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Messia nell'ebraismo

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Pellegrini all'antica sinagoga di Meron (מֵירוֹן) vicino alla tomba di Shimon bar Yochai (1880). Gli ebrei di Safed credevano che il Messia sarebbe arrivato se e quando la porta di questa sinagoga fosse caduta. Nella foto, l'architrave della porta principale è incrinato e si appoggia precariamente, minacciando di crollare; nel 1960, il Dipartimento delle Antichità israeliano ha rafforzato la porta con calcestruzzo, riducendo pertanto le possibilità della venuta del Messia

Il Messia nell'ebraismo (in ebraico: מָשִׁיחַ?, Mašīaḥ, pronunciato mashiach, mashiah o moshiah, moshiach nella dizione ashkenazita; "unto") è un re futuro che porterà la salvezza a Israele e all'umanità. La parola ebraica mashiach si riferisce appunto alla figura del Messia, "l'unto del Signore", nella religione ebraica[1], insieme alle idee e tradizioni ebraiche incentrate su di esso.

Nel Tanakh il rito dell'unzione di un re viene citato tutte e sole le volte che c'è un cambio di dinastia: esso perciò esprime approvazione divina e conferisce legittimità. Analogamente il rito viene eseguito per conferire la carica di sommo sacerdote; figura spesso indicata come "il sacerdote, quello unto" (Cohen ha-Mašīaḥ). L'unico personaggio, non rientrante in queste due categorie, a cui viene attribuito questo titolo è l'imperatore Ciro il Grande (Isaia 45:1), il cui ruolo di liberatore del popolo ebraico lo rende quasi un prototipo del messia escatologico.

Nell'Era Talmudica il titolo Mashiach o Méleḫ ha-Mašīaḥ (in ebraico: מלך המשיח?, nella vocalizzazione tiberiense pronunciato Méleḵ haMMāšîªḥ), letteralmente significa "il Re unto", e si riferisce al leader umano e re ebraico che riscatterà Israele nella "Fine dei giorni" e che la condurrà verso un'era messianica di pace e prosperità sia per i vivi che per i morti.[1] Il Messia ebraico, quindi, si riferisce a un leader umano, discendente fisicamente dalla stirpe di Re Davide, che governerà e unirà il popolo di Israele[2] e che lo condurrà verso l'Era Messianica[3] di pace globale e universale. Il Messia ebraico, a differenza di quello cristiano, non viene considerato divino e non corrisponde alla figura di Gesù di Nazaret.[4]

Origini e interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Porta d'Oro di Gerusalemme da cui, secondo la tradizione ebraica, entrerà il Messia (Ezechiele 44:1-3)[5]

Tradizione storica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'escatologia ebraica, il termine mashiach, o "Messia", finì per riferirsi ad un re futuro, discendente dalla Casa di Davide, che sarà "unto" con l'olio sacro e regnerà sul popolo ebraico durante l'Era Messianica.[6][7][8] Spesso il Messia è chiamato "Re Messia", o in ebraico melekh mashiach (מלך משיח), e in aramaico malka meshiḥa.[9]

Le interpretazioni dell'ebraismo ortodosso in genere sostengono che il Messia discenderà dal padre secondo il lignaggio della Casa di Davide,[10] e radunerà gli ebrei riportandoli in Terra di Israele, inaugurerà un'era di pace, costruirà il Terzo Tempio, genererà un erede maschio, ricostituirà il Sinedrio e così via. La tradizione ebraica allude a due redentori, entrambi chiamati mashiach e coinvolti nel dare avvio all'Era Messianica: Mashiach ben David e Mashiach ben Yosef. In generale, il termine Messia (senza qualificarlo) si riferisce a Mashiach ben David (Messia, figlio di Davide).[6][7]

Talmud[modifica | modifica wikitesto]

Il Talmud riporta una lunga discussione sulla venuta del Messia (Sanhedrin 98a–99a, et al.) e descrive un periodo di libertà e di pace, che rappresenterà il tempo del bene ultimo per gli ebrei e per tutta l'umanità.

Nel Bavli (Talmud babilonese), il trattato Sanhedrin presenta quindi una disamina degli eventi che portano al ritorno del Messia, ad esempio:

« Rabbi Johanan disse: Quando vedrete una generazione sprofondare sempre di più, attendete [il Messia], dal momento che è scritto, e "Il popolo afflitto tu salverai" [II Samuele 22:28]. Rabbi Johanan disse: Quando vedrete una generazione sopraffatta da molte tribolazioni, come se fosse un fiume debordante, attendetelo, perché è scritto "quando i nemici arriveranno debordanti, lo Spirito del Signore innalzerà uno stendardo contro di loro"; cosa che è seguita da "e il Redentore verrà a Sion" »
(Rabbì Johanan)
« Rabbi Johanan disse inoltre: Il figlio di Davide verrà soltanto in una generazione che sia del tutto pia o del tutto malvagia". 'in una generazione dove tutti quanti sono dei giusti,' — come è scritto, Anche la gente dovrà essere del tutto pia: devono ereditare la terra per sempre. 'Oppure tutti quanti malvagi,' — come è scritto, "E lui vide che non vi era nessun uomo, e si meravigliava del fatto che non vi era alcun intercessore"; ed è scritto [altrove], "Per il mio destino, anche per il mio unico proprio avvenire, Io lo farò »
(R. Johanan[11])

Attraverso la storia ebraica, gli ebrei hanno confrontato questi passaggi (e altri) con eventi contemporanei alla ricerca dei segni dell'imminente arrivo del Messia, continuando ai tempi odierni. Ad esempio, molti leader dell'ebraismo ortodosso hanno suggerito che la devastazione tra gli ebrei segnata dall'Olocausto può rappresentare un segno di speranza per l'imminente arrivo del Messia[12] (per approfondire, cfr. Teologia dell'Olocausto). Il Talmud racconta molte storie riguardo al futuro Messia, alcune di queste rappresentano famosi rabbini talmudici mentre ricevono apparizioni personali del profeta Elia e del Messia. Ad esempio:

« R. Joshua b. Levi incontra Elia in piedi all'entrata della tomba del rabbino Simeon ben Yohai. Gli domandò: 'Avrò una porzione nel mondo a venire?' Lui replico, 'se questo Signore lo desidera.' R. Joshua ben Levi disse, 'Io vidi due, ma ho ascoltato la voce di un terzo.' In seguito gli domandò, 'Quando verrà il Messia?' — 'Vai e domandaglielo tu,' fu la sua replica. 'Dov'è seduto?' — 'All'entrata.' E in base a quale segno potrei riconoscerlo?' — 'Lui è seduto tra i poveri lebbrosi: gli altri tolgono [loro] le bende tutti assieme, e poi li rifasciano tutti assieme, mentre Lui li sbenda e li benda separatamente, [prima di trattare il prossimo], mentre pensa, sarò Io voluto? [e arrivato il tempo per la mia comparsa come il Messia] Io non devo ritardare [anche se devo ancora bendare molte piaghe].' Dunque il rabbino si recò da Lui e andò a salutarlo, dicendo, 'pace su di Te, Mastro e Maestro.' Lui replicò: 'pace su di te, Oh figlio di Levi,'. Il rabbino chiese 'Quando verrà Signore?', 'Al giorno d'oggi', fu la sua risposta. Tornando da Elia, chiese al rabbino, 'Che cosa ti ha detto?' — Rispose: 'pace su di te, Oh figlio di Levi'. In quel posto [Elia] osservò, 'Dunque allora ha assicurato a te e a tuo padre [una parte nel] mondo a venire.' 'Lui mi parlò in modo ingannevole,' disse lamentandosi, 'affermando che sarebbe venuto al giorno d'oggi, ma non lo ha fatto.' Allora [Elia] gli rispose, 'Questo è quello che vi ha detto, al giorno d'oggi, se sentirete la sua voce.'[11] »

Interpretazione di Maimonide[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gesù nell'ebraismo.

Il rinomato medico e filosofo ebreo Maimonide esaminò la questione del Messia nella Mishneh Torah, una delle sue opere principali in 14 volumi, compendio della Legge ebraica (Halakhah), nella sezione Hilkhot Melakhim Umilchamoteihem, capitoli 11 & 12.[13]

Secondo Maimonide Gesù di Nazaret non è il Messia, come viene affermato dai cristiani e dai mussulmani. Nella sua Mishneh Torah scrive:

« Quanto a Gesù di Nazaret, che dichiarò di essere l'unto e fu condannato dal Sinedrio, Daniele aveva già profetizzato di lui così: "E alcuni uomini violenti del tuo popolo si leveranno per dar compimento alla visione, ma cadranno" (Daniele 11:14). »
(Mishneh Torah, Sefer Shofetim[14])

Antico Israele[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tanakh.
Frammento di manoscritto dei Rotoli del Mar Morto con trascrizione in ebraico

Molti tra i requisiti specificati nei testi concernenti il Messia, risultano quelli che, durante il suo regno, si trovano nel Libro di Isaia, anche se alcuni dettagli vengono menzionati in brani di altri testi profetici ebraici canonici. L'interpretazione se tali brani nel contesto originale della Bibbia ebraica siano messianici, varia da esegeta ad esegeta, che siano questi antichi studiosi o saggi rabbini o accademici moderni. Quanto segue si riscontra appunto in Isaia, Zaccaria, Ezechiele e Amos:

Secondo Tempio e apocalittismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Secondo Tempio e Terzo Tempio.

La maggioranza dei testi scritti durante il periodo del Secondo Tempio non fanno riferimento ad una Messia della fine del mondo.[15] Tra i Rotoli del Mar Morto, ci sono alcuni riferimenti, tra cui il manoscritto 4Q521, l'"Apocalisse Messianica".[16] Altri concetti messianici si riscontrano negli apocrifi e pseudoepigrafi dell'Antico Testamento.[17] Allusioni messianiche vengono fatte per certi personaggi del passato, tra cui Menachem ben Hezekiah che tradizionalmente nacque nello stesso giorno in cui il Secondo tempio fu distrutto.[18]

Posizioni correnti[modifica | modifica wikitesto]

Ebraismo ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

L'ebraismo ortodosso sostiene che gli ebrei siano obbligati ad accettare i 13 principi della fede formulati da Maimonide nella sua introduzione al Capitolo Helek del Pirush Hamishnayot ("Commentario alla Mishnah"). Ciascun principio inizia con le parole Ani Maamin ("Io credo"). Il Principio numero 12 è quello principale riguardo al Mashiach. Il testo è il seguente:[19][20]

«  אני מאמין באמונה שלמה בביאת המשיח, ואף על פי שיתמהמה עם כל זה אחכה לו בכל יום שיבוא

Ani Maamin B'emunah Sh'leimah B'viyat Hamashiach. V'af al pi sheyitmahmehah im kol zeh achake lo b'chol yom sheyavo.

Io credo con fede assoluta nella venuta del Messia e, anche se dovesse tardare, pur tuttavia attendo ogni giorno la sua venuta. »

Ebraismo chassidico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chassidismo.

Gli ebrei chassidici tendono avere una fede ardente e particolarmente ferma sulla venuta prossima del Messia e sulla capacità delle loro azioni di accelerare tale venuta.[21] A causa della presunta devozione, saggezza e capacità di leadership dei loro Maestri, i membri delle comunità chassidiche a volte sono inclini a considerare i loro Rebbe dinastici come potenziali candidati del Messia. Molti ebrei,[22] specialmente i chassidim, aderiscono alla convinzione che ci sia una persona nata ogni generazione con il potenziale di diventare il Messia, se il popolo ebraico giustifica la sua venuta; questo candidato è noto come lo Tzadik Ha-Dor, che significa Tzadik della generazione. Tuttavia, pochi azzardano il nome di un probabile candidato.[23]

Ebraismo conservatore[modifica | modifica wikitesto]

L'ebraismo conservatore ha insegnamenti diversi e piuttosto vari. Mentre conserva i tradizionali riferimenti ad un redentore personale e recita preghiere per la restaurazione della Stirpe di Davide nella liturgia, gli ebrei conservatori sono più portati ad accettare l'idea di un'Era Messianica. Emet Ve-Emunah, la dichiarazione dei principi del movimento conservatore, afferma quanto segue:[24]

« Dal momento che nessuno può dire con certezza cosa accadrà nell'era messianica, ognuno di noi è libero di sviluppare una propria speculazione personale. Alcuni di noi accettano che queste speculazioni siano letteralmente vere, mentre altri le interpretano come metafore elaborate... Per la comunità mondiale noi sogniamo un'epoca in cui la guerra sarà abolita, quando la giustizia e la compassione saranno assiomi del tutto, come dice Isaia 11: "... La saggezza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare." Per la nostra gente, sogniamo il raduno di tutti gli ebrei a Sion, dove potremo nuovamente essere padroni del nostro destino ed esprimere il nostro genio distintivo in ogni ambito della vita nazionale. Affermiamo la profezia di Isaia (2:3) "...Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore."

Non sappiamo quando verrà il Messia, oppure se sarà una figura umana carismatica o un simbolo della redenzione dell'umanità dai mali del mondo. Attraverso la dottrina di una figura Messianica, l'Ebraismo ci insegna che ogni essere umano come individuo deve vivere come se lui o lei, individualmente, avesse la responsabilità di fare arrivare l'era messianica. Al di là di questo, noi ci facciamo eco delle parole di Maimonide basate sul profeta Abacuc (2:3), "se indugia, attendilo, perché certo verrà e non tarderà". »

("Emet ve-Emunah: Statement of Principles of Conservative Judaism")

Ebraismo riformato e ricostruzionista[modifica | modifica wikitesto]

L'ebraismo riformato e l'ebraismo ricostruzionista generalmente non accettano l'idea che verrà un Messia. Alcuni credono che potrà esserci un'Era Messianica (il "Mondo a venire") nel senso di un'"utopia", che tutti gli ebrei hanno l'obbligo di fare buone azioni per raggiungerla (da cui la tradizione del Tikkun Olam). Rispecchiando la sua posizione filosofica, l'ebraismo riformato – al contrario di quello conservatore – ha cambiato le preghiere tradizionali inserendo "Redenzione" al posto di "Redentore", rimuovendo anche le invocazioni per la restaurazione della Casa di Davide.[25]

Nel 1999, la Central Conference of American Rabbis, ente ufficiale dei rabbini riformati americani, hanno prodotto una dichiarazione dei principi intitolata "A Statement of Principles for Reform Judaism", con lo scopo di descrivere e definire lo stato spirituale dell'ebraismo riformato moderno. In un commentario allegato alla dichiarazione, si afferma:

« Era Messianica: La Piattaforma di Pittsburgh 1885 rifiutò la tradizione ebraica di speranza che un erede di re Davide giungesse quando il mondo fosse stato pronto ad accettarlo come l'Unto (significato originale di mashiach, anglicizzato in "messiah"). Tale figura avrebbe regnato in nome di Dio su tutto il popolo e infine avrebbe inaugurato un'era di giustizia, verità e pace. Nell'Avot, prima preghiera dell'Amidah, i riformati cambiarono la speranza [citata] nel libro di preghiere da go-el, "redentore", a geulah, "redenzione". Originalmente quest'idea rifletteva la visione di Georg Wilhelm Friedrich Hegel e dei positivisti francesi che la società stesse diventando sempre più illuminata. Gli avvenimenti cataclismici della prima metà del XX secolo infranse tale visione e la maggioranza degli ebrei riformati vide l'era messianica come un tempo probabilmente molto distante. Tuttavia noi rinnoviamo la nostra speranza quando esprimiamo la fede che lo Shabbat sia mey-eyn olam ha-ba, un esempio del mondo a venire, quando cantiamo di Elia, messaggero del messia,, quando Havdalah annuncia la chiusura dello Shabbat, quando apriamo la porta ad Elia alla fine del Seder pasquale e quando esprimiamo la speranza nel primo paragrafo del Kaddish che la sovranità di Dio si avveri durante i nostri giorni. »
(CCAR Platforms[26])

L'ebraismo ricostruzionista respinge le idee sia di un Messia personale che di un'era messianica istituita divinamente. Insegna però che gli esseri umani possono contribuire a realizzare un migliore mondo futuro. Come ha fatto l'ebraismo riformato, anche quello ricostruzionista ha alterato le preghiere tradizionali in modo da non riferirsi più ad un Messia personale.[27]

Messianismo Chabad[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Messianismo Chabad.

Messianismo Chabad, o Messianismo Lubavitch, è un termine usato per descrivere una gamma di credi nell'ambito del movimento chassidico Chabad-Lubavitch, che riguarda il defunto leader Rabbi Menachem Mendel Schneerson e la sua presunta posizione di Messia ebraico.[28] Mentre alcuni credono che il Rebbe sia morto ma che ritornerà in qualità di Messia, altri sono convinti che sia semplicemente "nascosto".[29] La maggioranza nega l'idea che egli sia il messia rivelato. La prevalenza di tali opinioni all'interno del movimento è disputata.[30][31][32]

La credenza che Schneerson sia il Messia va indietro agli anni cinquanta; si rafforzò durante il decennio precedente alla sua morte nel 1994 ed è tuttora dibattuta, contestata e spesso rinfocolata anche nell'ambito di altri movimenti ebraici ortodossi.[33][34]

Schneerson comunque dichiarò spesso che il Messia era vicino, esortando tutti a pregare per la sua venuta e di fare tutto il possibile affinché ciò avvenisse presto, compiendo atti di buona volontà e compassione.[35] Alla fine degli anni ottanta, il Rebbe stimolò i suoi seguaci a coinvolgersi in attività di sensibilizzazione con lo scopo di far arrivare l'Era Messianica,[35] fatto che creò controversie circa le credenze del movimento Chabad.[36]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "What is the Jewish Belief About Moshiach?", su chabad.org
  2. ^ Megillah 17b-18a, Taanit 8b
  3. ^ Sotah 9a
  4. ^ "The Personality of Mashiach", su chabad.org.
  5. ^ The Gates of Jerusalem, Israel.
  6. ^ a b (EN) Rabbi Prof. Dr. Jacob Immanuel Schochet, Moshiach ben Yossef, in Tutorial. URL consultato l'11 maggio 2016.
  7. ^ a b (EN) Gerald J. Blidstein, Messiah in Rabbinic Thought, in MESSIAH. URL consultato l'11 maggio 2016.
  8. ^ (EN) Joseph Telushkin, The Messiah, su The Jewish Virtual Library, Jewish Literacy. William Morrow, 1991. Reprinted by permission of the author. URL consultato l'11 maggio 2016.
  9. ^ (EN) David Flusser, Second Temple Period, in Messiah. URL consultato l'11 maggio 2016.
  10. ^ Si veda Aryeh Kaplan: "The Real Messiah: A Jewish Response to Missionaries".
  11. ^ a b Bavli, Sanhedrin 98a
  12. ^ Aviezer Ravitzky, Messianism, Zionism, and Jewish Religious Radicalism, trad. di Michael Swirsky & Jonathan Chipman, Chicago Studies in the History of Judaism, 1996.
  13. ^ Maimonide scrive tra l'altro: "Il re consacrato (unto) è destinato a rivelarsi e ripristinare il Regno davidico alla sua antichità, alla prima sovranità. Costruirà il Tempio di Gerusalemme e radunerà le tribù perdute di Israele. In quei suoi giorni tutte le leggi ritorneranno come erano originariamente... secondo tutti i precetti citati nella Torah. Chiunque non crederà in lui, o chiunque non attenda la sua venuta, non solo rinnega gli altri profeti, ma anche la Torah e Mosè nostro maestro. Poiché la Torah testimonia di lui così: «Allora il Signore tuo Dio farà tornare i tuoi deportati, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli... Quand'anche i tuoi esuli fossero all'estremità dei cieli... e di là ti riprenderà» etcetera (Deuteronomio 30:3–5)."
    "Non crediate che il re consacrato faccia miracoli e dia segni e crei nuove cose nel mondo o faccia risorgere i morti e via dicendo. La questione non sta così: Poiché Rabbi Akiva era un grande saggio della Mishnah e assistente guerriero del rivoluzionario Bar Kokhba, e dichiarò che questi era il re consacrato. Egli e tutti i Saggi della sua generazione lo considerarono il re unto, fin tanto che fu ucciso dai peccati; solo dopo che fu ucciso essi seppero che non era [il re consacrato]. I Saggi non gli chiesero miracoli né segni..."
    "E se un re verrà dalla Stirpe di Davide, studiando la Torah e osservando i comandamenti come suo padre Davide, secondo la Torah Scritta e Orale, e spinga Israele tutta a seguirla... e combatterà le guerre di Hashem, costui dovrà essere considerato l'unto. Se riuscirà a costruire un Tempio Santo nel giusto luogo e radunerà i dispersi di Israele, costui è veramente il re consacrato e sanerà il mondo intero facendo a tutti adorare il Signore, come è detto: "Allora io darò ai popoli un labbro puro perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano di comune accordo.(Sofonia 3:9)."
    "Ma se non riuscirà in tutto ciò, o sarà ucciso, diviene chiaro che costui non è quello che la Torah ci ha promesso ed è invero come tutti i re giusti della Casa di davide che morirono. Il Santo, che Egli sia benedetto, lo ha insediato solo per mettere alla prova il popolo, così: "Alcuni saggi cadranno nel chiarire queste parole e interpretare quando avverrà il tempo della fine, che dovrà venire al tempo stabilito" (Daniele 11:35).
  14. ^ Maimonide, Mishneh Torah, Sefer Shofetim, Melachim uMilchamot, cap. 11, Halakhah 4.
  15. ^ John J. Collins, Origins of Apocalypticism in Judaism and Christianity, Volume 3, Bernard McGinn, 2000, p. 224: "Vale a dire che la vasta maggioranzadei testi ebraici del Secondo Tempio non fanno riferimento ad un leader messianico della fine dei tempi. ... il Documento di damasco, la Regola della Congregazione, Commentario di Genesi, 4Q521 (Apocalisse Messianica), ..."
  16. ^ Emanuel Tov, Textual Criticism of the Hebrew Bible, Assen, Uitgeverij Van Gorcum, 2001, s.v.
  17. ^ James H. Charlesworth, The Old Testament pseudepigrapha and the New Testament, 1985, p. 111: "Il seminario si concentrava sull'importanza dei vari titoli messianici e sulle idee espresse nei pseudoepigrafi dell'Antico Testamento e la loro importanza per una migliore comprensione delle origini della Cristologia."
  18. ^ Raphael Patai, The Messiah Texts, 1988, p. 24: "La lista dei Redentori leggendari, o figure carismatiche quasi-messianiche, include Mosè, Elia (cfr. cap. 14, ... il Primo Tempio fu distrutto), Menachem ben Hezekiah (che naque proprio nello stesso giorno in cui il Secondo Tempio fu distrutto...)"
  19. ^ John J. Parsons, 12th Principle: Mashiach is Coming, su http://www.hebrew4christians.com/, Hebrew for Christians. URL consultato il 12 maggio 2016.
  20. ^ (HE) שליט"א (Shlita) הרב יהודה חיון (Rabbi Yehuda Hayon), he:יסוד האמונה בביאת המשיח וחיוב הצפיה לבואו, su אוצרות אחרית הימים (Tesori della fine dei tempi), ניאל ענתי (Daniel Enti), 2011. URL consultato il 12 maggio 2016.
  21. ^ "Name of Messiahs", su Dancing with Angels - "Hebrew Kabbalah Meditation from Torah to Self-Improvement to Prophecy", University of Utah.
  22. ^ Si veda la spiegazione di Obadiah di Bertinoro su Megillat Rut e i responsa halakhici del Chasam Sofer su Choshen Mishpat, Vol. 6, Cap. 98, dove tale interpretazione è esplicita.
  23. ^ "The Tzaddik HaDor", diReb Nati, su Mystical Paths.
  24. ^ Emet ve-Emunah: Statement of Principles of Conservative Judaism, The Rabbinical Assembly, NY, pp. 28–32.
  25. ^ George Robinson, Essential Judaism: A Complete Guide to Beliefs, Customs and Rituals, Simon & Schuster, 2000, pp. 232-236. ISBN 0-671-03480-4
  26. ^ "Platforms Adopted by the CCAR", sul sito ufficiale CCAR.
  27. ^ Rifat Sonsino, The Many Faces of God: A Reader of Modern Jewish Theologies, 2004, pp. 22–29 & passim.
  28. ^ "Un’altra 'Seconda Venuta'? La Comunità ebraica in disaccordo sulla nuova forma di messianismo Lubavitch", George Wilkes (2002). Reviews in Religion & Theology 9 (4), 285–289.
  29. ^ Zalman I. Posner, The Splintering of Chabad (PDF), in Jewish Action-The Magazine of the Orthodox Union, Orthodox Union, Autunno 2002. URL consultato il 12 maggio 2016.
  30. ^ "Messianic Excess", David Berger, The Jewish Week, 25/06/2004.
  31. ^ The Rebbe's Army: Inside the World of Chabad-Lubavitch by Sue Fishkoff, p. 274.
  32. ^ The Latest News | The Jewish Week
  33. ^ (EN) "After Rebbe’s Death, Lubavitchers Continue to Spread His Word", Matthew Hirshberg, The Columbia Journalist, 21/02/2006
  34. ^ (EN) Toward the Millennium: Messianic Expectations from the Bible to Waco, Peter Schäfer, Mark R. Cohen
  35. ^ a b The Encyclopedia of Hasidism, voce "Habad", Jonathan Sacks, pp. 161–164.
  36. ^ IDF Says ‘No’ to Meshichist ‘Yechi’ Yarmulkes, su theyeshivaworld.com, The Yeshiva World News – 31 luglio 2012. URL consultato il 12 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Abraham Cohen e Jacob Neusner, Everyman's Talmud: The Major Teachings of the Rabbinic Sages (1ª ed. 1949), Schocken Books, 1995. ISBN 0-8052-1032-6
  • Robert Gordis (cur.), Emet Ve-Emunah: Statement of Principles of Conservative Judaism, Jewish Theological Seminary of America, 1988
  • Julius Guttmann, Philosophies of Judaism, trad. David Silverman, JPS, 1964
  • Moshe Idel, Messianic Mystics, Yale University Press, 1998, trad. Fabrizio Lelli, Mistici messianici, Milano: Adelphi, 2004 ISBN 88-459-1862-9
  • Maimonide, Mishneh Torah, cap. Hilkhot Melakhim Umilchamoteihem ("Leggi di Re e Guerre")
  • Moses Maimonides's Treatise on Resurrection, trad. Fred Rosner (1997), Lanham, Rowman & Littlefield, 2004.
  • Jacob Immanuel Schochet, Mashiach. The Messianic Era in Jewish Law, S.I.E., 1992
  • Gershom Scholem, Sabbetay Sevi: il messia mistico 1626-1676, introduzione di Michele Ranchetti, trad. di Caterina Ranchetti e Milka Ventura, Torino: Einaudi, 2001
  • Gershom Scholem, L'idea messianica nell'ebraismo e altri saggi sulla spiritualità ebraica, a cura di Roberto Donatoni e Elisabetta Zevi, con una nota di Saverio Campanini, Milano: Adelphi, 2008

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