016.
  3. ^ Il Monumento Nazionale al Marinaio d'Italia, su brindisiweb.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  4. ^ Roberto Piliego, Il Monumento Nazionale al Marinaio d'Italia, su brindisiweb.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  5. ^ I monumenti inaugurati dal re Vittorio Emanuele III, su brindisiweb.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  6. ^ Il Monumento al Marinaio d’Italia ceduto al Comune di Brindisi, in BrindisiOggi, 18 luglio 2014.
  7. ^ IQ7IA Monumento al Marinaio d'Italia WAIL PU-008. URL consultato il 17 agosto 2016.
  8. ^ WAIL - PU-008, ITA-107 - Monumento al Marinaio d’Italia (PDF), su Worked All Italian Lighthouses. URL consultato il 17 agosto 2016.
  9. ^ (EN) Brindisi (New)/Monumento del Marinaio d'Italia Light, su Amateur Radio Lighthouse Society. URL consultato il 17 agosto 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]