Camorino

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Camorino
frazione
Camorino – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Bellinzona
Comune Bellinzona
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°09′50″N 8°59′59″E / 46.163889°N 8.999722°E46.163889; 8.999722 (Camorino)Coordinate: 46°09′50″N 8°59′59″E / 46.163889°N 8.999722°E46.163889; 8.999722 (Camorino)
Altitudine 223 m s.l.m.
Superficie 8,27 km²
Abitanti 2 749[1] (31-12-2013)
Densità 332,41 ab./km²
Sottodivisioni Arla, Comelina, Margnetti, Monti, Scarsetti, Storni, Vigana di sopra
Frazioni confinanti Cadenazzo (comune), Giubiasco, Isone (comune), Monteceneri (comune), Pianezzo, Sant'Antonino
Altre informazioni
Cod. postale 6528
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5004
Targa TI
Nome abitanti camorinesi
Parte di Giubiasco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Camorino
Camorino
Sito istituzionale

Camorino (in ticinese Camurin) è un quartiere della città di Bellinzona, capitale del Canton Ticino. Fino al 2017 formava un comune svizzero autonomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

Il Garden Center

Edilizia militare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1848 venne costruita la cosiddetta Linea Dufour (fra Camorino, Sementina e Monte Carasso), al fine di chiudere la via meridionale; alcuni anni dopo venne eretta una seconda linea di fortificazioni, comprendente stavolta anche il quartiere di Giubiasco per rinforzare lo sbarramento del confine col Regno Lombardo-Veneto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[6]

Ufficio patriziale:

  • presidente: Enrico Ghisletta

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 74.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Edizioni dello Stato. Bellinzona 1955, 181-182.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 259.
  • Agostino Robertini et alii, Camorino, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 47-60.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 25.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 13, 403.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 45.48, 51, 52.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN125542752 · GND: (DE4550321-7
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