Galleria nazionale di Parma

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Galleria nazionale di Parma
Pilotta parme.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Parma
Indirizzo Piazza della Pilotta 6
Caratteristiche
Tipo pittura, scultura, archeologia
Fondatori Filippo I di Parma
Apertura 1760
Visitatori 59 757[1] (2015)
Sito web

Coordinate: 44°48′19″N 10°19′34″E / 44.805278°N 10.326111°E44.805278; 10.326111

Lo scalone monumentale che porta alla Galleria nazionale di Parma

La Galleria nazionale di Parma si trova in piazza della Pilotta 6 a Parma, all'interno del palazzo della Pilotta. Il museo espone, tra le altre, opere di Beato Angelico, Canaletto, Guercino, Leonardo da Vinci, Parmigianino, Tintoretto, Correggio, Sebastiano del Piombo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Galleria Nazionale di Parma Sala del '600 e '700

La collezione parmense è iniziata nel Rinascimento ad opera della famiglia Farnese (papa Paolo III e il cardinale Alessandro); nel 1734 Carlo di Borbone fa trasferire a Napoli la ricca collezione.

Prima del trasferimento a Napoli, la collezione era suddivisa tra Palazzo Farnese a Roma, Villa Farnese di Caprarola e Palazzo del Giardino di Parma.

Elisabetta Farnese riesce a far assegnare il ducato di Parma al figlio Filippo che, conscio dell'importanza dell'arte per il prestigio del Casato, proibisce l'alienazione della Madonna di San Gerolamo del Correggio.

Filippo fa aprire anche un'accademia di belle arti nel 1752 e istituisce una quadreria con relativa borsa di studio per l'istruzione di giovani artisti.

I duchi compiono scavi nel Ducato e arricchiscono la collezione di arte greco-romana.

Nel 1760 con doni, acquisizioni, opere degli accademici e restituzioni da Napoli e Caserta, inizia a formarsi la galleria a Parma.

Il figlio Ferdinando nel 1787 acquista la collezione di un nobile composta da quadri gotico toscani.

Durante il periodo in cui Parma fu governata dai francesi (1803-1814) le opere vengono trasportate a Parigi e saranno restituite solo nel 1816. Nello stesso anno il governo passa alla Duchessa Maria Luigia che fa riordinare le collezioni nel Palazzo della Pilotta e fa costruire il salone che porta il suo nome.

La Rocchetta viene destinata ai dipinti del Correggio nel 1825. Nella prima metà dell'Ottocento Maria Luigia acquista molte raccolte nobiliari affinché non si disperdano.

Nel 1900 la collezione viene riordinata dai Quintavalle che separano i dipinti per scuole di provenienza e per cronologia. Negli anni settanta è incominciata la ristrutturazione del Teatro Farnese, costruito nel 1618 dall'Aleotti per Ranuccio I Farnese e parzialmente distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Sala dell'Ottocento

La Collezione[modifica | modifica wikitesto]

Capitello di Benedetto Antelami, Marmo bianco, documentato a Parma nel 1178. Rappresenta Dio che conduce Adamo ed Eva nel paradiso Terrestre; Tentazione di Eva; il peccato originale; I progenitori presi da vergogna per la propria nudita'

dal XII al XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

La collezione comprende diverse sculture, come i capitelli di Benedetto Antelami, vari dipinti di Agnolo Gaddi, Niccolò di Pietro Gerini, Gherardo Starnina, Paolo Veneziano, Giovanni di Paolo, e opere in stile bizantino di vari autori emiliani.

dal XV al XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Particolare rilevanza, nelle sale della Rocchetta, hanno le opere di Correggio, Parmigianino, Alessandro Araldi ed altri maestri di questo periodo come Giorgio Gandini del Grano, Filippo Mazzola, Dosso Dossi, Giovanni Battista Cima e Cristoforo Caselli.

Vi è anche un quadro, la Scapigliata, di Leonardo da Vinci.

Sono presenti anche diversi dipinti del '600 di autori come Carlo Francesco Nuvolone e Anton Van Dyck.

dal XVIII al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Questo periodo storico comprende quadri di pittori veneti come: Tiepolo, Pittoni[2], Canaletto, Bellotto, pittori francesi come Jean-Marc Nattier e Laurent Pécheux, la scuola napoletana.

I pittori parmensi come Giovan Battista Borghesi, Pietro Melchiorre Ferrari e diversi dipinti del pittore Piacentino Felice Boselli.

Troviamo in questa sala la scultura di Antonio Canova Ritratto di Maria Luigia d’Asburgo in veste di Concordia 1811-14.

XX Secolo[modifica | modifica wikitesto]

Una sala è interamente dedicata al pittore parmigiano Amedeo Bocchi, a Guttuso ed altri artisti minori.

Opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Il Trecento[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Veneziano
  • Trittico con Crocifissione, Madonna con Bambino e Santi, 1350 circa
Niccolò di Pietro Gerini
  • Morte della vergine, 1370-75
Agnolo Gaddi
Spinello Aretino
  • I Santi Filippo, Grisante, Daria e Giacomo minore, 1384-85
  • Predella con: Decapitazione del Battista e Banchetto d'Erode, Adorazione dei Magi e San Benedetto che benedice i monaci, 1384

Il Quattrocento[modifica | modifica wikitesto]

Gherardo Starnina
Beato Angelico e Zanobi Strozzi
  • Madonna dell'umiltà e santi, 1430-1433

Il Cinquecento[modifica | modifica wikitesto]

Cima da Conegliano
Leonardo da Vinci
Giulio Romano
Correggio
Parmigianino
Hans Holbein il Giovane
  • Ritratto di Erasmo da Rotterdam, 1530
Dosso e Battista Dossi
Sebastiano del Piombo
Girolamo Mazzola Bedoli
Anthonis Mor
El Greco
Agostino Carracci
Annibale Carracci

Il Seicento[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico Carracci
Giovanni Lanfranco
Bartolomeo Schedoni
Giulio Cesare Procaccini
Anton van Dyck
Guercino
Bartolomé Esteban Murillo
Canaletto
Pieter Mulier detto il Tempesta
Felice Boselli

Il Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Sebastiano Ricci
  • Apelle che ritrae Pancaspe primi del Settecento
  • La continenza di Scipione, 1700-04
  • Cincinnato, 1704-07
Giuseppe Maria Crespi
Bernardo Bellotto
Giovanni Battista Piazzetta
Giambattista Tiepolo
Giuseppe Baldrighi
Pompeo Batoni
Johan Joseph Zoffany
Andrea Appiani

L' Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Canova
Giovan Battista Borghesi

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Amedeo Bocchi
Renato Guttuso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  2. ^ [1] Maddalena che adora il Crocefisso (1730-35)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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