Felice Boselli

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Natura morta con melagrane, zucche, fichi e fiori, Museo Glauco Lombardi, Parma

Felice Boselli (Piacenza, 20 aprile 1650Parma, 23 agosto 1732) è stato un pittore italiano del periodo barocco, noto soprattutto per nature morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare di natura morta con testa di manzo, 1690

Fu un pittore attivo soprattutto a Piacenza, dove studiò e si introdusse nel mondo della pittura sotto la guida di Michelangelo Nuvolone, fratello del più noto Giuseppe. Proprio in quella bottega ebbe modo di conoscere Angelo Crivelli, (noto come il Crivellone), animalista specializzato in selvaggina, che influenzò in modo significativo il suo stile.[1]

Le altre basi della sua personalità pittorica derivarono dallo studio e dalla osservazione di nature morte regionali e locali, dal Parmigianino per quanto riguarda le figurazioni, dalla Macelleria di Annibale Carracci per le tematiche ricorrenti e le scene.

Realizzò complessivamente quasi un centinaio di nature morte, gran parte delle quali sono conservate in musei lombardi ed emiliani, oltre ad un buon numero di immagini rappresentanti stralci di vita quotidiana, focalizzanti cuochi, maiali squartati, teste di bue, galline, selvaggina, pesci. A concedere un tocco di misteriosità alle sue opere fu la firma, raffigurata da un gattino (a significare Felix).

Boselli si cimentò anche in lavori di altro contenuto, come ad esempio gli affreschi realizzati nel 1702 per la chiesa di Santa Brigida a Piacenza e ben esemplificati dall'Ecce Homo a sfondo sacro.

Non mancarono nel suo bagaglio artistico le opere di figura, tra le quali si ricordano le scene mitologiche dipinte all'interno della rocca di Fontanellato intorno al 1685, e i dodici dipinti raffiguranti Storie di Diana e Atteone, ispirati dal Parmigianino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse, De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.372
  2. ^ Francesca Sandrini, Lucia Fornari Schianchi, Patrizia Sivieri, Museo Glauco Lombardi: Maria Luigia e Napoleone : testimonianze, Touring, collana Guide a Musei, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Bryan, vol. I, in Robert Edmund Graves, Walter Armstrong (a cura di), Dictionary of Painters and Engravers, Biographical and Critical, Londra, G. Bell and sons, 1866, p. 163.
  • Maria Farquhar, Biographical catalogue of the principal Italian painters, a cura di Ralph Nicholson Wornum, London, John Murray, 1855, p. 31. URL consultato l'11 agosto 2009.

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