Giuseppe Trabucchi

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Giuseppe Trabucchi
Giuseppe Trabucchi.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Veneto
Collegio Verona Collina
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato

Giuseppe Trabucchi (Verona, 29 giugno 1904Verona, 6 dicembre 1975[1]) è stato un politico e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Marco (anch'esso avvocato, fondatore dell'Istituto Artigianelli con Giovanni Battista Piamarta e zio di Alessandro Trabucchi) e di Maria Zamboni (sorella del filosofo Giuseppe Zamboni) era fratello di Emilio, Alberto, Cherubino e Maria. Sposò Ada Fiori ed ebbe 9 figli. Dopo gli studi primari, svolti nella città natale, si laureò in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova ed in Scienze politiche all'Università Cattolica di Milano.

Fu Vice Sindaco di Verona dal 1946 al 1951 e sindaco di Selva di Progno e Brenzone; per tredici anni (dal 1953 al 1966) fu presidente della Fiera di Verona. Aldo Fedeli (sindaco) e Trabucchi (vice sindaco) che guidarono la città di Verona dal 1946 al 1951 furono definiti da Giorgio Zanotto "una bella accoppiata: la testa e la ferma volontà erano di Trabucchi, il profeta era Fedeli". In particolare Trabucchi è definito "figura straordinaria… un’intelligenza fuori del comune, con un’indipendenza assoluta di carattere". Tra i meriti di Trabucchi oltre alla ricostruzione materiale, l’aver rimesso in moto la macchina comunale, riassestando in particolare gli uffici finanziari e garantendo un gettito fiscale adeguato[2]. Dal 1959 alla morte fu Presidente dell'Istituto Artigianelli di padre Piamarta.

Ricoprì la carica di ministro delle finanze della Repubblica Italiana. In questa qualità nel 1960 sottoscrisse la transazione in sede stragiudiziale con lo Stato italiano per il rilascio della storica sede del Grande Oriente d'Italia, Palazzo Giustiniani. Il suo successore Rino Formica ha anche evidenziato gli effetti di una sua circolare in materia doganale[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto il sen. Trabucchi, in La Stampa, 7 dicembre 1975, p. 2.
  2. ^ F. Bozzini, Destini incrociati nel Novecento veronese, Roma, Edizioni Lavoro, 1997.
  3. ^ "In effetti Trabucchi nel giugno 1960, durante i fatti di Genova con il governo Tambroni, accettò una richiesta degli americani, evidentemente molto preoccupati, che ottennero, con una circolare del ministro delle Finanze, che negli uffici doganali delle basi americane venissero sostituiti i doganieri italiani con quelli statunitensi. Di lì passò tutto l’armamento in Italia. Passò attraverso le basi militari americane. Entrava ed usciva. E la circolare Trabucchi non fu mai abolita": Rino Formica: «La prigione di Moro? Lo Stato non ha voluto trovarla» (intervista a Walter Veltroni), Corriere della sera, 7 luglio 2019.

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