Marco Delogu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Marco Delogu (Roma, 11 aprile 1960) è un fotografo, editore e curatore di mostre italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco Delogu è un fotografo, curatore e editore italiano che vive e lavora tra Londra dove ha diretto l'Istituto Italiano di Cultura dal luglio 2015 al luglio 2019 e la maremma toscana.

Ha pubblicato oltre 25 libri per editori come Einaudi, e/o, Bruno Mondadori, Koenig books, Quodlibet e Punctum, casa editrice da lui fondata nel 2003. Le sue fotografie sono nelle collezioni di grandi musei internazionali, quali la National Portrait Gallery a Londra – l’IRCAM Georges Pompidou, il MACRO, ecc, e in molte prestigiose collezioni e fondazioni private.

È nato a Roma nel 1960, da genitori sardi: Severino Delogu, medico esperto di programmazione e politica sanitaria, e Luigia Selis, studiosa delle tradizioni popolari sarde, e a cui è dedicata la Luisa Selis fellowship della School of Advanced Study della University of London.

Negli anni settanta partecipa alle lotte studentesche confluite nel movimento del '77 e si iscrive alla facoltà di lettere dell'università “La Sapienza” di Roma dove studia Storia Moderna e Contemporanea con Paolo Spriano, Rosario Villari e Alberto Aquarone.

Nel 1981 realizza i suoi primi lavori fotografici sull' “eredità” degli ospedali psichiatrici in Italia dopo la legge Basaglia e in America sul rapporto tra le università ed i portatori di handicap, specie per l'afflusso elevato di reduci dalla guerra in Vietnam.

Nel gennaio 1984 fonda il teatro Argot (piccolo teatro off dove si sono formati molti dei giovani talenti della nuova scena italiana come Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, Margherita Buy, Luca Zingaretti, Alessandro Gassmann, Gianmarco Tognazzi, Kim Rossi Stuart e tantissimi altri) e apre il suo studio fotografico dedicandosi al ritratto, alla fotografia di teatro e alla fotografia di moda, quest'ultima abbandonata all'inizio degli anni novanta dopo numerose collaborazioni con Vogue Italia, Harper's Bazaar, W, ed altre riviste internazionali del settore.

Nei primi anni '90, con Rocco Carbone e Emanuele Trevi, organizza, sempre al teatro Argot, un ciclo di lectures che vedrà coinvolti i nomi migliori del panorama letterario italiano come Erri De Luca, Sandro Veronesi, Edoardo Albinati, Elisabetta Rasy, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, e moltissimi altri; scrittori con i quali collaborerà intensamente in vari progetti editoriali.

Negli anni '90 realizzerà oltre duecento campagne pubblicitarie nazionali e internazionali e ciò gli consentirà di portare avanti autonomamente la sua ricerca e successivamente di fondare nel 2003 la casa editrice Punctum, specializzata in fotografia, e la libreria Oneroom.

La sua ricerca si concentra su ritratti di gruppi di persone con esperienze o linguaggi in comune: cardinali in pensione, carcerati, compositori di musica classica contemporanea, i contadini che bonificarono l'Agro Pontino, i fantini del Palio di Siena, una famiglia rom, pastori sardi emigrati in Maremma, ex-condannati a morte in USA, ecc...; negli ultimi anni i suoi progetti si sono maggiormente concentrati sulla natura, nelle differenti declinazioni di un'attenzione che si sposta dall'uomo a ciò che lo circonda.

Nel 2002 ha ideato FotoGrafia. Festival internazionale di Roma, di cui è stato il direttore artistico di tutte le sedici edizioni, festival che ha visto la partecipazione dei più importanti nomi della fotografia contemporanea, e nel 2009 il Phc Capalbio Fotografia. giunto nel 2020 alla dodicesima edizione. Nel 2018 ha fondato la scuola di alta formazione di fotografia “The Photo Solstice” che si svolge ogni anno nell’isola dell’Asinara e ha visto la partecipazione di fotografi come Paolo Ventura e Jacopo Benassi, filosofi come Giorgio Agamben, scrittori come Helena Janeczek e Edoardo Albinati, cineasti come Giovanni Columbu e Gianfranco Cabiddu, e molti altri.

Dal 2003 all'interno del Festival idea e cura anche la Commissione Roma, progetto fotografico che si rivolge a grandi fotografi internazionali - in passato a Josef Koudelka (2003), Olivo Barbieri (2004), Anders Petersen (2005), Martin Parr, (2006), Graciela Iturbide (2007), Gabriele Basilico (2008), Guy Tillim (2009), Tod Papageorge (2010), Alec Soth (2011), Paolo Ventura (2012),Tim Davis (2013), Marco Delogu (2014), Paolo Pellegrin e Hans Christian Schink (2015), Roger Ballen, Simon Roberts, e Jon Rafman (2016), Leonie Hampton (2017) e chiede loro di ritrarre la città di Roma in totale libertà interpretativa, con il risultato di aver reso Roma l'unica città al mondo ad aver affidato per dieci anni consecutivi il suo "ritratto" al gotha della fotografia internazionale.

Nell'ottobre 2008 l'Accademia di Francia Villa Medici di Roma gli dedica una grande mostra retrospettiva dal titolo «Noir et Blanc».

Nella primavera 2011 il Multimedia Art Museum di Mosca gli dedica una grande mostra sui suoi nuovi lavori, dal titolo «Nature».

Nel settembre 2014 ha ultimato il suo primo film corto “Ci sarà ancora il mare”, e il suo libro, “Luce Attesa” uscito per Koenig e Punctum Press.

Nel 2017 nell’isola dell’Asinara realizza un ritratto “lunare” del dolore e della bellezza del luogo. Il lavoro è stato esibito a Cagliari (Fondazione di Sardegna), Pistoia (Museo civico di Arte Contemporanea Palazzo Fabroni), Londra (Warburg Institute) e Sassari (Fondazione di Sardegna) insieme a un libro, con un testo di Edoardo Albinati, edito da Punctum press.

Nel 2018 ha ideato e curato la mostra e il libro “Facing the Camera” riflessione sul ritratto fotografico in Italia dal 1968 ai giorni nostri, a partirre dalle sue serie di ritratti di gruppi di persone con appartenenza o linguaggi comuni, insieme a altri venti fotografi italiani (Ugo Mulas, Lisetta Carmi, Moira Ricci, Guido Guidi, Jacopo Benassi, Paolo Ventura, ecc) con testi di Giorgio Agamben, Andrea Cortellessa, Emanuele Trevi e Francesco Zanot. la mostra “Facing the Camera” è stata esposta nelle sedi dell’IIC di New York (marzo/maggio 2018), IIC Londra (nov2018/gen2019) e IIC di Toronto e Parigi (febbraio 2020). Attualmente è in corso di pubblicazione l’edizione rivista e ampliata del catalogo della mostra.

Nel 2019 al Museo di Roma Palazzo Braschi ha curato la mostra “Fotografi a Roma” antologica di tutte le 18 Commissioni Roma da lui curate. Molte di queste opere sono ora in collezione permanente al Museo di Roma e rappresentano la più grande commissione pubblica mai realizzata da una grande città nel mondo. Una parte di questa mostra era stata esposta negli Istituti Italiani di Cultura di Londra (maggio/luglio 2016) e New York (marzo/aprile 2017).

Nel dicembre 2019 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2020 ha ideato e curato il progetto "le piazze invisibili", 21 piazze italiane viste e narrate da fotografi e scrittori che hanno un rapporto di forte appartenenza con quei luoghi. I giorni del covid per

rivedere e ripensare le piazze in modo diverso, "originario" senza turismo o imbarazzanti sovrastrutture. La piazza come elemento centrale del paesaggio italiano, luogo di molti significati, con una testo di Joseph Rykwert, il cui libro "L'idea di città" ha ispirato Italo Calvino per “Le città invisibili”. www.piazzeinvisibili.com

Attività curatoriale[modifica | modifica wikitesto]

Come curatore ha lavorato con importanti nomi del mondo della fotografia come Josef Koudelka (Mercati di Traiano, Roma 2003), Sally Mann (Galleria Karsten Greve, Parigi 2004), Olivo Barbieri (Mercati di Traiano, Roma 2004), Don McCullin (Mercati di Traiano, Roma 2004), Anders Petersen (Musei Capitolini, Roma 2005, MACRO 2012), Martin Parr (Musei Capitolini, Roma 2006), Graciela Iturbide (Tempio di Adriano, Roma 2007), Gabriele Basilico (Palazzo delle Esposizioni, Roma 2008), Guy Tillim (Palazzo delle Esposizioni, Roma 2009), Lee Miller (Scuderie del Quirinale, Roma 2009), Tod Papageorge, Alec Soth, Paolo Ventura (2012), Tim Davis (2013), Paolo Pellegrin (2015), Hans Christian Schink (2015), Roger Ballen (2016), Simon Roberts (2016), Leonie Hampton (2017).

Nel 2017 al museo MACRO di Roma ha curato la retrospettiva di Guy Tillim dal titolo “O Futuro Certo”.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN10657780 · ISNI (EN0000 0000 7821 0172 · SBN IT\ICCU\CFIV\149847 · LCCN (ENn98009301 · GND (DE11951642X · ULAN (EN500344620 · WorldCat Identities (ENlccn-n98009301