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Moshe Idel

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« Sorregge la nostra lettura moderna l'immensa competenza amorosa di Moshe Idel, lo studioso e «tzaddìk», il giusto assegnato alla nostra epoca. »

(Erri De Luca[1])

Moshe Idel (Târgu Neamț, 19 gennaio 1947) è uno storico, filologo e accademico rumeno naturalizzato israeliano.

Nato in Romania, Moshe Idel si è trasferito in Israele nel 1963, dove ha iniziato a insegnare dal 1975.

Moshe Idel nel 2008

La persona[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 ha ricevuto l'Israel Prize per l'eccellenza dei suoi studi sul pensiero ebraico, argomento che insegna alla cattedra che fu di Gershom Scholem. Nel 2002 gli è stato conferito l'Emmet Prize e dal 2006 fa parte dell'Israeli Academy.

È stato visiting professor presso diverse istituzioni, tra cui il Jewish Theological Seminary di New York (dove è Centennial Scholar-in-Residence), la UCLA di Los Angeles, la Yale University, la Harvard University, la Princeton University, la University of Pennsylvania, l'EHESS e il Collège de France di Parigi.

Oggi è Max Cooper Professor in pensiero ebraico (Jewish Thought) presso il Department of Jewish Thought, Mandel Institute della Hebrew University di Gerusalemme, oltre che Senior Researcher al Shalom Hartman Institute e al Tikvah Center for Law and Jewish Civilization di New York.

Dopo essere andato in pensione dall'Università Ebraica di Gerusalemme venne nominato professore alla cattedra di Matan'el per la ricerca di Cabbala del corso di laurea in Misticismo e spiritualità presso l'Istituto Accademico di Safed.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Si è occupato prevalentemente di mistica ebraica, studiando Abramo Abulafia (sul quale ha scritto la tesi di dottorato), Maimonide, Josef Caro (o Yosef Karo, secondo la trascrizione, 1488-1575), la figura leggendaria del Golem e la tradizione della Cabala, in particolare quella italiana di età medioevale e rinascimentale, ed è esperto dei rapporti tra chassidismo e misticismo.

La sua distinzione in tre millenni di storia dell'ebraismo porta a considerare prevalente e centrale nel pensiero ebraico:

  • nel primo millennio a.C.: la storia sacra e i comandamenti biblici (in termini teologici: cosa è successo e cosa dobbiamo fare)
  • nel primo millennio d.C.: la tradizione rabbinica e il pensiero legale (come dovremmo farlo)
  • nel secondo millennio d.C.: la speculazione (perché dobbiamo farlo).

Idel riesce a coniugare diversi approcci verso una metodologia di studio interdisciplinare in grado di usare strumenti e argomenti filologici, fenomenologici, antropologici e storico-religiosi, distinguendo in particolare l'aspetto teosofico-teurgico e estatico-profetico dell'interpretazione di diverse dottrine cabbalistiche, nel loro evolversi e intrecciarsi con speculazioni d'origine diversa (secondo dove si sono storicamente spostate o dove hanno subito influenze), con la filosofica greca, ellenistica, gnostica, araba ecc. con le varie discendenze e dipendenze sefardite o aschenazite.

Ha analizzato il Sefer ha-Qanah (trattato anonimo bizantino del XIV secolo), il Ša'are Ṣedeq (di cui ha individuato l'autore in rabbi Natan ben Sa'adyah Har'ar, discepolo di Abraham Abulafia), pubblicando articoli su riviste come «Qiryat Sefer», «Da'at», «'Alei Sefer», «Tarbiz», «Association of Jewish Studies Review», «Jerusalem Studies in Jewish Thought», «Jerusalem Studies in Jewish Folklore», «Sefunot», «Italian Judaica», «Michael», «Modern Judaism», «Mediterranean Historical Review», «Revue d'histoires des religions», «Jewish Studies», «Yuval», «Pe'amim», «Massu'ot», «Hebrew University Studies in Literature and Arts», «Diogenes», «Rassegna mensile di Israel» ecc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Corriere della Sera», 9 gennaio 2002.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • L' esperienza mistica in Abraham Abulafia, presentazione e cura di Pierluigi Fiorini, Jaca Book, Milano, 1992
  • Cabala ed erotismo : metafore e pratiche sessuali nella cabala, trad. di Tiziana Villani, Mimesis, Milano, 1993
  • Cabbalà. Nuove prospettive, trad. di Fabrizio Lelli, Firenze: Giuntina, 1996; con il titolo Qabbalah : nuove prospettive, Adelphi, Milano, 2010
  • (con Mauro Perani) Nahmanide esegeta e cabbalista. Studi e testi, Giuntina, Firenze, 1998
  • Maimonide e la mistica ebraica, a cura di Roberto Gatti, Il Melangolo, Genova, 2000
  • Mistici messianici, trad. di Fabrizio Lelli, Adelphi, Milano, 2004
  • Il Golem. L'antropoide artificiale nelle tradizioni magiche e mistiche dell'ebraismo, trad. di Antonella Salomoni, Einaudi, Torino, 2006
  • La cabbalà in Italia, 1280-1510, a cura di Fabrizio Lelli, Giuntina, Firenze, 2007
  • Eros e Qabbalah, a cura di Elisabetta Zevi, Adelphi, Milano, 2007
  • (con Victor Malka) I percorsi della Cabbalà. Conversazioni sulla tradizione mistica ebraica, Roma, La parola, 2007
  • Gli ebrei di Saturno : Shabbat, sabba e sabbatianesimo, a cura di Fabrizio Lelli e Elisabetta Zevi, Giuntina, Firenze, 2012
  • Cammini verso l'alto nella mistica ebraica. Pilastri, linee, scale, trad. di Giuseppe Regalzi, prefazione di Patrizio Alborghetti, Jaca Book, Milano, 2013
  • Il figlio nel misticismo ebraico, trad. di Enrico Lucca, Fondazione Centro studi Campostrini, Verona, 2013-2014 (vol I: Tarda antichità, Medioevo aškenazita e qabbalah estatica; vol. II: Zohar, qabbalah cristiana e ḥassidismo)
  • Il male primordiale nella Qabbalah : totalità, perfezionamento, perfettibilità, trad. di Fabrizio Lelli, Adelphi, Milano, 2016

Curatele, prefazioni e note[modifica | modifica wikitesto]

  • Natan ben Sa'adyah Har'ar, Le porte della giustizia, a cura e con un saggio di Moshe Idel, trad. di Maurizio Mottolese, Adelphi, Milano, 2001
  • I segreti della creazione : un capitolo del libro cabbalistico Zohar, trad. di Gabriella Bemporad, nota di Moshe Idel, Adelphi, Milano, 2003
  • Arturo Schwarz, Cabbala e alchimia: saggio sugli archetipi comuni, con una prefazione e un capitolo di Moshe Idel, Giuntina, Firenze, 1999; Garzanti, Milano, 2004
  • Maurizio Mottolese, La via della qabbalah: esegesi e mistica nel «Commento alla Torah» di rabbi Bahya ben Aser, introduzione di Moshe Idel, Il mulino, Bologna, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN4952277 · ISNI: (EN0000 0001 0922 1799 · LCCN: (ENn85280978 · GND: (DE123013054 · BNF: (FRcb120652264 (data) · BAV: ADV11762428
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