Harry Meyen

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Harry Meyen assieme a Romy Schneider nel 1971

Harry Meyen, pseudonimo di Harald Haubenstock[1][2][3][4] (Amburgo, 31 agosto 1924Amburgo, 15 aprile 1979), è stato un attore, regista e doppiatore tedesco, che fu all'apice della carriera soprattutto negli anni cinquanta-sessanta[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Meyen nacque ad Amburgo, in Germania, figlio di un mercante ebreo che venne deportato in un campo di concentramento durante il regime nazista. Il diciottenne Meyen venne a sua volta incarcerato in quanto Mischling (di sangue misto) e deportato nel campo di concentramento di Neuengamme.[5]

Come attore, partecipò dalla fine degli anni quaranta in poi a circa una cinquantina di produzioni, tra cinema e televisione, mentre come regista diresse alcune produzioni televisive degli anni cinquanta, sessanta e settanta. Come doppiatore, prestò la propria voce ad attori quali Dirk Bogarde, Robert Mitchum, Michel Piccoli, Peter Sellers, Jean-Louis Trintignant, ecc.[6]

Fu il marito delle attrici Romy Schneider e Anneliese Römer[1][2] e il compagno dell'attrice e doppiatrice Anita Lochner[1].

Vittima dell'alcol, dell'abuso di farmaci e della depressione, Harry Meyen si tolse la vita il 15 aprile (o 14 aprile secondo altre fonti[3]) 1979, impiccandosi con una sciarpa ad una scala nella sua casa di Amburgo-Harvestehude, all'età di 54 anni.

È sepolto ad Amburgo nel Cimitero monumentale di Ohlsdorf[7].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

  • Penelope oder Die Lorbeermaske - film TV (1958)
  • Endspurt - film TV (1963)
  • Monde und Sonnen - film TV (1966)
  • Endspurt - film TV (1970)

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

  • Penelope oder Die Lorbeermaske - film TV (1958)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (DE) Harry Meyen, su Steffi-Line.
  2. ^ a b (DE) Harry Meyen, su Derrick-Fanclub.de.
  3. ^ a b c (DE) Harry Meyen, su Knerger.de.
  4. ^ (DE) Harry Meyen, su Filmportal.
  5. ^ (DE) Matthias Matussek e Lars-Olav Beier, Die Königin der Schmerzen, in Der Spiegel, 21 maggio 2007.
  6. ^ (DE) Harry Meyen, su Synchrondatenbank.
  7. ^ (EN) Harry Meyen, in Find a Grave. Modifica su Wikidata

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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