Vai al contenuto

Gnosca

Coordinate: 46°14′N 9°01′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gnosca
frazione
Gnosca – Stemma
Gnosca – Bandiera
Gnosca – Veduta
Gnosca – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoBellinzona
ComuneBellinzona
Territorio
Coordinate46°14′N 9°01′E
Altitudine276 e 801 m s.l.m.
Superficie7,5 km²
Abitanti783 (31-12-2024)
Densità104,4 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6525
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5006
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Gnosca
Gnosca

Gnosca è un quartiere di 783 abitanti della città svizzera di Bellinzona, sito nel Canton Ticino in valle Riviera.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Gnosca sorge 276 m s.l.m. all'imbocco della Valle Riviera lungo il corso del fiume Ticino, di fronte a Claro, nella parte settentrionale del comune di Bellinzona.

Il territorio del comune di Gnosca prima dell'aggregazione del Bellinzonese del 2017
Gnosca, Ponte sospeso sul fiume Ticino

Il villaggio è menzionato per la prima volta nel 1198 con il nome di Niosca. L'origine etimologica del toponimo non è chiara. Si sa poco del periodo preistorico; nel 1898 furono rinvenuti oggetti in bronzo risalenti all'epoca etrusca.[1]

Nel Medioevo Gnosca apparteneva al Gastaldato di Claro. L'Arcidiocesi di Milano e il vescovado di Como rivendicarono contemporaneamente il possesso di Gnosca e, nel 1335, il luogo viene menzionato anche come soggetto al dominio di Bellinzona. Si ritiene che il villaggio possa risalire all'epoca pre-romana grazie al ritrovamento fortuito di tombe che si possono collegare a quelle più importanti della vicina Arbedo, che sono collegate alla cultura di Golasecca.[1] Lo storico Virgilio Gilardoni riportava, infatti, che la località non fosse stata esplorata archeologicamente in maniera adeguata e che potenzialmente potesse conservare una necropoli[2].

Fino al 1º aprile 2017 è stato un comune autonomo che si estendeva per 7,5 km²; il 2 aprile 2017 è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Camorino, Claro, Giubiasco, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina[3].

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[4]:

Abitanti censiti[5]

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.[6]

  • Associazione Sportiva Gnosca[7]
  1. 1 2 Anderes, Guida d'arte, 1980.
  2. V.Gilardoni, Romanico, p.363
  3. Notizie di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch. URL consultato il 13 agosto 2025.
  4. Giuseppe Chiesi, Gnosca, in Dizionario storico della Svizzera, 4 dicembre 2023.
  5. Dizionario storico della Svizzera, Città di Bellinzona
  6. Patriziato di Gnosca, su www4.ti.ch.
  7. Associazione Sportiva Gnosca, su matchcenter-ftc.football.ch.
  • AA.VV., Gnosca, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 55, 56, 57.
  • Bernhard Anderes, Gnosca, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, p. 45.
  • Giuseppe Chiesi, Gnosca, in Dizionario storico della Svizzera, 4 dicembre 2023.
  • Virgilio Gilardoni, Gnosca, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 37, 301, 363-366, 423.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1955, pp. 204-209.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Johann Rudolf Rahn, Gnosca, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, p. 115-116.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi e Gian Piero Pedrazzi (a cura di), Gnosca, in Il Comune, Lugano, Edizioni Giornale del Popolo, 1978, pp. 129-140.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi e Fabrizio Panzera (a cura di), Gnosca, in Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003, pp. 69nota, 78, 90, 101, 406..

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 307306501 · GND (DE) 1049225007
  Portale Ticino: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Ticino