Kim Il-sung

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Kim Il-sung
김일성
Kim Il-sung in 1950.jpg
Kim Il-sung nel 1950

Leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Durata mandato 9 settembre 1948 –
8 luglio 1994
Predecessore carica istituita
Successore Kim Jong-il

Presidente eterno della Repubblica Popolare Democratica di Corea
In carica
Inizio mandato 8 luglio 1994
Predecessore carica istituita

Segretario generale del Partito del Lavoro di Corea
fino all'11 ottobre 1966 Presidente
Durata mandato 30 giugno 1949 –
8 luglio 1994
Predecessore Kim Tu-bong
(Presidente del Partito del Lavoro della Corea del Nord)
Successore Kim Jong-il

Presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Durata mandato 28 dicembre 1972 –
8 luglio 1994
Vice presidente Choe Yong-gon
Kang Ryang-uk
Kim Tong-kyu
Kim Il
Pak Song-chol
Rim Chun-chu
Ri Jong-ok
Kim Pyong-sik
Capo del governo Kim Il
Pak Song-chol
Ri Jong-ok
Kang Song-san
Ri Kun-mo
Yon Hyong-muk
Kang Song-san
Predecessore carica istituita
Successore carica abolita

Presidente del Gabinetto della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Durata mandato 9 settembre 1948 –
28 dicembre 1972
Predecessore carica istituita
Successore Kim Il
(Presidente del Consiglio di amministrazione)

Vicepresidente del Partito del Lavoro della Corea del Nord
Durata mandato 28 agosto 1946 –
30 giugno 1949
Predecessore carica istituita
Successore carica abolita

Segretario del Comitato popolare provvisorio della Corea del Nord
Durata mandato febbraio 1946 –
9 settembre 1948
Predecessore carica istituita
Successore carica abolita

Presidente della Commissione di Difesa Nazionale della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Durata mandato 27 dicembre 1972 –
9 aprile 1993
Predecessore Kim Yong-bom
Successore Kim Jong-il

Comandante supremo dell'Armata del popolo coreano
Durata mandato 4 luglio 1950 –
24 dicembre 1991
Predecessore Choi Yong-kun
Successore Kim Jong-il

Deputato dell'Assemblea Popolare Suprema
Durata mandato 2 settembre 1948 –
8 luglio 1994
Legislature I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX
Gruppo
parlamentare
Partito del Lavoro di Corea
Coalizione Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Cinese (1931-1946)
Partito del Lavoro della Corea del Nord (1946-1949)
Partito del Lavoro di Corea (1949-1994)
Università Jilin Yuwen High School
Firma Firma di Kim Il-sung 김일성
Kim Il-sung
Kim Il-sung in 1927.jpg
Kim Il-sung in uniforme in una foto del 1927
NascitaMangyongdae-guyok, 15 aprile 1912
MortePyongyang, 8 luglio 1994 (82 anni)
Cause della morteArresto cardiaco
Luogo di sepolturaPalazzo del sole di Kumsusan, Pyongyang
Dati militari
Paese servitoRepubblica di Cina Repubblica di Cina
Unione Sovietica Unione Sovietica
Corea del Nord Corea del Nord
Forza armataRepubblica di Cina Esercito Unito Anti-Giapponese del Nord-Est
Red Army flag.svg Armata Rossa
Flag of the Korean People's Army (1992–1993).svg Armata del popolo coreano
Anni di servizio1941-1945
1948-1994
GradoGrande maresciallo della Repubblica Popolare Democratica di Corea
GuerreSeconda guerra mondiale
Guerra di Corea
Invasione sovietica della Manciuria
Comandante diArmata Popolare Coreana
(Comandante supremo 1950-1991)
DecorazioniEroe della Repubblica
Altre carichePolitico
"fonti nel corpo del testo"
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Kim Il-sung
Nome coreano
Hangŭl김일성
Hanja金日成
Latinizzazione rivedutaGim Il-seong
McCune-ReischauerKim Il-sŏng

Kim Il-sung[2] (김일성?, 金日成?, Kim Il-seongLR, Kim IlsŏngMR, nato Kim Song-ju[1]; Mangyongdae-guyok, 15 aprile 1912Pyongyang, 8 luglio 1994) è stato un rivoluzionario e politico nordcoreano, capo della Repubblica Popolare Democratica di Corea dal 1948 al 1994, alla sua morte, nonché primo ministro dal 1948 al 1972 e presidente a partire dal 1972, oltre a quello di segretario generale del Partito del Lavoro di Corea.

Ritratto di propaganda nordcoreana raffigurante Kim Il-sung e suo figlio Kim Jong-il

È noto per la portata del suo culto della personalità: la Corea del Nord si riferisce a lui in maniera ufficiale come al "grande leader" ed è immortalato nella costituzione dalla sua morte come "presidente eterno" della nazione. Il suo compleanno è festività pubblica in Corea del Nord ed è ufficialmente riconosciuto come Grande Leader Kim Il-sung, Presidente Kim Il-sung o Generale Kim Il-sung.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa alla dirigenza[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Il-sung a Mangyongdae

Kim Il-sung, primo dei tre figli di Kim Hyong-jik e Kang Pan-sok, nacque come Kim Sŏng-ju nel villaggio di Mangyongdae, nei pressi di Pyongyang, nella Corea sotto l'occupazione dell'Impero giapponese. La famiglia di Kim era attiva nell'opposizione ai giapponesi e nel 1920 dovette fuggire in Cina. Kim venne mandato a scuola a Jilin, ma la sua educazione formale finì quando venne arrestato e incarcerato per attività sovversive. Kim si unì a diversi gruppi di guerriglia anti-giapponese nella Cina settentrionale, divenendo infine un membro dell'Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est, un gruppo guerrigliero guidato dal Partito Comunista Cinese.

Kim Il-sung combatté in questa unità a partire all'incirca dal 1935, salendo di grado fino a diventarne uno dei comandanti nel 1941, quando i giapponesi scacciarono la guerriglia dalla Cina settentrionale. Durante questo periodo adottò il nome di Kim Il-sung. Kim fuggì in Unione Sovietica e venne inviato in un campo nei pressi di Chabarovsk, dove i guerriglieri comunisti coreani venivano riaddestrati dai sovietici. Lì divenne capitano dell'Armata Rossa.

Il Partito Comunista di Corea venne fondato nel 1925, ma venne subito sciolto a causa di dissidi interni e nel 1931 Kim entrò nel Partito Comunista Cinese. Quando fece ritorno in Corea, nel settembre del 1945, assieme alle forze di occupazione sovietiche, venne messo a capo del Comitato popolare provvisorio, ma non era a quell'epoca a capo del Partito Comunista, il cui quartier generale si trovava a Seul, nella zona occupata dagli statunitensi (si veda l'articolo Partito del Lavoro di Corea per ulteriori dettagli storici sull'ascesa al potere di Kim).

Capo della Repubblica Popolare Democratica di Corea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948 era evidente che l'immediata riunificazione della Corea non era possibile e i sovietici nominarono Kim primo ministro della neonata Repubblica Popolare Democratica di Corea. Seguendo il percorso tipico dei Paesi satelliti dell'Unione Sovietica, il Partito Comunista si "fuse" con diversi gruppi più piccoli per formare il Partito dei Lavoratori Nordcoreano, che nel 1949 si fuse con la sua controparte sudcoreana per diventare il Partito dei Lavoratori Coreano, con Kim alla presidenza.

Tra il 1946 e il 1949 vennero promulgate una serie di leggi volte a proteggere i diritti delle donne, che ebbero gli stessi diritti degli uomini. Ebbero quindi il diritto di voto, di studiare, di ricevere gli stessi stipendi degli uomini a parità di lavoro e di godere degli stessi diritti ereditari; furono vietati i matrimoni forzati e la prostituzione, mentre il divorzio venne legalizzato.[3]

Nel giugno 1950 la Repubblica Popolare Democratica di Corea, a seguito di continui scontri di frontiera, lanciò un attacco contro la Repubblica di Corea (si veda guerra di Corea) con l'intenzione di riunificare il Paese. All'epoca i capi degli Stati Uniti d'America e dei loro alleati credevano che l'attacco fosse stato ordinato da Stalin. Essi presupposero l'esistenza di un monolitico movimento comunista mondiale diretto dal Cremlino. Ora appare più probabile che la decisione venne presa da Kim di propria iniziativa e che sovietici e Repubblica Popolare Cinese acconsentirono con riluttanza. Le forze nordcoreane conquistarono Seul e occuparono gran parte del Sud, ma vennero ben presto respinte dalle forze delle Nazioni Unite, guidate dagli Stati Uniti. Entro ottobre le forze delle Nazioni Unite avevano ripreso Seul e occupato Pyongyang e Kim e il suo governo furono costretti a rifugiarsi in Cina.

Nel mese di novembre le truppe cinesi entrarono in guerra e respinsero le forze delle Nazioni Unite, rioccupando Pyongyang in dicembre e Seul nel gennaio 1951. A marzo le forze delle Nazioni Unite presero nuovamente Seul e il fronte si stabilizzò lungo quella che alla fine sarebbe diventata la "linea di armistizio" permanente del 1953. Postosi al seguito delle forze cinesi, Kim fu in grado di ristabilire il suo governo a nord di questa linea.

Potere assoluto[modifica | modifica wikitesto]

Reinstallato come governante della Corea del Nord, Kim usò l'opportunità per eliminare i suoi rivali politici, in particolare l'ex leadership comunista sudcoreana, e si impegnò nella ricostruzione della nazione, che era stata devastata dalla guerra. Lanciò un piano economico nazionale quinquennale per fondare una economia di comando in stile sovietico, con tutte le industrie nazionalizzate e tutta l'agricoltura collettivizzata. L'economia era basata sull'industria pesante, in particolare sulla produzione di armi. La Corea del Nord manteneva delle forze armate numerose per difendere la linea del cessate il fuoco del 1953.

Durante gli anni 1950 Kim veniva visto come un rappresentante ortodosso del blocco comunista, leale e facilmente controllabile dall'Unione Sovietica. Quando negli anni 1960 si infiammò la crisi sino-sovietica, cercò di considerarsi indipendente, schierandosi in un primo momento con i cinesi, senza però mai chiudere definitivamente le relazioni con i sovietici. Infatti, dopo che nel 1966 esplose in Cina la rivoluzione culturale, Kim tornò a fianco dell'Unione Sovietica. Allo stesso tempo, si preoccupò di creare intorno alla sua figura un culto della personalità ancor più accentuato di quello di Mao Zedong, auto-intestandosi l'appellativo di "grande leader" (위대한 수령, widaehan suryŏng). Inoltre sviluppò la politica del juche (주체, "indipendenza"), che costò alla Corea del Nord l'isolamento dal mondo occidentale.

Una nuova costituzione venne proclamata nel dicembre del 1972 e in base a essa Kim divenne presidente della Corea del Nord. Per quell'epoca aveva già deciso che suo figlio Kim Jong-il gli sarebbe succeduto e delegò sempre più a lui la conduzione del governo. Il vero potere della famiglia Kim risiedeva nella lealtà dell'esercito, che era garantita sia dal prestigio rivoluzionario di Kim Il-sung sia dall'appoggio del veterano ministro della difesa, Oh Jin-wu. Al sesto Congresso del partito, nell'ottobre del 1980, Kim designò pubblicamente il figlio come suo successore.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni 1970 il culto della personalità di Kim divenne sempre più grande. Si diceva che Kim supervisionasse praticamente ogni aspetto della vita della Corea del Nord e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. La Corea del Nord sosteneva che la Corea sarebbe stata riunificata prima del 70º compleanno di Kim (1982) e c'erano timori a Occidente che Kim avrebbe lanciato una nuova guerra di Corea, ma in quel periodo la disparità nella potenza economica e militare tra il Nord e il Sud, ancora appoggiato dagli Stati Uniti, rese tale impresa impossibile.

A partire dagli anni 1980, sul lato destro della parte posteriore del collo di Kim cominciò a svilupparsi un deposito di calcio (calcinosi), che crebbe fino ad avere le dimensioni di un pugno. Tuttavia, essendo collocato fra la spina dorsale e il cervello, non poté essere asportato o operato. La propaganda cercò immediatamente di non mostrare la deformità: fotografie e filmati vennero fatti con un'angolatura tale da riuscire a nasconderla. Non si sa se questa "escrescenza" abbia a che fare con la sua morte.

La calcinosi di Kim, chiaramente visibile durante un incontro tra lui e Mao Zedong

Dallo stesso decennio la Corea del Nord incontrò difficoltà economiche sempre maggiori. L'effetto pratico della juche fu di escludere il Paese da praticamente tutto il commercio estero. Le riforme economiche di Deng Xiaoping in Cina, dopo il 1976, ebbero l'effetto di rendere il commercio con l'economia arretrata della Corea del Nord sempre meno interessante per la Cina, mentre il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 completò l'isolamento della nazione, facendo ulteriormente diminuire lo sviluppo economico. Questo, aggiunto al livello sempre alto di spese per gli armamenti, portò a una crisi economica costantemente in crescita, aggravata anche da alcuni tragici eventi climatici che hanno spesso compromesso la produzione agricola, settore fra i più importanti dell'economia del Paese. Le differenze fra lo stile di vita della Corea del Nord e della Corea del Sud divennero sempre più evidenti, ma i cittadini della Corea del Nord erano completamente tagliati fuori dalle notizie provenienti dall'esterno.

La morte e la successione[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni 1990, a causa della caduta del Muro di Berlino e dello sfaldarsi di diversi governi comunisti nel mondo, la Corea del Nord era sempre più isolata, con l'eccezione dei limitati contatti con Cina, Russia, Vietnam e Cuba. La sua economia era virtualmente in bancarotta, inceppata dalle enormi spese militari, con un settore agricolo incapace di sfamare la popolazione. I media nordcoreani non diedero assolutamente alcun indizio di ciò, continuando a lodare Kim come il più grande genio della storia coreana. Kim morì improvvisamente per un attacco cardiaco l'8 luglio 1994, alle 2 di mattina, a Pyongyang, lasciando in eredità la crisi crescente a Kim Jong-il. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone, molte delle quali piangevano e invocavano il suo nome durante la processione.

Kim Il-sung si era sposato due volte. La sua prima moglie, Kim Chong-suk, gli diede due figli maschi e una femmina. Kim Jong-il, il suo primogenito, nacque, in base agli archivi sovietici, a Chabarovsk, o (secondo il governo nordcoreano) sulle montagne della Corea settentrionale. L'altro figlio morì in un incidente mentre nuotava. Kim Chong-suk morì di parto nel 1949 mentre dava alla luce un bambino morto. Kim sposò la seconda moglie, Kim Song-ae, nel 1962 e si ritiene che ebbe con lei quattro figli. Uno di questi, Kim Pyong-il, fu una figura di spicco della politica nordcoreana, fin quando venne bandito e inviato come ambasciatore in Ungheria, per evitare una lotta di potere dopo la morte di Kim Il-sung.

Kim Il-sung riposa oggi al Palazzo del sole di Kumsusan.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Kim Il-sung, Works, vol. 1-50, Pyongyang, Foreign Language Publishing House, 1980-2008.
  • Kim Il-sung, With the Century, vol. 1-8, Pyongyang, Foreign Language Publishing House, 1994-1998.
Traduzioni in lingua italiana
  • Kim Il-sung, Opere scelte, vol. 1-2, Pyongyang, Edizioni in lingue estere, 1967.
  • Kim Il-sung, La costruzione della società socialista, Jaca Book, 1971.
  • Kim Il-sung, Rafforziamo ulteriormente il regime socialista nel nostro paese, Associazione italiana per i rapporti culturali con la Repubblica democratica popolare di Corea, 1974.
  • Kim Il-sung, Sulla strategia antimperialista, Associazione italiana per i rapporti culturali con la Repubblica democratica popolare di Corea, 1977.
  • Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un, Scritti scelti sul socialismo coreano, Edizioni Simple, 2013.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze nordcoreane[modifica | modifica wikitesto]

Eroe della Repubblica (3) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe della Repubblica (3)
— [4][5]
Eroe del Lavoro della Repubblica Democratica Popolare di Corea - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro della Repubblica Democratica Popolare di Corea
— 7 settembre 1958[4]
Ordine della Bandiera Nazionale di I Classe (6) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Nazionale di I Classe (6)
— 1951 e 1953[6][5][7]
Ordine della Libertà e dell'indipendenza di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Libertà e dell'indipendenza di I classe
— [6]
Ordine Commemorativo della Fondazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Commemorativo della Fondazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea (2)
— [4]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ordine della Bandiera Rossa - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa
— 1945[8]
Ordine di Sukhbaatar (Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Sukhbaatar (Mongolia)
— 1953[9]
Ordine della Stella di Romania di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Stella di Romania di I classe
— 1965[10]
Ordine della Vittoria del Socialismo - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria del Socialismo
— 1965[4]
Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ič Lenin (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ič Lenin (URSS)
— 1969[6]
Ordine di Lenin (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (2)
— 1972 e 1987[6]
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco
— 1973
Ordine della stella jugoslava - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della stella jugoslava
— 1977[6]
Ordine di Karl Marx (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Karl Marx (2)
— 1982[6]
Membro di I Classe dell'Ordine del Grande Conquistatore (Libia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Grande Conquistatore (Libia)
— 1983[senza fonte]
Cavaliere di Gran Croce di I Classe dell'Ordine Nazionale del Madagascar (Madagascar) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce di I Classe dell'Ordine Nazionale del Madagascar (Madagascar)
— 1985[11]
Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika
— 1º agosto 1985[12]
Battaglia di San Jacinto dell'Ordine Augusto César Sandino - nastrino per uniforme ordinaria Battaglia di San Jacinto dell'Ordine Augusto César Sandino
«Per la lotta per l'indipendenza della sua terra, per il contributo alla pace nel mondo e per il mantenimento di collegamenti incondizionati»
— 1986[4]
Ordine di José Martí - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí
— 1986[4]
Ordine della Baia dei Porci - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Baia dei Porci
— 1987[13]
Ordine di Klement Gottwald (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Klement Gottwald (Cecoslovacchia)
— 29 gennaio 1987[14]
Ordine della Stella d'Oro (Vietnam) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Stella d'Oro (Vietnam)
— 1988[15]
Stella di Palestina - nastrino per uniforme ordinaria Stella di Palestina
— 1993[16]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale della Cambogia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale della Cambogia
— [17]
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica d'Indonesia (Indonesia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica d'Indonesia (Indonesia)
— [4]
Medaglia d'Oro Nazionale del Laos - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro Nazionale del Laos
— [18]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale del Mali - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale del Mali
— [19]
Membro di I classe dell'Ordine degli Omayyadi - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine degli Omayyadi
Gran Cordone dell'Ordine al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine al Merito Civile
— [senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.thefreedictionary.com/Kim+Il+Sung
  2. ^ Nell'onomastica coreana il cognome precede il nome. "Kim" è il cognome.
  3. ^ Juliette Morillot e Dorian Malovic, La Corée du Nord en 100 questions, Texto, 2018, p. 310.
  4. ^ a b c d e f g Kim Il-sung, in Who's Who in Asian and Australasian Politics, Bowker-Saur, 1991, p. 146, ISBN 978-0-86291-593-3.
  5. ^ a b (EN) Martin Weiser, Chests Full of Brass: A DPRK Political History in Orders, Medals, Prizes, and Titles, su Sino-NK, 8 gennaio 2016. URL consultato il 2 novembre 2020.
  6. ^ a b c d e f Kim Il-sung, Marshal, in The International Who's Who 1992-93, Taylor & Francis, 1992, p. 867, ISBN 978-0-946653-84-3.
  7. ^ Dziak 2001, p. 139.
  8. ^ Odd Arne Westad, The Cold War: A World History, New York, Basic Books, 2017, p. 190, ISBN 978-0-465-09313-7.
  9. ^ Alan J. K. Sanders, Orders and medals, in Historical Dictionary of Mongolia, 3ª ed., Lanham, Scarecrow Press, 2010, p. 551, ISBN 978-0-8108-7452-7.
  10. ^ Gifts of World People, in Korea Today, 304–315, Pyongyang, Foreign Languages Publishing House, 1982, p. 58, ISSN 0454-4072 (WC · ACNP).
  11. ^ Summary of World Broadcasts: Far East, Part 3, Reading, Monitoring Service of the British Broadcasting Corporation, 1985, OCLC 976978783.
  12. ^ Joseph Bonnici e Michael Cassar, A Chronicle of Twentieth Century Malta, Book distributors limited, 2004, p. 430, ISBN 978-99909-72-27-6.
  13. ^ (EN) New stamps issued, su Korean Central News Agency, 12 aprile 2003 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2019).
  14. ^ (CS) Řád Klementa Gottwalda: za budování socialistické vlasti (PDF), su Archiv Kanceláře Prezidenta Republiky, 17 gennaio 2015, p. 11 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2016).
  15. ^ (VI) Thông Tin Cơ Bản Về CHDCND Triều Tiên Và Quan Hệ Việt Nam - Triều Tiên, su Ministry of Foreign Affairs [Vietnam]. URL consultato il 22 luglio 2019.
  16. ^ (EN) Benjamin R. Young, How North Korea has been arming Palestinian militants for decades, su NK News, 25 giugno 2014. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  17. ^ News from Hsinhua News Agency: Daily Bulletin, Londra, Xin hua tong xun she, 1º ottobre 1965, p. 53, OCLC 300956682.
  18. ^ (EN) Kim Son Gyong, Reflection of Ardent Reverence for Great Person (PDF), in Pictorial Korea, vol. 772, n. 4, 2020, p. 12, ISSN 1727-9208 (WC · ACNP).
  19. ^ Summary of World Broadcasts: Far East, Monitoring Service of the British Broadcasting Corporation, maggio 1976, p. A–5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro della Corea del Nord Successore
Nessuno 9 settembre 1948-28 dicembre 1972 Kim Il
Predecessore Segretario generale del Partito del Lavoro di Corea Successore
Nessuno 30 giugno 1949-8 luglio 1994 Kim Jong Il
Predecessore Comandante supremo dell'Armata Popolare Coreana Successore
Nessuno 1948-8 luglio 1994 Kim Jong Il
Predecessore Presidente della Corea del Nord
Presidente eterno dal 1994
Successore
Nessuno 28 dicembre 1972-8 luglio 1994, ufficialmente in carica Nessuno
Kim Jong Il de facto come presidente della Commissione di Difesa Nazionale
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