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Lettera di Barnaba

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Lettera di Barnaba
St. Barnabas-Ikone.jpg
Ritratto di Barnaba apostolo nel museo omonimo a Cipro
Datazione 70-132
Attribuzione Barnaba
Manoscritti Codex Sinaiticus

La Lettera di Barnaba (gr. ’Επιστολή Βαρνάβα, in ebraico: איגרת בארנבס?) è una lettera anonima, composta in greco antico tra il 70 e il 132[1]. Essa è stata tradizionalmente accostata al nome di Barnaba (collaboratore di Paolo di Tarso), tanto da essere nota con il suo nome, ma tale attribuzione è oggi dibattuta dagli studiosi[2].

Fa parte della cosiddetta letteratura subapostolica, comprendente alcuni testi scritti in ambiente cristiano antico (fine I secolo - inizio II) che godettero di notevole fortuna nella Chiesa dei primi secoli.

La Lettera di Barnaba è stata considerata da alcuni scrittori cristiani fino al IV secolo come parte del Nuovo Testamento e, come tale, inserita nel Catalogus Claromontanus; fu però esclusa dal canone, e dunque è oggi considerata un apocrifo del Nuovo Testamento.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Datazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli studiosi fanno risalire la composizione della Lettera di Barnaba ad un intervallo di tempo compreso tra il 70 e il 132.

I versetti 16,3-4 fanno riferimento ad un tempio distrutto dal nemico, che i servi del nemico ricostruiranno; buona parte della discordia sulla data della lettera risiede nei riferimenti al tempio. Coloro che lo interpretano come un riferimento alla distruzione del Tempio di Erode a Gerusalemme da parte dei Romani in occasione della Prima guerra giudaica, datano la lettera non prima del 70 – anno della distruzione del tempio– e non dopo il 132, anno in cui, a seguito della vittoria romana nella Terza guerra giudaica, non era più pensabile che i Romani ricostruissero il Tempio.[3] L'interpretazione che trova maggiore supporto[4][5] è che si tratti del tempio di Giove di Adriano, per cui la datazione viene ritardata intorno al 130[6].

John Dominic Crossan è uno degli studiosi che propendono per una datazione al I secolo; questa datazione è suggerita dal fatto che nella lettera non si citano altri documenti del Nuovo Testamento e per due riferimenti (Barnaba 4,4-5) associabili all'ascesa al trono dell'imperatore romano Nerva (che regnò dal 96 al 98) e alla caduta della dinastia flavia.[7]

La Catholic Encyclopedia, mentre informa che alcuni studiosi attribuiscono la Lettera ai regni rispettivamente di Vespasiano, Domiziano e Nerva, stabilisce nel II secolo la data in cui fu scritta, ovvero tra il 130 e il 131.[8]Enciclopedia Britannica in un articolo colloca la data di scrittura all'inizio del II secolo,[9] in un altro dice che può essere più tardiva, fino all'anno 130,[10] ovvero a circa 30 anni dopo la scrittura del Vangelo secondo Giovanni Anche lo studioso del Nuovo Testamento e critico testuale delle origini del cristianesimo, Bart Ehrman è d'accordo per l'anno 130 come data di composizione della lettera[11]. Questa datazione tardiva piazzerebbe la Lettera come un'opera patristica[12][13].

Luogo di composizione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo all'area di composizione della lettera, questa contiene pochi indizi per individuare l'origine geografica del maestro che diede gli insegnamenti o del discepolo che li trascrisse. Gli studiosi concordano in linea di massima su di un'origine nel Mediterraneo orientale di lingua greca[14]: in particolare, l'uso dell'allegoria fa pensare a Filone e ad Alessandria d'Egitto[15].

Relazioni con altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

La relazione tra la lettera e il materiale del Nuovo Testamento è stata oggetto di indagine. Se Barnaba in 4,14 sembra citare il Vangelo secondo Matteo 22,14, non di meno gli studiosi ritengono che si tratti di una fonte indipendente che ha attinto alle tradizioni orali che sono alla base dei vangeli canonici, talvolta preservandone delle versioni più antiche (come, ad esempio, in 7,3-5).[16]

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il testo non è in realtà una lettera (non ha intestazione, né destinatari), ma si configura piuttosto come un trattato teologico [15], nel quale viene proposta una sintesi tra fede e conoscenza. Secondo l'autore, la pratica delle virtù cristiane e la vita consacrata al servizio di Dio consentono infatti di far crescere in ciascuno "la sapienza, l'intelligenza, la scienza, la conoscenza"[17].

Il cuore della lettera è costituito da una riflessione sulla passione di Cristo, vista come evento salvifico che dà compimento alle profezie dell'Antico Testamento: "Per questo il Signore sopportò di dare la sua carne alla distruzione: perché fossimo santificati con la remissione dei peccati" (capitolo 5)[18].

Il contenuto esegetico della lettera di Barnaba è considerato da alcuni studiosi "bizzaro" ed "assurdo", come per esempio le sue opinioni per arrivare a definire la forma a T dello stauros, la croce di Gesù. The Interpreter's Dictionary of the Bible così lo definisce: «[...] una tale bizzarra esegesi è, com'è ovvio, inaccettabile oggi»[19]. D'altro canto la nota introduttiva alla lettera di Barnaba dell'opera Ante-Nicene Fathers, Volume I del 1867, riportata anche in alcuni siti religiosi, oggi[20][21] considera che la lettera contiene «numerose inesattezze» ed «assurde [...] interpretazioni della Scrittura»[22]. Lo studioso e scrittore statunitense Henry Dana Ward[23] già nel 1871, nel suo libro History of the cross: the pagan origin, and idolatrous adoption and worship, of the image[24], bollò come sbagliata l'esegesi di Barnaba su Genesi, per giungere alla forma del suo stauros a forma di T[25][26] rilevò infatti che: «Purtroppo per lui , "la forma" delle tre lettere, IHT sono date da caratteri alfanumerici greci, mentre la Sacra Scrittura che riporta dei trecentodiciotto servitori addestrati da Abramo, è stata scritta con caratteri greci, ma integralmente in parole ebraiche» rilevando che l'ispiriratore di Barnaba «non fa che tradirsi da solo, rilevando la sua lingua biforcuta»[27]

Testimoni[modifica | modifica wikitesto]

La Lettera di Barnaba è conservata:[28]

In alcuni ambienti fu considerata un'opera canonica. Clemente Alessandrino la cita considerandola parte delle Sacre Scritture, mentre Origene la considera una delle lettere cattoliche; lo stesso Codex Sinaiticus, importante manoscritto del IV secolo, la include nel Nuovo Testamento.[28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Epistle of Barnabas - Date, su newadvent.org. URL consultato il 22 ago 2017.
  2. ^ Così la maggioranza degli studiosi. Di recente S. Tugwell ha comunque riproposto l'ipotesi di Barnaba come autore (cfr. Giovanni Magnani, Tu sei il Cristo: cristologia storica, Editrice Pontificia Università Gregoriana, 2002).
  3. ^ Kirby
  4. ^ Nel 1966 la datazione della Lettera al II secolo era, secondo l'accademico e professore di archeologia William H. Shea, ancora comune alla «maggioranza degli studiosi» inclusi «autorità» come Konstantin von Tischendorf, Adolf von Harnack e Edgar J. Goodspeed
  5. ^ Qualifications and Experience - William H. Shea, M.D., Ph.D - Archaeology, su origins.swau.edu. URL consultato il 13 settembre 2017.
  6. ^ «The book dates most logically to the first third of the 2nd century. In this the majority of scholars agree, including such authorities as Tischendorf, Goodspeed (I 301, and Harnack (130-131)» The Sabbath in the epistle of Barnabas - nota 2 (PDF), su andrews.edu. URL consultato il 13 settembre 2017.
  7. ^ Crossan, p. 121.
  8. ^ Epistle of Barnabas - Date, su newadvent.org, 1907. URL consultato il 22 ago 2017.
  9. ^ Christianity, su britannica.com, 14 luglio 2017. URL consultato il 5 novembre 2017.
    «the Letter of Barnabas (early 2nd century)».
  10. ^ Redattori dell'Encyclopaedia Britannica, Letter of Barnabas, su britannica.com. URL consultato il 5 novembre 2017.
    «the writing dates possibly from as late as AD 130».
  11. ^ How to Date Documents, including Barnabas, su ehrmanblog.org. URL consultato il 22 ago 2017.
  12. ^ Barnabas and the Didache, su ccat.sas.upenn.edu. URL consultato il 1º novembre 2017.
  13. ^ Lettera di Barnaba - Cathopedia, l'enciclopedia cattolica, su it.cathopedia.org. URL consultato il 1º novembre 2017.
  14. ^ Treat, p. 613.
  15. ^ a b Giovanni Magnani, Tu sei il Cristo: cristologia storica, Editrice Pontificia Università Gregoriana, 2002.
  16. ^ Treat, p. 614.
  17. ^ Raimondo Spiazzi, Cristianesimo e cultura dai Padri della Chiesa a S. Tommaso d'Aquino, Edizioni Studio Domenicano, 1990.
  18. ^ Mauro Gagliardi, La cristologia adamitica: tentativo di recupero del suo significato originario, Editrice Pontificia Università Gregoriana, 2002.
  19. ^ The Interpreter's Dictionary of the Bible, volume I, pag. 745.
  20. ^ Epistle of Barnabas, su earlychristianwritings.com. URL consultato il 15 settembre 2017.
  21. ^ Epistle of Barnabas, su biblestudytools.com. URL consultato il 15 settembre 2017.
  22. ^ Alexander Roberts, Ante-Nicene Fathers Volume 1 - Epistle of Barnabas, Cosimo, Inc., 2007, p. 3.
  23. ^ Samuel Jones Tilden: A study in political sagacity Alexander Clarence Flick, Gustav Stubbs Lobrano - 1973 "Henry Dana Ward was a Harvard graduate
  24. ^ Henry Dana Ward, History of the cross : the pagan origin, and idolatrous adoption and worship, of the image, London : J. Nisbet, 1871. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  25. ^ «Ragionando sul mistero del nome di Gesù, e sul segno della croce, rivelato nel numero dei servitori addestrati di Abramo con cui egli liberò Lot, com'è riportato in Genesi cap.XIV, Barnaba dispiega la potenza del T come segue: "Abramo, praticando per prima la circoncisione, prevedeva nello spitito Gesù, conoscendo i simboli delle tre lettere. (La Scrittura) infatti, dice: "Abramo circoncise trecentodiciotto uomini della sua casa". Quale era il significato a lui rivelato? Lo comprendete percé dice prima diciotto e, fatta una separazione, aggiunge trecento. Diciotto si indica con iota (I, |)= dieci ed eta (Η, η)= otto. E cosi' hai Gesù (IH, iη). Ma poiché è la croce che doveva comportare la grazia, per questo aggiunge anche trecento, cosi' che la croce è raffigurata da tau (Τ, τ), la forma della Sua croce Abbiamo cosi' Gesù nelle due prime lettere e la croce nell'altra. Colui che ha posto in noi il dono della sua dottrina lo sa. Nessuno ha imparato da me verità più certa, ma so che voi siete degni" - Barnaba, ix. 7-9 Purtroppo per lui, la "forma" delle tre lettere, IHT (iητ), sono date dai caratteri alfanumerici greci, mentre la Sacra Scrittura che riporta dei trecentodiciotto servitori addestrati di Abramo, è stata scritta non coi caratteri greci, ma integralmente in parole ebraiche
  26. ^ History of the cross: the pagan origin, and idolatrous adoption and worship, of the image pag. 25
  27. ^ History of the cross: the pagan origin, and idolatrous adoption and worship, of the image pag.15
  28. ^ a b Kirsopp Lake, The Apostolic Fathers, London 1912, v. I, pp. 337-339; The Manuscripts of the "Letter of Barnabas".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Dominic Crossan, The Cross that Spoke: The Origins of the Passion Narrative, 1988, ISBN 0-06-254843-3
  • Peter Kirby, Epistle of Barnabas, Early Christian Writings, 2006.
  • Kraft, Robert A., Barnabas and the Didache. Volume 3 of The Apostolic Fathers: A New Translation and Commentary, edited by Robert Grant. New York: Thomas Nelson and Sons, 1965.
  • Prostmeier, Ferdinand R., Der Barnabasbrief. Übersetzt und erklärt. Series: Kommentar zu den Apostolischen Vätern (KAV, Vol. 8). Vandenhoeck & Ruprecht: Göttingen 1999. ISBN 3-525-51683-5
  • Treat, Jay Curry, in The Anchor Bible Dictionary, (1992) v. 1, pp. 613–614.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]