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Lhasa

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Lhasa
città-prefettura
(ZH) 拉薩 Lāsà Shì
(BO) ལྷ་ས་གྲོང་ཁྱེར། [lha sa ʹl̥ʰásə] o [ʹl̥ʰɜ́ːsə] Lhasa
abbrev. 拉萨 (Lāsà)
Lhasa – Veduta
Localizzazione
Stato Cina Cina
Provincia Tibet
Amministrazione
Prefetto Doje Cezhug
Territorio
Coordinate 29°39′N 91°06′E / 29.65°N 91.1°E29.65; 91.1 (Lhasa)Coordinate: 29°39′N 91°06′E / 29.65°N 91.1°E29.65; 91.1 (Lhasa)
Altitudine 4 200 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 559 423[1] (2010)
Densità 10 555,15 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 850000
Prefisso 891
Fuso orario UTC+8
Cartografia
Mappa di localizzazione: Cina
Lhasa
Lhasa
Lhasa – Mappa
Sito istituzionale
Vista del Potala dal Jokhang
Piazza del Barkhor

Lhasa (in lingua cinese 拉萨市S, Lāsà ShìP, in tibetano ལྷ་ས་གྲོང་ཁྱེར།, Lha sa grong khyerW, Lhasa ChongkyirP che significa "trono di Dio") situata a 3.650 m di altitudine nella valle del Kyi Chu, è la principale città del Tibet, territorio fin dal 1750 direttamente o indirettamente controllato dalla Cina (e ora dalla Repubblica Popolare Cinese). Attualmente Lhasa è quindi la capitale della Regione Autonoma del Tibet. Era anche la residenza tradizionale del Dalai Lama.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era già un importante centro amministrativo quando il sovrano Songten Gampo (618-649) proseguì nell'opera di unificazione del Tibet. Nello stesso periodo furono costruiti la fortezza del Palazzo del Potala e il tempio del Jokhang per ospitare le effigi del Buddha portate in dote dalle mogli, una cinese e l'altra nepalese. Da Lhasa i re di Yarlung governarono per 250 anni.

Nel 1642 divenne capitale del Tibet quando il 5° Dalai Lama costruì la sua residenza sulle rovine del vecchio Potala.

Nel 1950 Lhasa e tutto il Tibet vennero invasi dalla Cina ed assoggettati alla sua amministrazione. Durante il capodanno cinese del 1959, quando si scoprì che i cinesi avrebbero tentato di rapire il Dalai Lama, scoppiò una rivolta popolare. Il Dalai Lama dovette rifugiarsi di nascosto in India e, in seguito a tre giorni di repressione, morirono circa 10.000-15.000 tibetani[senza fonte]. Prima dell'occupazione cinese la città contava 20.000 - 30.000 abitanti. Oggi non si sa con esattezza quanti tibetani vivano nell'antica capitale: l'amministrazione cinese afferma che l'etnia tibetana rappresenti circa l'80% della popolazione cittadina. Secondo il Governo Tibetano in esilio tale percentuale è destinata a scendere a seguito dell'inaugurazione nel 2007 della rete ferroviaria che ha collegato l'altopiano tibetano ai territori cinesi.[senza fonte] È ciò che il Dalai Lama ha definito "genocidio culturale".

In seguito all'occupazione cinese gran parte del patrimonio artistico di Lhasa è stato distrutto, ma il piccolo quartiere del Barkhor e l'area del Potala rimangono siti di inestimabile valore artistico e culturale. Lhasa moderna si sta invece sviluppando rapidamente secondo gli schemi di una qualsiasi periferia cinese[senza fonte], in netto contrasto con l'anima antica della città.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia del Qingzang.

La città è collegata a Xining per mezzo della linea ferroviaria inaugurata nel 2006.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ area metropolitana 122 261

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN139570491 · BNF: (FRcb11964296g (data)
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