Malattia di Gaucher

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Malattia di Gaucher
Malattia rara
Cod. esenz. SSN RCG080
Specialità endocrinologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 272.7
ICD-10 E75.22
OMIM 230800, 230900, 231000, 608013 e 610539
MeSH D005776
MedlinePlus 000564
eMedicine 944157
GeneReviews Panoramica
Sinonimi
Anemia splenica familiare
Glucosilceramidosi
Lipidosi da cerebroside
Malattia di Gaucher-Schlagenhaufer
Eponimi
Philippe Charles Ernest Gaucher

La malattia di Gaucher è una delle anomalie congenite che riguardano il metabolismo degli sfingolipidi, ed è di queste la più diffusa. Questa malattia è una sfingolipidosi e fa parte dell'eterogeneo gruppo delle malattie da accumulo lisosomiale.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre tipologie di questa malattia.

  • Tipo I (forma non neuropatica): è la forma più comune, in particolare fra gli Ebrei Aschenaziti. Comporta osteoporosi generalizzata acuta e, di conseguenza, dolori ossei. Anemia, piastrinopenia e infarto osseo.
  • Tipo II (forma neuropatica infantile, acuta): si manifesta entro il terzo mese di vita e porta a morte precoce entro il secondo anno di età. Fra i sintomi si riscontrano: ingrossamento del fegato e della milza, danno cerebrale, disordine nel movimento oculare, spasticismo, rigidità degli arti e scarsa abilità nella suzione e nella deglutizione.
  • Tipo III (forma cronica): manifesta sintomi neurologici paragonabili al tipo II ma in forma più dilatata nel tempo come difficoltà nella coordinazione motoria deterioramento mentale e convulsioni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Philippe Gaucher descrive la malattia nel 1882.[1] mentre le basi biochimiche della malattia sono state enunciate nel 1965 da Brady.[2]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'epidemiologia varia seconda del paese e della tipologia:

  • Tipo I, ha un'incidenza di 1 su 60.000-200.000 (media mondiale) più diffusa fra gli ebrei ashkenaziti[3]
  • Tipo II, incidenza 1 su 100.000
  • Tipo III 1 su 50.000 (la più diffusa)

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

La mutazione del gene per la β-glucosidasi porta all'accumulo di glucosilceramide nei lisosomi dei macrofagi. I sintomi e i segni clinici sono frequenti emorragie, atrofia muscolare, splenomegalia, astenia, diarrea, osteopenia, strabismo, nelle forme più gravi (tipo III) vi sono anche casi di convulsioni, demenza e atassia.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La causa è genetica autosomica recessiva, e riguarda le anomalie di un gene che si trova sul braccio corto del cromosoma 1, e vi sono anomalie o dell'enzima o della sostanza che lo attiva. Finora sono state studiate 300 mutazioni.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi può essere confermata attraverso la misurazione dell'attività della glucocerebrosidasi nei leucociti del sangue. Un risultato inferiore al 15% dell'attività normale è diagnostico.[4]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento prevede somministrazione endovenosa di betaglucosidasi, farmaco noto commercialmente come Cerezyme o E.R.T. (Enzyme Replacement Therapy); tale terapia, non agendo sul danno neurologico che l'individuo può presentare, risulta utile solo per il tipo I. Nelle altre forme risolutivo appare il trapianto del midollo osseo.

Dal 2004 è disponibile in Europa un nuovo farmaco, il Miglustat (nome commerciale Zavesca), le cui indicazioni terapeutiche sono le seguenti: trattamento orale della malattia di Gaucher di tipo 1 con sintomatologia da lieve a moderata. Tale farmaco "può essere utilizzato solo per il trattamento di pazienti per i quali la terapia di sostituzione enzimatica non è appropriata", dove per "non appropriata" si intendono i seguenti casi:

  • comparsa di allergia;
  • ipersensibilità;
  • impossibilità a proseguire la somministrazione endovenosa;
  • agofobia;
  • motivi religiosi.

Dal 2015 è disponibile in Europa (autorizzata con procedura centralizzata europea dalla Commissione europea con le decisioni del 19 gennaio 2015 e 11 marzo 2015 ed inserita nel registro comunitario dei medicinali con i numeri EU/1/14/974/001-2-3) la specialità medicinale Cerdelga (eliglustat) che è un trattamento orale di prima linea a lungo termine indicato per pazienti adulti con malattia di Gaucher di tipo 1 con metabolizzatori lenti, intermedi e estensivi per CYO2D6; Cerdelga è un analogo del glucosilceramide che inibisce parzialmente l’enzima glucosilceramide sintasi, sostanza che si accumula nelle cellule e nei tessuti delle persone affette dalla malattia di Gaucher. In Italia la determina dell’Agenzia Italia Del Farmaco del 20 luglio 2016 (Gazzetta Ufficiale n. 184 del 08.08.16, pag. 20) ha regolamentato il regime di responsabilità e prezzo di vendita del medicinale per uso umano «Cerdelga» (determina n. 991).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaucher PCE. De l'epithelioma primitif de la rate, hypertrophie idiopathique de la rate sans leucemie. Academic thesis, Paris, France, 1882.
  2. ^ Brady RO, Kanfer JN, Shapiro D, Metabolism of glucocerebrosides. II. Evidence of an enzymatic deficiency in Gaucher's disease, in Biochem. Biophys. Res. Commun., vol. 18, 1965, pp. 221-5, PMID 14282020.
  3. ^ National Gaucher Foundation, gaucherdisease.org. URL consultato il 30 maggio 2007.
  4. ^ Gaucher Disease, su www.symptoma.com. URL consultato il 9 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Selicorni, Colli, A.M., Menni F., Brambillasca F, D’Arrigo S., Pantaloni C., Il cardiologo e le malattie rare, Vicenza, Hippocrates, 2007, ISBN 978-88-89297-24-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]