Pianezzo

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Pianezzo
comune
Pianezzo – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Bellinzona
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°10′05″N 9°02′05″E / 46.168056°N 9.034722°E46.168056; 9.034722 (Pianezzo)Coordinate: 46°10′05″N 9°02′05″E / 46.168056°N 9.034722°E46.168056; 9.034722 (Pianezzo)
Altitudine 491 m s.l.m.
Superficie 8,03 km²
Abitanti 589[1] (31-12-2013)
Densità 73,35 ab./km²
Frazioni Paudo
Comuni confinanti Bellinzona, Cadenazzo, Camorino, Giubiasco, Isone, Monteceneri, Sant'Antonio
Altre informazioni
Cod. postale 6582
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5014
Targa TI
Circolo Giubiasco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Pianezzo
Pianezzo
Pianezzo – Mappa
Sito istituzionale

Pianezzo (Pianesc in lombardo, Pianéz in ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino situato nella Valle Morobbia, formatasi lungo la Linea Insubrica, linea tettonica che separa la Placca euroasiatica da quella adriatica.

Il suo nucleo abitato principale si estende lungo una piccola terrazza glaciale, ricoperta dai vigneti. Vari reperti dimostrano che la zona era già popolata prima dell'epoca romana.

Durante la prima metà dell'Ottocento Pianezzo faceva parte del comune di Vallemorobbia, poi separatosi in Sant'Antonio, Pianezzo e Vallemorobbia in Piano (poi fusionatosi con Giubiasco).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia militare[modifica | modifica wikitesto]

  • Presso Caslasc e Tremoza sono state rinvenute rovine di costruzioni che potrebbero risalire all'epoca romana e preromana[2].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[3]

Presidente dell'ufficio patriziale: Carlo Jorio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Gallino, Mario Martinoni, 50 e 1 giorno di frontiera con il Battaglione di Copertura, Editore Arturo Salvioni & Co. Bellinzona 1939.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Edizioni dello Stato. Bellinzona 1955, 256-258; Idem, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 476-477.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 24-25.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Giuseppe Chiesi, «Antique vene ferri». Imprese minerarie e siderurgiche nel sec. XV in Valle Morobbia, in «Minaria Helvetica», 19b, 1999, 5-11.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 47.
  • Giancarlo Maretti, Alpi e storie di alpi della Valle Morobbia, Editore Salvioni, Bellinzona 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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